Datemi, o Signore, il senso del ridicolo. Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia e possa farne parte anche ad altri.

— San Tommaso Moro

Se la Terra di Mezzo esistesse davvero?

L’emozione di scoprire che la realtà supera la fantasia

THE HOBBIT: AN UNEXPECTED JOURNEY

La bellezza è una realtà da scoprire, come nel percorso interiore di Bilbo ne “Lo Hobbit”

Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia. ~ “Amleto”, atto I.

Famosa frase dell’Amleto di Shakespeare, citata spesso per ricordare ai più miopi come la realtà superi di gran lunga la nostra immaginazione.
Ma quanti ci credono davvero?
Purtroppo, temo nessuno… o quasi.
La visione del mondo da una prospettiva mediocre prevale, anche laddove c’è, come nel caso dei cattolici, il sostegno della fede: credere in ciò che sfugge ai nostri sensi umani, ma che il cuore è in grado di percepire e riconoscere con l’aiuto di Dio. Si è quindi disposti ad ammettere che il mondo è senz’altro pieno di meraviglie a noi ancora sconosciute e che la fantasia non è altro che una rielaborazione della realtà, ma, sotto sotto, siamo convinti che il nostro mondo non regga il confronto con le incredibili suggestioni offerte dai capolavori della letteratura come “Il Signore degli Anelli”.

Ma la realtà supera la fantasia?

Mi si dirà: autori come Tolkien hanno saputo cogliere l’essenza della realtà, arricchendola di elementi incredibili ispirati dalla bellezza dell’universo creato. In pratica sì, è più o meno “tutto vero”.
Tuttavia, uscendo fuori dalle astratte speculazioni più intellettualoidi, nel momento in cui si chiede in modo diretto a un tolkieniano cattolicoOvviamente, non me ne vogliate, ma ai non credenti in Dio porre una domanda del genere non avrebbe un granché senso. se crede in Elfi, Orchi, Draghi, Hobbit e Troll, la risposta è un tristissimo e scontatissimo “NO”.

Dunque vuoi dire che credi seriamente a tutta questa roba qui?!

Eh sì, avete capito bene, voglio dire proprio questo!

Naturalmente non prendo per oro colato tutto quello che trovo scritto in un romanzo, fantasy o meno che sia, altrimenti starei fresco! Ma credo senza difficoltà in ciò che è sensibilmente ispirato (dettato da una piena comprensione della bellezza che definisce il senso profondo della realtà).

Eccoci così arrivati alle opere letterarie di Tolkien, che sono indubbiamente tra le più ispirate da una sensibilità degna di un figlio di Dio. È tra l’altro importante aggiungere che è anche questo che contraddistingue i grandi autori dai mediocri: credere fermamente, fino in fondo, in ciò che si racconta, come lo fu per Lewis, Dante Alighieri, H.P. Lovecraft, Robert E. Howard e molti altri grandi della letteratura.

Come risaputo, Tolkien non amava le allegorie e definì come “immaginaria” solo l’epoca in cui ambientò i suoi racconti, rimarcando in tal modo la fede che riponeva in tutto quanto presentò nelle sue storie.
Andando al di là delle verità morali, teologiche e spirituali che molti grandi studiosi ed appassionati di Tolkien hanno ampiamente illustrato, come ad esempio Andrea Monda ne “La croce e l’anello”, esistono altri aspetti dell’universo tolkieniano, cioè di ArdaChe in elfico significa 'Terra', proprio a rimarcare il concetto che quello di Tolkien non è un mondo parallelo e, quindi, inventato., concretamente reali.

I Figli di Ilúvatar

Galadriel

Una splendida fan art della bella Galadriel: la regina degli Elfi di Lórien

I protagonisti della Terra di MezzoL'Europa ancestrale immaginata da Tolkien, i Figli di Ilúvatar: Elfi (Primogeniti) ed Umani (Secondogeniti). Sui secondi voglio sperare che non abbiamo dubbi (chi mi legge potrebbe appartenere a tale razza!). Ma sui primi? Vabbè, non sempre è così, ma dovrebbe essere noto che Tolkien credeva decisamente nei suoi elfi, tanto da spiegarlo in diverse sue lettere: gli Elfi sono gli uomini prima della caduta.
(Per essere chiari, si tratta dei legittimi Figli di Dio: la stirpe di SethLa stirpe dei Figli di Dio, menzionata in Genesi 6, 1-12, che scomparve prima del Diluvio., non intaccata direttamente dal peccato originale.)

J.R.R. Tolkien: “Sono fatti come l’uomo, a sua immagine e somiglianza, ma liberi da quelle limitazioni che pesano più di ogni altra cosa sull’uomo. Sono immortali e la loro volontà è capace di realizzare efficacemente quanto immaginano e desiderano.”

