“Cogitor ergo sum”, sono pensato, dunque sono.

— Karl Rahner

Assasin’s Creed Unity: Dead Kings – Recensione

A spasso per San Dionigi con San Dionigi!

Il gioco finora

NdR: Questa serie spesso si è scagliata contro il Cattolicesimo. Sia da un punto di vista storico (con delle letture o riletture forzate o inventate ad hoc), che dal punto di vista teologico (si nega apertamente che sia vero il Dio cristiano e tutta la rivelazione).

Il cavallo da battaglia della Ubisoft si è guadagnato molti ammiratori, tanto da renderla una saga longeva che ogni anno regala un nuovo capitolo ai suoi appassionati.

Tra i fan militano coloro che ne apprezzano la giocabilità, l’intreccio della trama, ma sopratutto un universo che attinge dalla storia e da teorie più o meno fantasiose riguardati Templari, Progenitori e misticismo. Anche tra noi Cattonerd c’è qualcuno che lo gioca, magari un ultimo arrivato come me, ma che sta recuperando i precedenti capitoli. Quindi mi perdonerete se non saprò proprio tutto riguardante Animus, Abstergo e altre formule magiche.
Questo DLC ha una nascita travagliata, colpa del gioco madre “Assassin’s Creed: Unity“. Quest’ultimo, attesissimo, ambientato durante la rivoluzione francese, doveva essere anche una rivoluzione per la saga: lo sguardo era rivolto al multiplayer con una grafica pensata per le console next-gen.
Ma già dai primi giorni si è levato un coro di protesta: bug di gioco limitanti (il personaggio rimaneva bloccato nei nascondigli, il combattimento difettoso…) e altri di grafica (personalmente posso elencare uomini che atterrano dall’alto, sedie sollevate per aria, busti che compaiono… ma ho saputo anche di teste che sparivano durante i filmati…)

Ecco, appunto. Creepy!

Ecco, appunto. Creepy!

Nonostante patch e scuse ufficiali, ancora adesso molti fan sono sul piede di guerra. Non ci credete? Basta fare un giro sulla pagina Facebook e dare una veloce lettura ai commenti.
La decisione della compagnia è stata, a mio avviso, apprezzabile: DLC regalato come segno di scusa, e un gioco per chi aveva già acquistato il season pass.

Giocarlo come Cattonerd

Mentre giocavo a questo “Dead Kings” avevo già voglia di recensirlo, come normalmente si può fare di un gioco. Ma il fatto di trovarci su questa piattaforma mi permette di parlare anche della fonte d’ispirazione di quest’avventura: Saint-Denis, una ridente località francese che ha “solamente” dato la spinta iniziale al gotico e San Dionigi martire, il santo da cui prende il nome la grandiosa basilica, l’abbazia e molti abitanti del luogo. Quindi avremo due percorsi, al prezzo di una singola recensione. E capiremo il perché del titolo. Ah, naturalmente potrebbero esserci spoiler. Vedrò di avvisarvi, quando possibile!

Parte Prima: Dionigi

San Dionigi

Il santo viene ricordato il 9 ottobre, insieme con i compagni martiri; la memoria è facoltativa.
Erroneamente, per molto tempo, si è confuso il Dionigi martire con Dionigi Areopagita; quest’ultimo da non confondersi con Dionigi Aereofagita, un mio compagno di classe che aveva un problemino allo stomaco.
Attorno alla figura dei santi canonizzati, la devozione popolare ha sempre voluto aggiungere qualcosa, sopratutto durante i secoli bui, e San Dionigi non ne scampa. Inviato da Roma a evangelizzare la Gallia, come suo vescovo, insieme ai compagni viene martirizzato nel 270 d.C. circa, per ordine del governatore Sisinnio. Il supplizio è lungo, e culmina con la decapitazione.
E da qui, comincia la tradizione che lo vede alzarsi, raccogliere la propria testa, ed incamminarsi verso il luogo dove verrà sepolto, e dove successivamente, verrà costruita l’abbazia e la Cattedrale. Proprio per questo motivo viene spesso rappresentato con il capo fra le mani.

