Nessun desiderio eleva tanto l’uomo quanto il desiderio di conoscere la verità.

— S. Tommaso d’Aquino

Lost: Nulla accade per caso

 Non siamo mai veramente dispersi

John Locke: “Non crederai che tutto ciò sia accidentale? Che noi, un gruppo di sconosciuti siamo sopravvissuti, molti poi con ferite superficiali! Credi che schiantarsi su quest’isola sia casuale? Non vedi che posto è? Siamo stati trascinati qui per uno scopo tutti quanti!
John Locke

John Locke e Jack Shephard – Lost

Questo articolo è rivolto ai fan della serie. Se non l’avete mai seguita potreste perdervi qualche collegamento
Attenzione, l’articolo contiene Spoiler!

Quanto c’è di vero in queste parole se le applichiamo al nostro modo di vedere la nostra vita! Mi riallaccio a quanto dice John Locke in un dialogo intenso con Jack Sheppard, entrambi protagonisti del famoso telefilm Lost.

Breve trama della serie

Lost narra la storia e la grande avventura dei sopravvissuti all’incidente del volo Oceanic 815. Al primo impatto, per loro tutto questo è un’enorme disgrazia. Tuttavia il tempo rivelerà che il luogo dove sono stati catapultati, l’Isola, è molto di più di quello che potessero immaginare. Difatti ciò che accadrà sarà la scoperta di un’occasione di redenzione per le loro vite! Attraverso i flashback dei vari personaggi, ci viene svelato come ognuno di loro viene da esperienze dolorose e fallimentari. Ad esempio proprio il nostro John Locke, un uomo molto carismatico e di fede, riceve un miracolo, il miracolo di poter tornare a camminare, dopo esser rimasto paralizzato per 4 anni dalla vita in giù, bloccato su una sedia a rotelle. E lui, come gli altri, attraverso una serie di eventi tutti concatenati a loro insaputa, si ritrovano in questa isola. E questo è uno degli aspetti per cui amo “Lost”: trasmette fortemente che ogni evento, per quanto possa essere negativo o doloroso, appartiene a un disegno a un progetto di salvezza più grande del nostro intelletto. Nulla accade per caso!

Nulla accade per caso

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“Se per tutto quello che ci è capitato, esistesse una ragione…Io l’ho guardata negli occhi quest’isola. E quello che ho visto…E’ bellissimo.”

L’isola ha scelto ognuno di loro, ogni superstite. Da sempre li ha seguiti per uno scopo che alla fine della serie si realizza, farli diventare custodi dell’isola che in realtà è una linea di confine tra il nostro mondo e l’aldilà, infatti essa tiene bloccate le porte dell’inferno. Parecchi personaggi si ritrovano a scontare già le loro pene nell’isola e c’è chi non accetta la redenzione. Alcuni personaggi spariscono con la loro morte, eppure ricompaiono ancora e danno una mano a coloro che sono rimasti in vita. Come per loro, così anche per noi credenti avviene più o meno la stessa cosa: Dio ci ha pensati, voluti e scelti per un progetto di salvezza più grande di quello che ci costruiamo noi. Progetto, scopo, che John Locke porta avanti con la sua fede e prova a trasmetterlo agli altri. Proposito che viene contrastato da Jack, che si definisce un uomo molto razionale e di scienza.

“Se te ne andrai da questo posto, tutto quello che sai, ti tormenterà e ti divorerà dentro. Finché non deciderai di tornare”

Ma il bello di Lost è la crescita dei personaggi, la conversione delle loro vite ed il saper ricominciare daccapo. Jack quando riesce ad andare via dall’isola insieme ad altri 5 sopravvissuti, torna alla sua vecchia vita, ma si rende conto di essere infelice; è un po’ come Giona che non volendo compiere la missione di Dio scappa, finendo in varie peripezie per poi arrivare finalmente a ricredersi solo una volta giunto nel ventre della Balena. Jack riesce a fare questo salto di qualità, “Dobbiamo tornare indietro!” dice a Kate, la donna che ama. Una scena da brividi perché lì scatta la fede di Jack, una fede che maturerà sempre di più una volta tornato nell’isola, dove altri eventi, come salti temporali e colpi di scena, sono il perno della quinta serie.

“Perché credere ti è così difficile????”, ~ risponde Jack “E perché per te è così facile???”, ~ ma John grida a gran voce: “non è mai stato facile”!

