“Cogitor ergo sum”, sono pensato, dunque sono.

— Karl Rahner

Santa Teresina, Stilly e lo specchio magico

Non fate come Stilly, ma guardatevi allo specchio così come siete in realtà!

San Paolo di Tarso: “Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.”

Conoscete tutti quell’espressione che dice ”le vie del Signore sono infinite”. E bene sì, a volte passano anche attraverso uno specchietto o almeno è quello che è capitato a me… una ragazza un po’ “nerd” ma dal gusto molto “fashion”.
XD Anni fa, quando la mia fede vacillava ed ero lontana da Dio, una mia amica molto credente mi disse:

Sai vorrei fare una novena chiamata delle rose che si recita in onore di Santa Teresina di Liseux, dicono sia potentissima e, se recitata con fede, è una preghiera molto efficace per ottenere una grazia importante. Dai perché non provi a farla anche tu!

E io:

E perché no! Giusto una grazia mi serve in questo momento!

Ero praticamente sotto ad un tram… XD

Ma come faccio a sapere che Dio mi ha ascoltata?

Se la tua preghiera verrà esaudita riceverai in dono una rosa.

E bene feci la novena con tutto il cuore, perché sentivo che solo Dio poteva aiutarmi in un periodo di buio dove ogni cosa andava per il verso sbagliato. Mi ero allontanata da tutto e tutti, e avevo paura di affrontare ogni situazione. Ero sfiduciata, praticamente sull’orlo di un baratro. Chiesi a Dio con l’intercessione di Santa Teresina di concedermi la grazia che avevo richiesto e di mandarmi una rosa vera come segno della grazia concessa! Per nove giorni consecutivi recitai la novena come richiesto, trascorsi i quali ero impaziente e mi chiedevo se mai quella rosa l’avrei ricevuta. Qualche giorno dopo mia sorella maggiore (inconsapevole di tutto ciò) andò in visita al santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Pensò bene di potarmi un souvenir. Beh, a una ragazzetta come me, che non usciva senza aver indossato i tacchi e aver piastrato i capelli, non poteva di certo regalare un oggetto sacro come un rosario o un santino. Quindi mi portò uno specchietto! XD (Ma, cosa ci facesse uno specchietto in mezzo tanti gadget religiosi proprio non lo so! NdR). Era uno di quei specchietti tondi apribili. Bellissimo! Davvero molto “fashion” (come lo ero io del resto!), con dei fiori variopinti. Tuttavia, la cosa che mi colpì più di tutto non fu lo specchietto, ma la scatola che lo conteneva… Era una scatola blu e sul lato sinistro c’era raffigurata una rosa dorata. Io a quel punto rimasi nel dubbio: ”sarà mai questa la rosa che Santa Teresina mi ha mandato?” Ma io, però, gli avevo chiesto una rosa vera! Bhoo… forse venendo da un posto sacro come il santuario della SS. Trinità la rosa aveva comunque quel significato. Allora è proprio Dio che me la manda…?

Passò qualche anno… e io ce l’avevo con Santa Teresina, perché credevo che mi aveva preso in giro, sob! Mi c’aveva fatto credere un po’ che quello potesse essere il suo dono e allora pensavo che quella rosa fosse solo una coincidenza, o che ero io che avevo pregato male o che forse non ero “abbastanza credente”, perché mi ero allontanata da Dio. Insomma, per farla breve, il problema che gli avevo chiesto di aiutarmi a risolvere non se n’era andato. Anzi, forse era peggiorato. Poi un giorno mi cadde pure lo specchietto… non si ruppe (per fortuna!), ma si scollò dalla parte superiore e io non sapevo più a cosa pensare!

Se specchierai in Lui l’amore fedele ti servirà

Specchio magico di Stilly

“Dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità. Quale utilità ricava l’uomo da tutto ciò?” Beh, niente. Però per capire questa cosa Stilly ci ha messo ben 94 episodi! XD

Per una nerd nata negli anni ’80 tutto ciò non può che fargli tornare a mente la serie animata giapponeseLo specchio magico’, in giapponese “Il segreto di Akko”. Per chi non la conoscesse, la serie narra le vicende di Stilly, una ragazzina fashion (ma con un solo abito per tutti i 94 episodi XD), perfettina, secchiona e amata da tutti. Beh, beata lei!! XD …. però io ho almeno più vestiti!
La nostra eroina ha una passione spudorata per gli specchi su cui ama rimirarsi. Un giorno il suo specchietto preferito va in frantumi. Trattandosi di un prezioso regalo non lo getta via ma lo seppellisce in giardino. Grazie a tale “nobile gesto” lo spirito degli specchi gli appare in sogno e le dona uno specchietto magico. Questo specchietto, attraverso una discutibillissima formula magica“Tekemaia Maicon, Tekemaia Maicon” e, per tornare alle sue vere sembianze, “lumipas lumipas lu lu lu lu”., ha la capacità di trasformare Stilly in qualsiasi cosa ch’ella desideri.
Solo alla fine rinuncia per sempre alla magia e usa tutto il potere dello specchietto per salvare la vita di altre persone.
Anch’io come Stilly credevo che per risolvere i miei problemi sarei dovuta diventare un’altra persona. Cercavo di appiccicarmi addosso un’immagine di me che non mi apparteneva. Questo in realtà era la vera origine dei miei problemi: non riuscivo ad accettarmi ed amarmi con i miei limiti. Rifiutavo me stessa e la mia storia.