In altre parole, privi della concupiscenzaLe debolezze psicofisiche dovute alle tare ereditarie o 'ferite' propagatesi nella natura umana dal peccato di Adamo.. Per questo immortali; non soggetti alla vecchiaia, alle malattie e conferiti di ogni possibile talento naturale e dono preternaturaleCiò che è fuori dalle leggi naturali che Dio aveva previsto in origine per l’umanità santa.

L’aspetto esteriore degli Elfi della Terra di Mezzo, delicato, luminoso, bello e armonioso, è di molto vicino a ciò che doveva essere l’umanità primordiale. L’immagine gloriosa degli Angeli – che nelle opere di Tolkien sono identificati con la stirpe dei Maiar e di cui gli Ainur sono i più vicini ad Ilúvatar – è il medesimo di quello dell’umanità preservata dalle tare del peccato che abitò la Terra in tempi ancestrali. Più esplicitamente, la bellezza angelica descritta dai mistici ed immortalata dall’arte cristiana potrebbe essere solo una sbiadita reminiscenza del perduto splendore delle origini.

Gli Hobbit

Sugli Hobbit non c’è molto da dire, almeno non più di quanto sia già stato detto da altri. Come Tolkien precisò, si tratta di una “branca degli uomini“. Non rappresentano solo i piccoli, i cosiddetti “poveri di spirito” (Matteo 5, 3), ma quell’umanità che dalla caduta è stata ridimensionata non necessariamente in male (2 Corinzi 12, 9).
Ma sono realmente esistiti gli Hobbit? A parte il fatto che, volendo, siamo tutti un po’ hobbit (“ce piace da magnà e beve”, come dicono i romani, e in giro si possono incontrare pure tipi particolarmente bassi o con due fette di piede il doppio del normale!), effettivamente qualcosa si è trovato… Mi riferisco al cosiddetto “Homo floresiensis”: lo scheletro di un uomo rivenuto in una caverna, che per statura (1,06 metri di altezza), fattezze fisiche e piedi sproporzionati, somiglia un po’ troppo agli abitanti della Contea. C’è anche chi non accettando a priori la possibilità di una “nuova specieMa al massimo si può parlare di una nuova 'razza' umana.“, quindi di un diverso “percorso evolutivoMi riferisco all'Evoluzionismo Biologico, che non va confuso con l'evoluzione in senso più ampio. Quest'ultima è il cambiamento delle forme di vita sulla terra, quindi dato di fatto. L'altro resta una teoria controversa.” dell’uomo, ha affermato che si trattò quasi certamente di un uomo particolarmente basso affetto dalla sindrome di Down. Lungi da me dal voler esprimere un giudizio su ciò, se mai un giorno si trovassero altri resti di “Hobbit”, ammetto che non mi stupirei più di tanto. Del resto se addirittura Wikipedia arriva ad ammette la possibilità che tali creature siano sopravvissute fino al secolo scorso nelle zone più remote dell’Indonesia, non si può fa affatto sminuire il tutto bollando la questione come “fantarcheologia”.

Orchi, Troll e Giganti

Pitti

No, per quanto gli somiglino, non sono gli Orchi della Terra di Mezzo, ma i Pitti di Hyborea: i cosiddetti “uomini preistorici”! Ma in fondo che differenza c’è?

Può sembrare strano, ma anche gli Orchi sono a tutti gli effetti uomini. Eh sì, perché si tratta di creature imbestialite dal peccato di Melkor che hanno avuto origine dagli Elfi. Per farla breve, sono “Elfi corrotti”. Ma mentre gli Elfi sono uomini preservati dal peccato, gli Orchi sono uomini che hanno quasi del tutto perso la capacità di compiere il bene, perché ridotti a “brutiCreature senza Dio, guidate solo da un istinto malvagio.” sotto il potere del male – seppur ancora dotati di libero arbitrio. Questa corruzione comprende anche il loro aspetto fisico, del tutto grottesco, selvaggio… molto poco piacevole a vedersi! Si potrebbe entrare in una descrizione più dettagliata (ma le caratterizzazioni date da Tolkien a mio avviso bastano e avanzano!), eppure, se ci riflettete un attimo, quelle rozze e spietate creature abituate a stare in lugubri caverne, potrebbero non essere così diverse da quelli che oggi alcuni chiamano “cavernicoli” o “antenati dell’uomo” (ovviamente, definizione che tiene conto dell’ottica darwinista che vedrebbe l’uomo non creato perfetto e solo successivamente “regredito” a livello psicofisico per colpa del peccato, ma in continua evoluzione biologica). Sì, va bene, detta così qualcuno potrebbe saltare dalla sedia, ma su questo tema in verità di certezze ce ne sono ben poche, nonostante si diano per assodate molte cose che restano speculazioni… Ma, se volete seguire davvero il mio discorso, andate oltre certi schemi mentali!