Particolare Cattedrale Notre-Dame

Particolare Cattedrale Notre-Dame

La cattedrale

Il luogo di sepoltura del martire ha sempre affascinato i reali di Francia, tanto da farsi seppellire in prossimità della presunta tomba di San Dionigi. Era una prassi molto diffusa, sopratutto nei primi secoli del cristianesimo, nella speranza di “partecipare” alla santità. “Dead Kings”, per l’appunto.
L’abate Suger, che ci lascerà svariati indovinelli durante il gioco, sarà il primo a proporre la costruzione di una Cattedrale, la prototipo dello stile gotico, esempio per tutte le successive, in quel rifiorire di architettura e arte,una bellezza che toglie il fiato per chi, nonostante la modernità, si trova a visitare “i luoghi del Medioevo”. L’abate non vivrà abbastanza a lungo per vedere la cattedrale ultimata, e i lavori saranno terminati da Pierre de Montreuil, aggiornandola con gli sviluppi della corrente artistica.
La luce gioca un ruolo fondamentale: Dio è luce (Giovanni 8, 12), e tutto sembra ricordarlo: dall’incredibile rosone, il primo di Francia, alle molte vetrate, che permettono un gioco di colori tale da far sembrare vive e pulsanti le scene rappresentate.

FOTO 4 ROSONE

Anche la scultura è parte fondamentale della struttura. Durante la Restaurazione, si cercò di recuperare dai danni subiti a causa della Rivoluzione. I decapitati Luigi e Maria Antonietta vennero sepolti nel luogo, per continuare la tradizione. Dal 1200 poi era d’uso scolpire i regnanti sepolti, e queste statue sono un’importante risorsa storica.

foto 3 STATUE

Parte 2: il gioco

La trama e le missioni

Il Marchese De Sade, un personaggio la cui moralità è alquanto discutibile, ci chiede un favore che, stranamente, non ha nulla di scandaloso: recuperare degli scritti. E il buon Arno, protagonista di “AC: Unity” accetta, forse per potergli star distante o forse perché, tra una mattanza e l’altra, gli assassini nel tempo libero si dileggiano come tombaroli. Ma un’antica leggenda grava sul luogo delle nostre ricerche: si dice che gli antichi re escano dai loro sepolcri per punire gli incauti che si avventurino nelle profondità delle catacombe.
Così dovremmo girare in una ridente cittadina dove la nebbia, il colore grigio e i topi schifiltosi ci rallegreranno la giornata insieme ai molti brutti ceffi da menare. Ci arrampicheremo per catapecchie, torri in rovina e luoghi di culto, affrontando poche brevi missioni per venire a capo del segreto custodito nelle profondità della terra.

Ho visto più allegria in un cimitero...

Ho visto più allegria in un cimitero…

Ci saranno anche alcune missioni secondarie, rigorosamente sullo stile di “AC:Unity”, come quelle riguardanti “Storie di…”, alcune multiplayer, investigazioni e una serie di ricerca di simboli come le profezie di Nostradamus, per arrivare ad un leggendario oggetto sbloccabile con il loro completamento.
Di nuovo quindi non c’è nulla: è semplicemente qualcosa in più di già giocato. Se “AC: Unity” vi stava andando a noia, difficilmente questo DLC potrà riaccendere la fiamma della passione. Una volta compiuta la storia principale, il resto non è così invitante, nemmeno le missioni avamposto, l’unica novità, che consiste nell’assassinare i tre capi di una zona.
Solo chi ama il completamento al 100% di un gioco avrà lo stimolo adatto per terminarlo.

Nel gioco dovremo visitare un mulino. Ma non si potrà assassinare la gallina Rossssita!

Nel gioco dovremo visitare un mulino. Ma non si potrà assassinare la gallina Rosita!

Armi ed equipaggiamento

Il DLC ci fornisce una nuova categoria d’armi, il mortaio a ghigliottina; semplicemente un arma a due mani (le animazioni del combattimento sono le stesse) che permette di sparare anche un colpo ad area, utile per eliminare folti gruppi di nemici. E’ interessante, ma personalmente sono ritornato alla classica combinazione arma a una mano/pistola, molto più versatile. Nelle missioni in cui troviamo folti gruppi di nemici (cosa di cui il DLC è pieno) può essere utile, anche se il rumore provocato ci renderà facilmente individuabili.
Il modello base di questa nuova arma ci viene regalato, i seguenti dovremmo comprarli, potendo decidere tra il tipo standard o sbilanciarsi verso quello dedicato al corpo a corpo o a distanza. L’ultimo modello lo si può sbloccare raccogliendo tutti i manufatti presenti a Franciade (nome di Saint-Denis durante il periodo rivoluzionario), cosa che richiederà impegno, visto che molti si trovano nei sotterranei, dove non vengono raggiunti dalla sincronizzazione.