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E’ proprio vero, non è mai facile credere e avere fede! Questo è l’aspetto bello del personaggio di John. Lui riesce a trasmette quella perseveranza di grandi santi e beati come Madre Teresa, che in un suo libro intitolato ” Sii la mia luce” rivela di aver passato profondi momenti di aridità spirituale, e che ha solamente agito per fede, amando Dio e il fratello bisognoso. Jack attraversa il buio della fede, cosi come l’ha attraversato prima John nel momento in cui viene ucciso. Le ultime parole di John furono, “io non capisco”. Ma solo dopo gli spettatori comprendono che quella morte era necessaria per l’Isola e per colui che dà una spinta agli eventi: Jacob.

“L’isola ci ha portati qui, è il destino.”

Nulla accade per caso! La serie si conclude con il piano di Jacob che si realizza, ma questo avviene perché ognuno di loro ha fatto delle scelte: infatti i piani di Dio si realizzano con la nostra collaborazione, con il nostro “sì” quotidiano. “Noi pensiamo, ragioniamo, facciamo delle scelte, abbiamo il libero arbitrio, noi possiamo cambiare il nostro destino!” dice Daniel Faraday, uno dei personaggi secondari della serie, un fisico quantistico. Jack, in questo grande piano riesce a fermare un uomo che non ha nome, il famoso “Il fumo nero”, una strana presenza che si aggira all’interno dell’isola che accompagna i sopravvissuti per tutte le serie. Si capisce che Jacob ha liberato tale demone prendendo il corpo del fratello e in seguito quello di John Locke, perché lo scopo ultimo del fumo nero era quello di uscire dall’isola nella quale era stato bloccato. Ma Jack ci rimette la vita, e accade, guarda caso, nello stesso punto in cui si è ritrovato quando l’aereo si è schiantato. E muore felice! Diciamo una santa morte, come tanti Santi ci trasmettono, il sapere che la tua vita ha avuto senso, un senso buono, che ha saputo aderire a tale progetto d’amore e rimanere fedele fino alla fine.

“Io non credo nel destino” ~ dice Jack.  “Sì, invece, solo che ancora non lo sai” ~ risponde John

Questa è davvero una frase potente, e mi viene in mente a Sant’ Agostino quando scriveva:

Sant’Agostino: “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te.”

Jack si rende conto che nella sua vita aveva avuto tanti segnali che gli indicavano la strada da seguire, e sopratutto, che non poteva essere tutto qui, ma che era chiamato a compiere cose più grandi.

Attenzione però, noi cattolici non crediamo nel destino inteso come “storia già scritta”, o di fatalità, perché riteniamo che Dio ci abbia creati liberi e responsabili delle nostre azioni. Noi cristiani crediamo nel destino nel senso di vocazione all’amore, a cui Dio ci chiama e ci conduce con la sua Provvidenza.

È davvero bello scoprire piano piano, con gli occhi della fede, che siamo parte di un grande mosaico che solo alla fine ci verrà svelato, un opera di meraviglia che solo Dio poteva realizzare e nessuno scrutare. Gli eventi della vita, se ci affidiamo a Dio, ci condurranno a qualcosa di sempre più grande e bello.

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. ~ Romani 8, 28

Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – dice il Signore – progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. ~ Geremia 29, 11

Forse tutto succede per una ragione

PS: Un saluto ai tutti i Losties e a Federica La Fleur che ha realizzato questo video fantastico^_^

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Giuseppe Boncoraglio

Author: Giuseppe Boncoraglio

Cultura cattolica:ho 28 anni, sono di Ragusa, e 5 anni fa Cristo mi ha salvato e rinnovato la vita. Dopo la cresima sono stato lontano dalla chiesa per molti anni, ho preso le mie scelte e ho preso la mia strada senza Dio. Diventai indifferente a Dio e contrario alla Chiesa. Il mio Dio era ben altro per me, ero un nerd sfegatato sopratutto di videogiochi,cartoni e fumetti, diventai molto materialista e spendevo tanto su esso, ma determinate scelte mi hanno anche portato ad odiare e non perdonare, spaccandomi interiormente. Per una serie di motivi me la presi anche con Dio e lo bestemmiavo, cercavo amore dove in realtà non c'e n'era, divenni anche schiavo forte della pornografia,che lentamente mi ha distrutto interiormente insieme a tutti i peccati che avevo commesso. Ma 5 anni fa, il Signore mi richiamo dolcemente a se in un periodo in cui cominciai a stare male fisicamente, con attacchi di panico, fobie varie e tanto altro. Mi ritrovai a un ritiro di 3 giorni in cui sperimentai l'abbraccio del Padre misericordioso che attende il figliol prodigo a casa. E da quel giorno ho scelto Cristo e di seguirlo per sempre, per ringraziarlo e ripagare in qualche modo, con quel poco che ho, a quell'amore immenso che mi ha donato

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