Norman Rockwell - Ragazza allo specchio -1954

“Ragazza allo specchio”, di Norman Rockwell

Poi rileggendo il pezzo finale della sigla cantata dai Cavalieri del Re ho capito il vero senso della storia di Stilly!

Prendi lo specchio magico
anche se sembra illogico
ogni tuo desiderio s’avvererà
se specchierai in lui l’amore fedele ti servirà
l’ambiziosa vanità
ad appannare lo specchio riuscirà
Incantesimo o magia
Stilly ritrova la verità
guarda dentro sé
tutto è facile
con l’amore e la bontà
ma solamente l’amore lo specchio rifletterà

La difficoltà del sapersi accettare

portacipria

Il portacipria di Stilly, a soli 59 euro su Ebay! (Eh, ci sono pure le rose…XD )

La verità è che molte volte crediamo che Dio sia come un mago, e vorremmo che ci desse la bacchetta magica per risolvere i problemi… beh, il mio specchietto non era certo quello di Stilly, non faceva magie, non mi avrebbe trasformato in qualcos’altro, in qualcun’altro…eppure questo specchietto fu davvero magico per me, mi fece capire molte cose.
Non dovevo far altro che prendere quello specchietto e guardarmi attraverso gli occhi di Dio per poter apprezzare me stessa; come un bambino che con la sua semplicità guarda per la prima volta la sua immagine riflessa, inizialmente perplesso e intimorito, per poi scoprire senza paura e vergogna chi è in realtà, unico e diverso da tutti gli altri. Lo stesso fa Stilly quando abbandona la sua pretesa di essere un’altra persona, rinunciando ai poteri dello specchio per una causa più nobile, (l’amore per gli altri). Ritrova così la verità guardando dentro sé stessa, scoprendo l’amore vero, mettendo da parte così quei falsi ideali che in realtà non gli appartenevano e che oscuravano la sua vera immagine. L’ostacolo più grande quindi sta nel sapersi accettare, perché Dio ci ama così come siamo, con tutte le nostre imperfezioni e i nostri limiti, perché fanno parte di noi. Poiché solo accettando queste nostre fragilità e diventando piccoli tra le sue braccia (Mc 9, 33-37) permettiamo alla Sua misericordia di operare.

Poi scoprii le parole di santa Teresina…

Teresa di Lisieux: “Ma Gesù mi ha istruita riguardo a questo mistero. Mi ha messo dinanzi agli occhi il libro della natura, ed ho capito che tutti i fiori della creazione sono belli, le rose magnifiche e i gigli bianchissimi non rubano il profumo alla viola, o la semplicità incantevole alla pratolina… Se tutti i fiori piccini volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste di primavera, i campi non sarebbero più smaltati di infiorescenze. Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Dio ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere paragonati ai gigli ed alle rose; ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi si debbono contentare d’essere margherite o violette, destinate a rallegrar lo sguardo del Signore quand’egli si degna d’abbassarlo. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell’essere come vuole lui.” (Tratto da “Storia di un’anima”)

Solo attraverso le parole di Santa Teresina ho capito che quei fiori colorati sullo specchietto (tanto amati da Dio), mi rappresentavano nella mia fragilità e piccolezza; e che solo per mezzo dello Spirito Santo potevano germogliare e crescere nel suo infinito giardino, per poter vivere una vita piena. E Dio era li che mi comunicava il suo amore (attraverso la scatola) e mi abbracciava, mi proteggeva. Mi tendeva la mano mandandomi la sua rosa dorata al lato sinistro del cuore.La rosa nel cuore

Conclusione

Dunque Dio ha un progetto peculiare per ciascuna persona che è unica e irripetibile; poiché ognuno di noi ha una sua vocazione mirata al raggiungimento di una santità propria. Perché la santità non consiste nel fare cose straordinarie, bensì nel saper accogliere l’amore di Dio e saperlo donare agli altri. Molte volte pensiamo che la santità sia una meta riservata a pochi, ma non è così! Perché neanche i santi sono nati perfetti ma furono lo stesso usati da Dio così come erano, nelle loro imperfezioni. Noi di certo non possiamo paragonarci alle vite dei santi, ma non perché non possiamo essere anche noi dei santi, ma in quanto ognuno di noi ha una sua vocazione, da scoprire e da realizzare. L’importante è che la nostra vita rispecchi l’immagine dell’amore di Dio, però non secondo ideali impossibili ma imparando ad amare la propria storia. È in realtà questa la vera perfezione!

Se anche voi credete di non aver ricevuto delle grazie o di non essere stati esauditi, forse dovete soltanto provare a guardare le cose da un altro punto di vista. E, se ne avete voglia, raccontatecelo qui su Cattonerd!

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Tiger Pocket

Author: Tiger Pocket

Cultura cattolica: Sono sempre stata affascinata dalla stupefacente bellezza della vita dei santi, soprattutto la storia di San Paolo, ma non sentendomi all'altezza di figure così grandi ritenevo che tutto questo non potesse riguardarmi. Poi ho capito che dovevo solo aprire il mio cuore a Dio, imparando ad amare me stessa così come sono. Cultura nerd: Sono un cinofila cronica da quando ho memoria. Tra i miei film preferiti non possono mancare "The Passion of the Christ" di Mel Gibson, "The Mission" di Roland Joffé e "Nel nome del padre" di Jim Sheridan. Ma amo anche i film di animazione, naturalmente in particolare Hayao Miyazaki.

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