Alcuni non cercano la verità perché hanno paura di trovarla.

— San Massimiliano Kolbe

A Natale non siamo tutti più buoni!

Si avete capito bene!

Babbo Natale tratto da Le cinque leggende

Babbo Natale tratto da “Le 5 leggende

“A Natale siamo tutti più buoni”, quante volte abbiamo sentito dire questa frase ? Fino alla nausea!
Ma è davvero questo il senso del Natale?
Il Natale è davvero la festa più bella, che siate cattolici o no, non si può rimanere indifferenti al Natale, in bene o in male. L’atmosfera natalizia è fitta, si sente in ogni cosa, in ogni dove, addobbi, luci colorate che si ergono ovunque, alberi di Natale ingombranti, canzoni natalizie ti aspettano in agguato in ogni negozio in cui entri, il traffico, folle in preda a manie compulsive di acquisti, le cene che non hanno mai una fine, i parenti cosi detti “serpenti” non mancano… diciamocelo, il Natale può diventare disturbante se vissuto male, può essere una grande gioia… o una grande scocciatura.

È solo una festa per bambini?

Da bambini il Natale è più bello Non ho mai fatto Natali particolarmente belli, o almeno, non per la visione comune. Non avendo parenti qui a Roma, eravamo sempre in quattro: io, mio fratello e i miei genitori. La mia famiglia non era ricca, ma dai, nemmeno povera, normale insomma, a volte c’era solo un regalo, ma molto atteso (certo, devo ancora superare traumi infantili quali: Sbrodolina che non sbrodola, la casa di Barbie tarocca, e la cucina senza utensili XD …vabbè, insomma della serie: che si fà per risparmià!). Non era una famiglia perfetta, tutt’altro, eppure ero felice quel periodo. Mi ricordo una scena, io che avrò avuto 6-7 anni che correvo su e giù per il salotto cantando canzoni natalizie, non c’erano particolari motivi per essere felice, se non il Natale in sé, se non l’atmosfera che crea. Da bambini si è sempre felici a Natale, nonostante i fattori esterni, i bambini ci provano sempre ad essere felici. E noi ci proviamo?
Quella gioia è rimasta sepolta in me, per tanto tempo, crescendo è andata sempre più nello sprofondo, coperta dalla sofferenza e dalle delusioni della vita. Ebbene si, c’è stato un periodo nella mia vita in cui non amavo il Natale, non perché non ci credessi, anzi, ma perché la vita non è sempre come vogliamo noi, e il Natale, come tutte le feste, è li con il dito puntato a ricordartelo. Quella gioia cosi intensa di bambini spensierati può diventare il nostro dolore durante questa festa, per parecchio tempo per me è stato cosi.

Ma che bella la magia del Natale! …o no?

Grumpy Cat

Quanti state messi come Grumpy Cat?

Quindi voglio dedicare questo articolo a chi non ci crede più al Natale, vorrei dire a tutti coloro che soffrono in questo periodo una cosa: che hanno ragione! Forse penserete che sono impazzita, ma è la verità! Avete ragione, perché il Natale non è una festa che ci rende più buoni, no, basta con queste cavolate! XD Il Natale è scomodo, e sapete perché? Ci costringe a guardarci dentro, a fare i conti con la vita, con le nostre solitudini, con le presenze ingombranti, ci costringe a rapportaci gli uni con gli altri, magari con persone con cui non hai alcuna voglia di interagire, come i parenti o con quella zia che ti chiede “Ma l’uni? Quanti esami ti mancano?”, “è il fidanzatino l’hai trovato?”, e tu vorresti dirgli solamente che dovrebbe farsi un pacchetto di… regali suoi! coff coff
Ma scherzi a parte, è cosi, il Natale tira fuori il peggio di noi diciamocelo, altro che!
E allora vi direte: “perché ce lo dici? Cosa può salvarci da tutto questo?”
Risposta ovvia: è nato Gesù! (Ehi, che vi aspettavate, è pur sempre un sito cattolico! )
Detto cosi, sembra un fatto lontano dalle nostre esistenze, un bambino, duemila anni fa nasceva in una stalla, perché non c’era altro posto per lui nell’alloggio, e qualcuno dice che era un re, anzi il Re venuto a salvarci. Tutti sappiamo la “storiella”, e tale può rimanere se non si fa attenzione.

