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— Batman

Sakamichi no Apollon – Recensione

Un’opera dedicata ai sentimenti sulle note della musica Jazz

Sakamichi-no-Apollon

Sakamichi no Apollon è un’opera di Yuki Kodama, proposta sia a fumetto (2007) che in animazione (2012), ha vinto nel 2012 il 57° Shogakukan Manga Award nella categoria generale. Il fumetto è composto da nove volumi, più uno speciale, mentre l’anime conta 12 episodi. Vorrei specificare che parliamo di un opera che i giapponesi catalogano come “josei”, ovvero non è rivolta ai bambini, ma è rivolta a un pubblico più adulto, e non pensate a male, questo semplicemente per il fatto che le storie hanno un tratto più maturo e realistico (lo sottolineo perché nella cultura italiana, ahimè, è scontato che un cartone sia rivolto sempre a un pubblico infantile, mentre i giapponesi dividono i cartoni animati per fasce di età oltre che per genere). Ed è proprio cosi che la definirei, un’opera adulta, raffinata e a tratti malinconica.

La trama

Il filo conduttore della trama è la musica, la musica jazz, siamo infatti negli anni’60, ed è il 1966 quando il sedicenne Kaoru si trasferisce nella prefettura di Nagasaki, l’ennesimo spostamento a cui è sottoposto per via del lavoro del padre, ma avendo un carattere chiuso, tutto questo non fa che rendergli l’ambiente scolastico poco piacevole, se non sgradevole. Ma stavolta per lui sarà diverso, poiché incontra da prima la gentilissima Ritsuko e poi l’irruente Sentaro, con i quali si creerà un rapporto di amicizia che segnerà una vera e propria svolta della sua vita.

Sentaro, kaoru e  Ritsuko all'uscita da scuola

Sentaro, kaoru e Ritsuko all’uscita da scuola

Come dicevo, la musica è il legante dei personaggi, i due ragazzi sono entrambi musicisti, mentre Ritsuko è la figlia del padrone del negozio di dischi. Per loro la musica è una passione autentica, scevra da arrivismi, ma vera e propria libertà di espressione. La musica rende tutto più poetico, e naturalmente fa da cornice anche alle vicende sentimentali, che sinceramente non colpiscono tanto per gli intrighi amorosi forse un po’ scontati. Le vicende invece colpiscono per la delicatezza con cui vengono trattate e per la cura introspettiva di ogni personaggio, ognuno con un vissuto diverso alle spalle, fatto di sofferenze e piccoli segreti. Nonostante questo a unirli oltre la musica vi è una sottile nota di malinconia, che del resto ci regalerà un finale per nulla scontato.

Consiglio in particolar modo l’anime, che grazie all’atmosfera dell’epoca, alle meravigliose musiche e all’animazione particolarmente curata e realistica (credetemi, quando suonano è uno spettacolo), è davvero suggestivo. La colonna sonora oltretutto è realizzata dalla famosa Yoko Kanno, una compositrice affermata (è sua ad esempio la colonna sonora del celebre anime “Cowboy Bebop”). Anche il manga non è da meno, poiché come capita spesso, l’anime ha subito una semplificazione della storia, mentre nel fumetto potrete gustare la trama integra.

Ma adesso delle piccole curiosità “cattonerd”

Sentaro e Ritsuko sono amici d’infanzia ed entrambi sono di religione cattolica (ebbene sì!), e senza dubbio non è un caso che sia stata scelta la città di Nagasaki, che è, ed sempre stata un fulcro cattolico per il Giappone (i primi missionari gesuiti sbarcarono proprio li nel XVI secolo, ma la storia cristiana del Giappone merita senza dubbio un capitolo a parte, a proposito, vi consiglio questo nostro articolo). Insomma, anziché andare alla festa di natale (che di solito per i giovani giapponesi si fa a scuola), potrete vedere i personaggi della storia dare priorità alla Santa messa del Natale!

Su questo aspetto non si può dire che non siano stati originali, visto che in Giappone i cattolici sono davvero una piccola minoranza. Oltretutto, se avrete il piacere di vedere quest’anime o di leggere l’opera a fumetto scoprirete che l’aspetto cristiano avrà un gran peso per uno dei personaggi, ma tranquilli, non voglio togliervi la sorpresa…

Una scena di Sentaro e la sua famiglia che pregano in chiesa

Una scena di Sentaro e la sua famiglia che pregano in chiesa

La sigla dell’anime

https://www.youtube.com/watch?v=HloKLU1SRJQ

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Debby Pac

Author: Debby Pac

Cultura cattolica: “L'essenziale è invisibile agli occhi”, questa frase tratta da “Il piccolo principe” riassume il sentore che mi ha accompagnata fin dall'infanzia. Essere cattolica, fa parte di un percorso, fatto di alti e bassi, di dubbi e scoperte stupende, è stato (ed è), una continua ricerca, dove alla fine scopri di essere tu quella “cercata”, e ogni giorno diventa una scoperta di questo amore cosi immenso, e di se stessi. Cultura nerd: Sono illustratrice, aspirante fumettista, e disegno fin da bambina, questa passione è stata accresciuta dagli anime, ne guardo di svariati, ma sono una fan sfegatata di Miyazaki. Ma la mia vera passione sono i fumetti, ho letto molti manga, ma adesso sono più interessata ai fumetti occidentali, soprattutto quelli francesi, e ultimamente sto scoprendo il mondo dell'editoria italiana (e che Dio benedica Ortolani!). Sono cresciuta con i videogiochi Nintendo (scroccati a mio fratello), e in fine adoro giocare ai giochi da tavola o di carte (Lupus, Citadels, C'era una volta, ecc..).

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