Il mortaio, in tutta la sua devastante potenza.

Il mortaio, in tutta la sua devastante potenza.

Per quanto riguarda i vestiti, abbiamo dei nuovi completi, in stile divisa di maestro assassino. Si tratta di un abito da saccheggiatore (rinvenibile in uno scrigno, e ricorda quella del filmato di presentazione del DLC), abiti napoleonici (riscattabili con la raccolta di tutti i cappelli di napoleone nascosti nella mappa) e l’abito de “ La maschera di ferro”, di Dumasiana memoria.
Possiamo anche acquistare pezzi per il nostro abbigliamento, la divisa di Franciade, sia da indossare come abito apparentemente senza un reale beneficio, o quelli che possono dare bonus al nostro personaggio. I bonus variano da un’utilità in generale (maggior colpi per il mortaio) a pensati per il DLC ( in alcune aree dei nemici ci renderanno la vita difficile lanciandoci contro pietre; con un abito possiamo ignorarle.)

Ultimo pezzo degno di nota è la torcia. Servirà a illuminarci i sotterranei e a risolvere svariati indovinelli presenti in tutto il percorso. Potremmo anche usarla per le strade di Franciade, ma non potremmo portarla a Parigi. Il motivo è sconosciuto, forse Arno ha fama di essere un piromane?
Ad un certo punto (spoiler) la nostra lanterna sarà sostituita da un reliquiario, raffigurante la testa decollata di San Dionigi, o comunque un macchinario dei Progenitori che ne ha le fattezze. Ecco spiegato il perché del nostro titolo. (spoiler)

Tirando le conclusioni, le novità per l’equipaggiamento sono carine, ma limitate. Serviranno per il DLC, sopratutto gli abiti; e la nuova arma, per quanto divertente da usare, troverà poco impiego a Parigi, se non per qualche occasionale situazione. C’è però qualcos’altro di sbloccabile come arma, che potrebbe trovare posto nel vostro inventario.

Peccato visitare la cattedrale durante il periodo post-rivoluzionario, visto che Ubisoft la rappresenterà come desolata e senza luce...

Peccato visitare la cattedrale durante il periodo post-rivoluzionario, visto che Ubisoft la rappresenterà come desolata e senza luce…

Coclusioni

“Assassin’s Creed: Unity Dead Kings” non è un brutto DLC, ma non apporta nessuna novità fondamentale al gioco, né tanto meno permette un approfondimento della trama. Arno è più in balia degli eventi, viene gettata qualche nozione di collegamento con gli altri capitoli della serie, ma nulla di imperdibile.
Il fatto di essere regalato è apprezzabile e ci permette di giocarlo senza troppe pretese, se superiamo il magone per i molti difetti del gioco originale. I “maniaci del completamento” porteranno a termine le missioni senza troppa difficoltà in pochi giorni, ma a mio avviso, molti giocatori si accontenteranno di sbloccare le armi per poi tonare a gironzolare per Parigi.

Commenti da facebook

Commenti

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciotto − 11 =

Onix

Author: Onix

Cultura cattolica Cresciuto in ambiente Agesci, non ho mai avuto modo di soffermarmi sulla mia Fede, ritenendola semplicemente "la cosa giusta da seguire." Un rapporto conflittuale con lo studio mi ha portato a smarrirmi, senza idee per il futuro. La lettura del capolavoro di C.S. Lewis, "Le cronache di Narnia" è stata la spinta per scacciarmi dal torpore in cui mi trovavo. Iscritto alla Facoltà di Scienze Teologiche, sono impegnato come animatore nella mia parrocchia, il che comporta seguire il gruppo giovanissimi, organizzare il campo estivo parrocchiale e gestire il club di giochi "Thunderdome Vicenza". Cultura Nerd Sono appassionato di cinema, senza focalizzarmi su di un genere o disdegnarne un altro; ma i western rimangono sempre i miei preferiti. Xboxaro impenitente, giocatore e master di d&d a partire dalla terza edizione (ma preferendo l'ultima), non riesco mai a vincere a qualsiasi gioco da tavolo decido di proporre agli amici del club. Dopo il passato a warhammer 40.000 e tornei competitivi anche a livello nazionale, sono alla ricerca di un nuovo gioco che ne possa sopperire la mancanza.

Share This Post On
Share This