Peraltro è la stessa intuizione di Robert E. Howard con gli HyborianiOvvero, i Neanderthal. e i PittiI cosiddetti 'trogloditi', le razze umane precedenti i Neanderthal.. E diverse tradizioni religiosePer esempio, le antiche fonti sanscrite dell'India raccontano dello sviluppo della civiltà umana in un ciclico corso e ricorso di milioni di anni. In alcuni di questi testi è riportato che gli uomini vissero insieme agli uomini-bestia, addirittura per molte ere. Altre tradizioni, come quelle cinesi sugli uomini-scimmia simili al Son Goku del “Saiyuki”, riportano leggende analoghe. descrivono scenari di poco diversi da quelli dei romanzi fantasy-pseudostorici…

Il discorso è pressoché lo stesso per Uruk-haiGrossi mezzorchi molto resistenti, nati dall'incrocio di orchi e uomini dalla pelle nera che abitano nel sud dell'Harad, oltre i confini della Terra di Mezzo., Troll e Giganti; e senza scomodare la fantarcheologia, il ritrovamento di umanoidi giganteschi sta uscendo finalmente dalle teorie del mistero. (Riguardo questo, troverete non poco materiale da approfondire!)

Draghi, mostri alati ed Aquile giganti

nazgul 08

Le “viverne” cavalcate dai Nazgul, sembrano proprio dei Pterosauri. Tolkien non a caso le definì “bestie preistoriche”

Siamo così arrivati alle creature più suggestive di sempre: i Draghi! (A cui abbiamo già dedicato un articolo in relazione a questo argomento: “Dal peccato originale ai Draghi di Tolkien“.) Insomma, è pieno il mondo di persone che hanno provato in modo più o meno serio a dimostrare che l’esistenza dei Draghi, intesi come grandi rettili sputafuoco, non è così necessariamente improbabile. Per quanto nessun archeologo abbia mai trovato i resti di un drago così come ce lo immaginiamo oggi per mezzo della letteratura fantastica, questo non vuol dire che i Draghi non siano mai esistiti. Nei fatti, molti dinosauri erano fin troppo simili alle raffigurazioni dei Draghi e di altre creature leggendarie. Non mi dilungherò oltre, perché sono tutte cose piuttosto risapute, ma che la storia dell’umanità, da qualsiasi latitudine, sia sempre stata colma di testimonianze più o meno leggendarie sull’esistenza dei Draghi non è di certo una mera coincidenza o una suggestione dettata da fattori “psicologici” comuni al genere umano. Forse è più che altro una reminiscenza che per la sua forza emotiva l’umanità ha continuato a rievocare per millenni, magari stimolata dai miti, dalle leggende orali o scritte e da qualche “osso di dinosauro” trovato per caso. Del resto, per quanto ne sappiamo, uno spinosauro potrebbe essere stato a tutti gli effetti un drago sputafuoco!

Continuando a restare nel campo del “preistorico”, anche le temibili cavalcature volanti dei Nazgul sono tutto tranne che “fantasy”. Non sono altro che rettili alati che, nelle prime versioni illustrate delle sue opere, Tolkien fece raffigurare di proposito in modo molto simile ai cosiddetti Pterosauri. Per non parlare poi dell’olifante (o mûmak): mastodontico erbivoro la cui descrizione ne “Il Signore degli Anelli” coincide perfettamente con la figura dell’elefante africano.

Infine non si può non citare le più spettacolari creature della Terra di Mezzo dopo i Draghi: le Aquile Giganti.

Perché, esistevano pure quelle?

Eh, è proprio così! Fino a quattro secoli fa, l’Harpagornis moorei fu presente certamente almeno in Nuova Zelanda: la bellissima terra dove quel hobbit vivente di Peter Jackson girò la trilogia di film de “Il Signore degli Anelli”. Una stramba coincidenza (o forse no?), che rimarca bene quanto da me sostenuto fino adesso.

la fuga di Gandalf da Insegard

Una rappresentazione dell’aquila gigante che salvò Gandalf dalla prigionia ad Insegard

Conclusione

J.R.R. Tolkien: “Non soltanto i pensieri astratti dell’uomo, ma anche le invenzioni della sua immaginazione devono derivare da Dio, e, di conseguenza, riflettono parti della verità eterna.”

Consapevolmente o no, le persone più aperte alla verità ed ispirate da Dio illuminano con la parola scritta o con le immagini delle opere d’arte la realtà del nostro mondo, anche nei suoi anfratti più oscuri o leggendari, mettendo ancora più in risalto la stupefacente bellezza dell’eternità creata.