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. “

Se ci pensate, un re dovrebbe nascere in una reggia, e non in una stalla! Ma insomma, se ci riflettete bene, non è proprio giusto! Oltretutto la famiglia non era ricca, ma di umili origini, quindi non è che poi sarebbe andata molto meglio! Non va bene per niente per un Re; e di certo Giuseppe avrebbe voluto dare di più che una stalla a Gesù e Maria per far nascere questo re. Beh insomma, concludendo, poteva andare meglio di cosi!
Una parte di me, pensa questo, e lo pensa perché forse è proprio questo il nostro problema: tutto deve andare sempre secondo i nostri piani, tutto deve essere “giusto” o come noi vorremmo, in fondo non chiediamo tanto. Il Natale viene a dirti :”Mi dispiace caro, ma non è cosi”! La vita non è mai come vogliamo, non abbiamo deciso dove nascere, eppure siamo qui. Accettare una situazione, magari molto brutta o difficile, o quella persona che ci è vicina, ma che sopportiamo a stento, non è facile. Ma Dio viene a dirci anche che non è lontano della nostra realtà, è un Dio che viene in mezzo alla nostra vita, e nemmeno lui ha una vita perfetta, Dio è come noi, ed è una gran cosa! Non viene a toglierci la sofferenza materiale, né lui se ne priva, ma viene a dargli un senso, a dirci che ci ama cosi tanto da viverla con noi questa vita imperfetta, a dirci che è nella normalità, magari umile o povera, che si incontra Lui, che poi è la Vera felicità. “Se Dio non ha disprezzato di essere un uomo, allora deve essere davvero importante essere uomini”, diceva San Giovanni Paolo II. Quel bambino è un dono, che viene a dirci che la vita vale la pena di essere vissuta, nonostante tutto! Anche perché se ci pensate, quella sofferenza non è che migliora se non l’accettate. Accettare non è passività, è coraggio, è smetterla di piangersi addosso per quello che non và. Essere felici per quello che si ha, è possibile. Sembra una frase fatta, ma è li spesso l’inghippo: il vittimismo. Probabilmente non sarà il Natale che avremmo voluto, non sarà un natale perfetto, anzi tutt’altro, ma non importa, l’importante è che sarà un momento per AMARE.

Conclusione… (o nuovo inizio?)

Quella gioia di bambini c’è sempre, i bambini non se lo lasciano strappare facilmente il Natale, perché loro non si fanno troppe aspettative, si fanno guidare, si affidano e basta. Adesso, da adulti, dovremmo fare lo stesso con Dio, e far rinascere quel bambino (Gesù), dentro di noi.
Insomma, è proprio vero che il Natale è per i bambini! Non fatevi strappare via il Natale da niente e da nessuno!

Io quella gioia l’ho cercata, ed era stata sempre li.

Buon felice Natale a tutti da Cattonerd!

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3 Commenti

  1. Io vi faccio un augurone enorme a voi del sito (che ho scoperto da pochissimo) e vi ringrazio di cuore per le risate che mi son fatto leggendo gli articoli ma anche il piacere di imparare qualcosa di nuovo che si nascontre tra i meandri dell’animazione e della fantasia guardandoli dal punto di vista cattolico; e quest’articolo è splendido.
    Vi butto lì un piccolo desiderio che spero prima o poi si realizzi, ovvero vedere una trasposizione della Bibbia fatta dallo Studio Ghibli, ma più completa di quella fatta da Tezuka, ve la immaginate l’epicità della cosa?
    Roba da fare una petizione a Miyazaki

    Buon Natale a tutti!!!

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  2. Blanche Princesse

    Grazie Naoki! Ti auguriamo buone feste! Per la bibbia versione Studio Ghibli, più che una petizione, ci vuole proprio una novena collettiva alla Madonna mi sa! ahahah XD

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  3. Però come al solito la realtà delle tradizioni cristiane superano la fantasia, il grinch sarebbe cattivo o il babbo natale tatuato farebbe stile?
    Ma per favore, un inizio di avvento coi krampus è mille volte meglio
    Questo è dedicato a chi dice che i cattolici convertono con la forza ed impongono le loro idee ai più giovani XD
    https://www.youtube.com/watch?v=6DRzw_jKsRc

    Gruß vom krampus e Buon Natale

    PS: Occhio alle frustate

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Debby Pac

Author: Debby Pac

Cultura cattolica: “L'essenziale è invisibile agli occhi”, questa frase tratta da “Il piccolo principe” riassume il sentore che mi ha accompagnata fin dall'infanzia. Essere cattolica, fa parte di un percorso, fatto di alti e bassi, di dubbi e scoperte stupende, è stato (ed è), una continua ricerca, dove alla fine scopri di essere tu quella “cercata”, e ogni giorno diventa una scoperta di questo amore cosi immenso, e di se stessi. Cultura nerd: Sono illustratrice, aspirante fumettista, e disegno fin da bambina, questa passione è stata accresciuta dagli anime, ne guardo di svariati, ma sono una fan sfegatata di Miyazaki. Ma la mia vera passione sono i fumetti, ho letto molti manga, ma adesso sono più interessata ai fumetti occidentali, soprattutto quelli francesi, e ultimamente sto scoprendo il mondo dell'editoria italiana (e che Dio benedica Ortolani!). Sono cresciuta con i videogiochi Nintendo (scroccati a mio fratello), e in fine adoro giocare ai giochi da tavola o di carte (Lupus, Citadels, C'era una volta, ecc..).

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