Esiste un posto chiamato “paradiso” dove le opere buone iniziate qui possono venire portate a termine; e dove le storie non scritte e le speranze incompiute possono trovare un seguito.

— John Ronald Reuel Tolkien

L’amore per gli animali nel Cristianesimo

Amare gli animali nel Cristianesimo è un optional?

Diversi cristiani, e ancora di più molti non cristiani, credono di sì. Ma questo corrisponde al vero?
Ve lo dico subito, senza tanti preamboli: amare gli animali e tutto il creato fa parte della carità cristiana. Ma parlo di qualcosa profondamente diverso dall’animalismo.

Un pregiudizio di troppo…

Albert Einstein: “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.”

Sembra sia così anche in questo caso, perché nonostante i ripetuti appelli degli ultimi pontefici per il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali persiste il luogo comune secondo cui i cristiani siano indifferenti alle sofferenze degli altri esseri viventi o che il Cristianesimo sia corresponsabile dell’indiscriminato sfruttamento di animali e risorse della terra.
Devo ammettere, per onestà, che alcuni cristiani non è che abbiano fatto molto per smentire questo pregiudizio, anzi. Ad esempio quel tipo di protestantesimo che ancora oggi resta ancorato all’idea che il successo, il benessere o la ricchezza siano una prova del dono divino dell’elezione, che ci autorizzerebbe a “dominare” la terra per la nostra esclusiva convenienza. Purtroppo molti cattolici sono quasi dello stesso avviso…

L’involuzione in animalista

Prima di addentrarci nel vivo del problema è doveroso fare una distinzione tra l’animalismo più comune, quello del “gli animali sono come noi”, e l’amore per gli animali conforme alla Dottrina Cristiana. Il primo (l’animalismo), inevitabilmente, finisce per appoggiare l’antispecismoSecondo cui il concetto di specie è forviante; e una persona, un cane e una mosca hanno i medesimi diritti, pari dignità, ecc..., diretta conseguenza di un certo tipo di Neodarwinismo, riducendo l’uomo a un “animale più evoluto” ed “intelligente”, il cosiddetto “Homo sapiens”. Se infatti l’uomo è solo una “bestia intelligente”, per alcuni ne consegue che gli animali hanno i nostri stessi diritti. In realtà, questa bislacca mentalità spesso nasconde altroUn escamotage per giustificare comportamenti (dis)umani o immorali che una volta, quando il buon senso non era un optional, erano considerati “bestiali” e basta. I nostri nonni, ignari di certe ideologie pseudoscientifiche, sapevano che il dominio di sé è sempre una virtù.

micetto

Come si fa a non provare un’infinita tenerezza o dolcezza nel vedere questo ciciotto-ultramicioso?

Se tuttavia in altre dottrine od ideologie arrivare a dare stessa dignità o addirittura grado di divinità a determinati animali già può fare strano, a maggior ragione crea ancora più questioni quando si tende a mettere troppo in primo piano od in risalto gli animali in un contesto di fede cristiana. Cioè, dire che un pollo si può mangiare è diverso dal dire che un gatto si può mangiare, e su questo (spero!) non ci piova!

Partiamo dal presupposto che provare tenerezza per gli animali pucciosi o ribrezzo per quelli disgustosi, rientra nell’assoluta normalità. Ergo, avere pietà degli animali è la condizione normale, non una meta da raggiungere!

Cattovegetarianesimo: sì o no?

Ho già detto la mia nell’articolo “Un cristiano che mangia carne pecca?”, quindi non mi ripeterò troppo sul discorso alimentare in relazione al Cristianesimo.

Ma mangiare la carne fa male! ~ Un vegetariano

Abusarne sì, soprattutto adesso che è piena di antibiotici, ormoni, ecc… però è palese, il salutismo estremizzato viene usato come pretesto per sorreggere il vegetarianismo. Poi c’è chi arriva al veganismo, al fruttarismoSolo frutta. e al melarismoSolo mele... No dai, non si può! Eppure esistono., a dimostrazione che un errore filosofico (o psicologico?) può degenerare come un bug nel sistema di Windows.