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9 Commenti

  1. Alex Pac-Man

    Grazie Simone! Mi fa piacere che qualcuno apprezzi il mio punto di vista da tolkieniano “integralista”…

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    • Bellissima la citazione di Tolkien e la tua conclusione, mi fa capire ancora di più perché le creazioni di Tolkien sono così fondamentali nel mio percorso di fede! Mi provoca una profonda tristezza vedere le opere Tolkieniane ridotte ad una semplice “nerdata” (passatemi il termine XD) perciò continua con questa visione “integralista”!

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      • Alex Pac-Man

        Ciao Faramir. Condividiamo la stessa tristezza… Anch’io soffro profondamente nel vedere sminuite e ridotte a semplici “opere fantasy” le creazioni letterale di Tolkien. Ma se a fare questo sono i Nerd non credenti, lo capisco pure. Diverso è vedere moltissimi cattolici che fin quando si parla dei messaggi teologici e morali presenti ne “Il Signore degli Anelli” sono più che entusiasti, ma se si prova ad andare oltre, entrando i discorsi più concreti come quelli che vedrebbero la Terra di Mezzo un mondo antidiluviano più che plausibile, allora saltano dalla sedia anche loro e si dimostrano altrettanto scettici. Credo che il problema non sia tanto il fatto che non si capisca veramente il pensiero di Tolkien, ma che l’uomo odierno, cattolico o no, ha una visione della realtà, e quindi della storia, tristemente mediocre. È proprio questo che a parer mio impedisce a molti di comprendere appieno l’universo tolkieniano.

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        • Sarò una cattonerd dalla mentalità “mediocre” ma…personalmente non mi è mai piaciuto mescolare il fantasy con la realtà. Mi sono letta le lettere in cui Tolkien spiega che la Terra di Mezzo è il pianeta Terra in un’epoca molto antica, che precedette la storia conosciuta, o per meglio dire, tra la preistoria e la storia conosciuta, ma non mischierei mai l’evidenza scientifica con la fantasia di un libro, altrimenti tanto vale credere in Scientology (fondata da uno scrittore di fantascienza), mischiare le cose può confondere le acque. Non è che se uno non vuol credere alle cose che legge nei libri allora ha una mentalità mediocre, stiamo parlando di libri fantasy, insomma, mica di Vangelo o di verità rivelate, non vedo perché non si dovrebbe voler mettere giustamente i paletti. Se uno deve credere ai libri come si concilia l’universo di Tolkien con quello di Lovecraft, dove il mondo è stato generato casualmente da Azathot, che è quanto di più distante da Dio si possa immaginare? per non parlare di come si potrebbe conciliare con Pullman e la sua trilogia Queste Oscure Materie dove proprio non esiste nessun dio, solo una pletora di esseri angelici.
          Per me il fantasy è fantasy, non me ne vogliate, uno può cercare di modellarlo sulla realtà ma è quello che è e per me così è bene che sia.
          Personalmente non ambienterei una storia sul pianeta Terra, ma nemmeno nel nostro Universo, sarebbe proprio un mondo inventato, ognuno ha le sue preferenze, mediocri o meno che siano.

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  2. Marco

    Bellissimo articolo! Condivido in pieno la tua visione “integralista” (anche se qualche perplessità me l’ha suscitata quel riferimento a ritrovamenti archeologici “giganteschi”). Solo un chiarimento: se gli Elfi sono gli uomini prima della caduta e non provano concupiscenza, come si spiega il comportamento di Feanor e dei suoi figli? Non solo per quanto riguarda la vendetta e il recupero dei Silmaril (che tra l’altro portarono i Noldor a commettere atrocità terribili), ma anche in altri ambiti come il caso di Celegorm e Curufin?

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    • Alex Pac-Man

      Sul tema dei cosiddetti “Giganti” ho preferito non entrare più di tanto, perché richiederebbe un approfondimento a parte. Resta un tema ancora controverso… su cui la fantarcheologia ha speculato moltissimo, ma è senz’altro molto interessante se trattato in modo serio. Volendo si potrebbe fare un articolo solo su questo, e prima o poi lo farò, però questo ci porterebbe un po’ troppo lontani dalle questioni prettamente collegate alla Terra di Mezza. Riguardo agli Elfi, sono sì senza concupiscenza, cioè privi delle tare del peccato, ma restano comunque dotati di libero arbitrio. Quindi, nei fatti, possono sbagliare e commettere dei crimini, il cui peso è maggiore rispetto a quello dei Secondogeniti. Questo spiega ad esempio la maledizione di Mandos, dopo il genocidio di Alqualonde. (Cioè, sono influenzati dal peccato solo indirettamente, perché la loro natura resta integra.)

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  3. Wow, finalmente qualcuno che sostiene quel che sostengo da sempre

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  4. Bellissimo articolo, a tal proposito consiglio la lettura di “L’albero e la foglia” di Tolkien, dove parla dell’importanza dell’uomo come creatore di mondi secondari. Ciao a tutti!

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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