Ho un dono, ve lo dono. Dio non toglie niente, anzi ci dona ancora di più.

— Suor Cristina

In Time: Il tempo è denaro? Ce lo spiega Justin Timberlake!

Un film che vi farà arrivare a detestare gli orologi!

Nel 2011 è uscito al cinema “In Time”, un film che a mio parere non ha avuto il gran successo che gli sarebbe meritato. Al di là della trama (che non vi racconterò perché non è niente di che; se la volete sapere cercatela su Google), la ragione per cui mi è rimasto nel cuore è stata la concezione della realtà fantascientifica nella quale è ambientata la vicenda.

Di che parla “In Time”?

La storia di “In Time” è collocata in un futuro immaginario (siamo nell’anno 2169), dove il tempo è il denaro degli uomini nel vero senso della parola. Le persone sono “programmate” geneticamente per cui invecchiano solo fino ai 25 anni, dopodichè il loro sviluppo fisico si blocca per sempre. È un sogno meraviglioso, dite? Certo, se non fosse per un piccolo particolare: allo scoccare del ventincinquesimo compleanno del singolo individuo, un timer impresso sul suo braccio sinistro si attiva e gli ricorda che potrà restare in vita soltanto un altro anno, allo scadere del quale morirà inesorabilmente d’infarto… a meno che non riesca a procurarsi dell’altro tempo da vivere.

Il timer sul braccio

Il timer sul braccio

Il conto alla rovescia, luminoso e spietato, è il costante pensiero fisso di ogni persona. Anni, giorni, ore, minuti e secondi sono diventati quindi la valuta corrente con cui la gente viene pagata per il proprio lavoro. Il tempo si può trasferire da una persona all’altra semplicemente dandosi la mano e ruotando un po’ il braccio, oppure si può immagazzinare in speciali apparecchi e portarlo con sé come una specie di carta di credito elettronica.
Pertanto, il risultato di tutto ciò è una società altamente distorta in cui le persone ricche (ovvero con milioni di anni sul braccio) possono vivere in eterno nel lusso più sfrenato mantenendosi sempre giovani e belli, mentre le persone povere, che vivono nel ghetto e nella miseria, sono costrette a tirare a campare di giorno in giorno elemosinando qua e là qualche minuto e qualche secondo, risparmiando anche le ore di sonno per non perdere tempo. Chi non ce la fa, muore per strada e nessuno lo seppellisce perché nessuno ha tempo da perdere… Tutto si muove in fretta, tutto è veloce, non puoi arrivare in ritardo o sei fregato.

in time - ci si sveglia presto

Molti di noi sarebbero già morti allora

Il protagonista della storia, Will Salas, è interpretato dal cantante-attore Justin Timberlake (secondo me hanno scelto lui perché ci stava bene il gioco di parole Just-in Tim-e XD). Ovviamente il suo ruolo è proprio quello del belloccio sventurato e poverissimo che, in stile “Robin Hood”, andrà a rubare ai facoltosi per dare ai bisognosi e si fidanzerà con Sylvia Weis, la bellissima e ricchissima figlia del più abbiente bancario del mondo (Amanda Seyfried) che, tra l’altro, corre sui tacchi per tutto il film. Ma come diavolo fa!?! Inoltre è interessante vedere come le iniziali del nome e cognome dei due protagonisti si contrappongano. Ma questo non c’entra niente.
Ecco, lo sapevo, vi ho raccontato la trama anche se non avrei voluto farlo. Uffa! XD

Il tempo vola

Quanto vi costa regalare agli altri 5 minuti del vostro tempo?

Quanto vi costa regalare agli altri 5 minuti del vostro tempo?

Ciò che mi ha colpito di questa storia è che… beh, mi ha fatto riflettere molto perché la stessa cosa vale anche per noi. Con la differenza che noi purtroppo viviamo in un mondo reale in cui le rughe e gli acciacchi dell’età, ahimè, esistono davvero e prima o poi ci acchiappano!
Pensateci un attimo: non è forse vero che paghiamo le persone in base alle ore che impiegano per svolgere un lavoro?
Quando qualcuno vi domanda 5 minuti del vostro tempo, non vi sentite come se vi stesse chiedendo in prestito dei soldi?

