Alcuni non cercano la verità perché hanno paura di trovarla.

— San Massimiliano Kolbe

Spostati Halloween, mi copri la vista dei Santi

Halloween… Meh… Ma Satana non c’entra

Capisci che arriva il Natale dalle pubblicità dei giocattoli nella cassetta della posta, dalle luminarie per strada e dai panettoni nei supermercati.

Capisci che arriva Pasqua dai quantitativi di cioccolata che si immagazzinano nelle case, dai rami tagliati dagli ulivi dai giardini dei vicini e dal carico di riunioni straordinarie che ti tocca fare in parrocchia.

Capisci che arrivano i Santi dall’immensa mole di polemiche che si rincorrono su Facebook. Preti, religiosi, zelanti vari sono sicuri: «Anche quest’anno Halloween convincerà i nostri bambini a diventare adoratori del demonio». Puntuale. E giù, ecco crescere, tra dolcetti e scherzetti vari, le nuove leve delle Bestie di Satana. Intagliare zucche è notoriamente il primo passo verso la celebrazione di messe nere.

Il problema, in questo caso, non è demoniaco. È culturale.

Gesù Halloween

“Scherzetto o benedetto”

Basta googlare “Catholic + Halloween” per trovarsi di fronte alla lista dettagliatissima di oratori, scuole e centri sportivi religiosi statunitensi che organizzano festine serenissime per bimbetti del catechismo vestiti da improbabili Harry Potter ancora privi di incisivi.

In America non si spaventa nessuno. Nessuno vede il demonio – che tra l’altro esiste ed è davvero pericoloso, come ci ha ricordato ieri mattina Papa Francesco – in questa festa popolare, come del resto nessuno grida alla stregoneria quando il 6 gennaio, sopra i tetti d’Italia, vola a bordo della sua scopa una certa Befana.

Questo mio sproloquio non è e non vuole essere un’apologia della festa delle zucche. Da buon veneto quale sono, infatti, ritengo un crimine intagliare e sprecare questo prelibato frutto della terra quando il suo dolce contenuto è assai preferibile nei risotti e nelle frittelle.

Halloween è una festa nuova. Ce la siamo trovata negli speciali dei Simpson, nei cartoni di Charlie Brown, nei libri di Harry Potter e l’abbiamo inglobata in virtù che, per noi, tutto ciò che è anglosassone (o giapponese) fa figo. Normale: la nostra generazione, infatti, è cresciuta culturalmente più grazie alla Tv e ai manga che ai racconti dei nostri nonni.

È un dato di fatto.

Ma Halloween non è esente da rischi.

Il pericolo più grosso di Halloween, infatti, come ripeto da anni, non consiste in improvvise quanto improbabili apparizioni del demonio o vomito a spruzzo da parte di bambini posseduti ad allagare le strade. Ma quello di mettere in secondo, se non in terzo piano, la due-giorni magnifica che abbiamo di fronte.

Nella Festa di Ognissanti e nella commemorazione dei fratelli defunti, ci ricordiamo incessantemente l’un l’altro come la morte – su cui Halloween ironizza per “mascherare” la paura che provoca – è sì una cosa seria, ma non è la fine di tutto. E che dall’altra parte – oltre il velo, direbbe Sirius Black – c’è un mondo che ci aspetta. Il mondo della beatitudine. Dove vedremo il Signore come Lui già ci guarda. Un mondo vissuto non astrattamente, ma realmente, già oggi, da una sporta formato-famiglia di donne e di uomini come noi, i famosi “Santi”, sia quelli pubblicamente riconosciuti e mostrati come esempio dalla Chiesa (come la sfilza di Papi santi e beati che c’ha regalato quest’anno Francesco), sia i santi anonimi di tutta la storia, persino i nostri cari. La nostra nonna e persino quell’amico, che, troppo giovane, non ha avuto la pazienza di aspettare per capire che c’era “di là”.

Una realtà talmente bella che ci è difficile da accettare. Ma c’è.

Sostituire per questi giorni i nostri avatar con le faccione di questi “fratelli maggiori” non può che farci bene e rinsaldare il nostro legame con loro. Io ho scelto – per omonimia e patronaggio – sant’Andrea. E tu, chi hai scelto?

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Kant Atl

Author: Kant Atl

Cultura cattolica: nasco in una parrocchia bianca della bianca Padova del bianco Nordest. La fede la respiri come fatto comunitario. Fare il chierichetto è la norma. Ma poi devi scegliere. Ho scelto di restare. La fede muta. Prima pensi di credere per le regole. Poi credi per il cervello. Poi credi per amore. Poi più che credere cammini, ma anche questo è credere. Scrivo per il Mattino di Padova, la Difesa del Popolo e ho pubblicato sul Messaggero di Sant'Antonio. Collaboro con alcuni uffici di Pastorale e con altre realtà per la comunicazione della fede. L'AC è la mia famiglia. Cultura nerd: la mia prima parola è stata "Paolo". Non l'apostolo, ma Paolo Bonolis, che idolatravo fin dai primi mesi per la giappo-animation che mi propinava in Bim Bum Bam. Reputo Maison Ikkoku di Rumiko Takahashi la vetta artistica dell'intero Novecento. Vestivo i panni di un paladino sfigato nelle sessioni scolastiche di D&D che veniva derubato puntualmente dagli orchi chaotic evil del party. Giochicchio a Call of Duty ma vengo puntualmente cecchinato da bimbetti di età prepuberale. Ho scritto negli anni decine di fanfiction umoristiche da denuncia penale, cross-overando tutto il cross-overabile. Compenso la mia nerdaggine tifando Juve.

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