Di solito i cosiddetti “cattovegetariani” vedono nell’uccisione dell’animale un atto che rientra nella logica del peccato. Di certo la scelta di essere vegetariani è qualcosa di personale, che sta alla coscienza di ognuno di noi. È anche vero che accostare il comandamento “Non uccidere” agli animali crea qualche problema, in questo ci aiuta il passo del Vangelo in Matteo 22, 34-40  in cui un fariseo chiede a Gesù :

« Maestro, qual è il più grande comandamento della legge? » Gli rispose: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti ».

Il fatto del “prossimo” ci fa notare come i comandamenti (tra cui ovviamente il quinto) rientrino nella logica dell’amore all’altro, alla persona quindi e non al resto del creato, al quale si deve certamente rispetto e cura, ma non amore inteso come relazione tra gli uomini. La dieta vegetariana la si può scegliere, come detto prima, per propri motivi personali, mentre come scelta legata alla fede corre molto il rischio di porre sullo stesso piano la natura umana con quella animale, cosa che come ci insegna Genesi non è opportuno fare in quanto solo noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio ed in grado di conoscere Dio instaurando con lui una relazione (e lo stesso con gli altri). Pertanto, pretendere una dieta vegetariana per tutti non si concilia con la Sacra Scrittura e nemmeno la nostra natura biologica umanaSiamo dotati di enzimi atti all'assimilazione della carne!.

Amo il mio gatto… e se lo tocchi ti prendo a craniate!

bella e gatto

Bella, nevvero? Vederla accanto ad un pollo (no, non metaforicamente parlando!) non sarebbe la stessa cosa. Domandatevi il perché, la questione è tutta lì…

L’amore per gli animali, invece, è ben altra cosa, almeno da un punto di vista cristiano. Si tratta di riconoscere che l’uomo creato in origine, senza peccato originale, era chiamato a dominare il creato non per ghermirlo o sfruttarlo, ma per custodirlo e amarlo. Lo splendore del giardino dell’EdenLa Terra prima della propagazione del peccato. era quello di un paradiso direttamente proporzionale alla santità degli uomini che, in quanto Figli di Dio, erano destinati a diramare le bellezze del cielo in ogni angolo del pianeta.

Come sappiamo il cielo ha una santa gerarchia di creature celestiAngeli e santi del cielo., un sistema di graduazione basato sulla santità: l’intima e profonda unione che ogni creatura può stabilire con Dio. Come buona parte della teologia lascia intendere (ma pure se non fosse così, sti cavoli!), questa “gerarchia celeste” si estende fino alla terra, su tutti gli esseri viventi o inanimati; piante e animali. Nonostante la natura umana sia stata deformata dal peccato delle origini, l’uomo resta tuttora la creatura al vertice della “gerarchia terrestre”, ma non perché più “evoluto”, forte o intelligente, ma in quanto capace di conoscere Colui che ha creato tutte le cose, di amarLo e lodarLo.

L’animalista e/o l’antispecista sono soliti sostenere che non sussistono confini né biologici né morali tra l’uomo e l’animale, perché entrambi sono esseri viventi complessi, capaci di provare emozioni. In pratica si tenta di annullare le ovvie differenze tra persona e animale. L’uomo è invero prima di tutto una persona: una creatura intelligente e libera, capace di intendere e di volere, ma cosa ben più importante, capace di conoscere in modo consapevole Dio. Ora secondo gli animalisti che si rifanno ad una visione relativista queste capacità straordinarie dell’uomo sono del tutto fortuiteSecondo una certa ideologia, l'uomo è quel che è solo per merito di variazioni – genetiche – casuali, cioè errori congelati, in relazione alla selezione naturale., provvisorie (può perderle) e non presenti in tutta la specie (handicappati, malati, eccetera). Se quindi un domani prendo una botta in testa che mi riduce in coma o che manda il mio cervello in pappa, secondo costoro non sarei più una persona ma un animale a tutti gli effetti. Da qui il passo per giustificare aborto ed eutanasia è breve, e non c’è di certo da stupirsi se poi qualcuno arriva addirittura a proporre di estendere i diritti dell’uomo a gorilla e scimpanzéIl 'Great Ape Project' è un'iniziativa di molti scienziati, giuristi e attivisti per i diritti degli animali, che si propone di estendere alle scimmie antropomorfe lo status di persona e, di conseguenza, i diritti umani fondamentali..

Continua nella seconda pagina…

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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