E se finiamo il tempo (pardon, il denaro), non siamo forse anche noi destinati a morire lungo la strada?
Sempre per restare in tema di parallelismi, anche il nostro mondo si basa sul tragico sistema fondato sul concetto che “per la sopravvivenza di pochi, tanti devono morire”.
La verità è che le ore che ci restano da vivere non le conosciamo.

– “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” [Mt 25, 13] –

Non sappiamo per quanti anni ancora resteremo sul nostro pianeta e a volte ci dimentichiamo proprio di questo dettaglio. Svegliarsi ogni mattina con un timer sul braccio che ci ricorda che un giorno dovremo morire: questo sarebbe davvero utile, credo… Sarebbe utile per ricordarci che la vita è un soffio, che il tempo è prezioso, che non dobbiamo sprecarlo giocando ai videogiochi perché la cosa più importante è utilizzarlo nel donare nuovo tempo agli altri!

Un altro aspetto significativo del film è la presenza di un personaggio particolare. Un personaggio molto ricco al quale restava da vivere ancora per 100 anni (!). … Questo personaggio a un certo punto però decide di regalare il suo intero secolo a Will e di farla finita. Perché lo fa? La risposta ci verrà data poco dopo dalla bella co-protagonista:

Non siamo destinati all’eternità.”
(Sylvia Weis)

Non siamo fatti per vivere per sempre

Ciò che si evince maggiormente dal film è proprio questo, difatti: l’uomo non è fatto per vivere per sempre (almeno, non su questa terra…! ). Se così fosse non raggiungeremmo mai la felicità piena, vera, totale, che deriva solo dall’unione con Dio nel Regno dei Cieli. Saremmo costantemente infelici e amareggiati, anche se possedessimo tutto. Quante star del cinema, quanti cantanti bravissimi e ricchissimi si sono ritrovati a un certo punto della loro vita in cui la depressione e l’inquietudine li hanno divorati così tanto da farli arrivare al suicidio? Eppure avevano soldi, bellezza, fama, successo, donne… possedevano, insomma, 100 anni sul braccio.
E quanti santi hanno vissuto invece una vita breve ma meravigliosa e sono morti col sorriso sulle labbra? Pensiamo a Piergiorgio Frassati, o a Domenico Savio…

in time - non siamo fatti per vivere per sempre

Non siamo fatti per vivere per sempre

La vera felicità non risiede nell’avere tanto tempo, ma nell’usare quel poco che abbiamo nel modo giusto! Il nostro tempo è la nostra vita, e la nostra vita, in quanto dono di Dio, appartiene a Lui. E se anche ci è rimasto un solo giorno, Will ci insegna che…

“Quanto tempo ti è rimasto?”
“Solo un giorno”
“In un giorno si possono fare tante cose!”
(Will Salas)

Conclusione

Vi consiglio caldamente la visione del film (che, tra l’altro, è pulitissimo!! Perfetto per tutta la famiglia). Spero di avervi incuriosito. Sicuramente mi sono dimenticata un sacco di altri dettagli di cui volevo parlarvi, ma forse è meglio chiudere qui altrimenti rischio di annoiarvi con un articolo troppo lungo Quindi… correte a vedere “In Time” e poi sappiatemi dire cosa ne pensate!
Non fatevi rubare il vostro tempo!
Ciao!!

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Commenti

1 Commento

  1. La trama mi sembra copiata spudoratamente da uno dei primi dieci albi di “Zona X” della Bonelli Editore publicata fra il 92 e il 94.
    Non ricordo bene il titolo, credo sia:
    Al di là del Tempo.

    vs. nerdarruginito

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Francine

Author: Francine

Cultura cattolica: Sono cristiana perché ho conosciuto l'Amore di Dio. Sono nata per vivere, e morirò per vivere ancora! Cultura nerd: sono cresciuta a pane e videogiochi. Leggo Topolino da quando ero ancora solo nei progetti di Dio... e ADORO tutto ciò che esce dalla miniera Disney o Studio Ghibli. Cerco sempre di trovare un significato cristiano ad ogni cartone animato che guardo (e ne guardo molti, forse troppi!). Classe: Cinofila

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