Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia.

— Gilbert Chesterton

La verità sui Vangeli… nascosta da Dan Brown!

Ovvero, i cristiani non si sono inventati niente!

Il codice da Vinci, film

Esistono diverse centinaia di romanzi anticattolici, lo stesso vale per i film, ma quello de “Il codice da Vinci” deve il suo successo alla dura reazione da parte del mondo cattolico, suscitata furbamente da Dan Brown per la pretesa storicità che attribui alla sua opera, sia nella prefazione del libro che un’intervista alla CNN

Spesso, parlando con persone più o meno lontane dalla fede, mi son sentito dire:

Ma come fai a credere ai Vangeli? Non lo sai che sono stati scritti durante il Concilio di Nicea? Non lo sai che Gesù era solo un uomo e che a Nicea è stato fatto Dio? La Chiesa ci nasconde la verità!!!!

Monna Dan Brown

Dan Brown si divertì a speculare sulla “Monna Lisa”, trasformandola nella figlia di Gesù e Maria Maddalena!

Ma da dove nasce tutto questo? Nel lontano 2003 un genio (perché ammettiamolo: solo un genio può fare miliardi di dollari vendendo fumo!) chiamato Dan Brown pubblicò un libro intitolato “Il codice da Vinci”. In questo libro, oltre a molte altre corbellerie spacciate per vere nelle prime edizioni, egli sosteneva che i Vangeli canonici (Marco, Matteo, Luca e Giovanni) furono scritti dopo il concilio di Nicea per appoggiare la tesi della figliolanza divina di Cristo, voluta fortemente da Costantino per fondare il suo potere.
Questa affermazione, fondata sull’aria fritta (perché non ha portato alcun documento valido a supporto della sua teoria) è purtroppo diventata per molti “vangelo”, in particolare di coloro i quali non hanno voglia od onestà intellettuale di fare una ricerca delle fonti come si deve. E allora, vediamo un attimo come stanno le cose.

Un po’ di storia…

Per prima cosa, parliamo del concilio di Nicea. Esso fu il primo concilio ecumenico del mondo cristiano (sì, il primo: il concilio di Gerusalemme fu in pratica una riunione di condominio :D), svoltosi nel 325 d.C., nel quale furono discusse principalmente tre questioni: l’homoousion, ovvero la consustanzialità del Figlio col Padre; la nascita Verginale di Cristo e fu condannata la dottrina eretica di Ario. Inoltre furono definiti alcuni canoni per la vita della Chiesa, come ad esempio il divieto della presenza di donne nella casa di un chierico (d’oh!).
Si è dunque deciso che Cristo era Dio in questo concilio? NO. Si sono scritti durante questo Concilio i Vangeli Canonici? NO.

Si, lo so cosa state pensando ora: “Scusa, don Tulkes, ma sostenendo la consustanzialità del Figlio col Padre, non si è affermata la divinità di Cristo?” La dottrina della consustanzialità, ovvero l’affermare che il Figlio e il Padre sono della stessa sostanza, fu qui proclamata per contrastare l’eresia ariana. Ario, infatti, sosteneva che il Figlio, essendo creato/generato dal Padre, era in qualche maniera una divinità inferiore. Ma sempre divinità era! La divinità di Cristo, infatti, non fu mai messa in discussione. Tra l’altro, essa è creduta ben prima di Nicea. A parte tutte le testimonianze “di parte” (come gli Atti degli Apostoli) che affermano come i primi Cristiani andassero a dire a destra e manca che Cristo era il Figlio di Dio, vi è anche quella di Plinio il Giovane (anche conosciuto come il primo Stalker della storia!) il quale afferma che i cristiani “…cantano un inno a Cristo come a un Dio”.

La storicità dei Vangeli

Ok, magari la divinità di Cristo non è stata decisa a Nicea, ma di certo i Vangeli canonici sì! Sono stati scritti per nascondere la verità contenuta in quelli gnostici e che ci parlando di un Gesù sposato/omosessuale/comunista/alieno (sceglietene uno, tanto è uguale). ~ Il fan/seguace di Dan Brown

Per smontare questa assurdità, facciamo prima una piccola premessa. Per determinare la possibile datazione di un testo, gli studiosi seri si affidano a due tipi di testimoni: diretto e indiretto. Per testimoni diretti si intendono i documenti su cui sono riportati i testi in questione e che permettono, attraverso la loro datazione, di poter stabilire una data plausibile di stesura del testo originale. I testimoni indiretti, invece, sono documenti che citano i testi presi in esame: in questo modo, se ad esempio troviamo un documento che nel 100 d.C. ci parla del Vangelo secondo Me, sappiamo che questo Vangelo deve essere stato scritto prima di tale data. Inoltre sono considerati testimoni indiretti anche tutte le “testimonianze della testimonianza”, ovvero il testimone narra non ciò che ha veduto, ma ciò che altri gli hanno narrato d’aver veduto, riportandolo per iscritto.

Partiamo allora proprio da quest’ultimi. Grazie ad Eusebio di Cesarea, il primo storico cristiano, ci è giunta la testimonianza di Papia di Gerapoli (70-130 d.C.) il quale sostiene che «Marco, divenuto interprete di Pietro, scrisse accuratamente, ma non in ordine, tutto ciò che ricordava delle cose dette o fatte dal Signore. Non era Lui, infatti, che Marco aveva visto o seguito, ma, come ho già detto, fu più tardi Pietro. E quest’ultimo impartiva i suoi insegnamenti secondo le necessità del momento, senza dare una raccolta ordinata dei detti del Signore, di modo che non fu Marco a sbagliare scrivendone alcuni così come li ricordava. Di una sola cosa, infatti, egli si dava pensiero nei suoi scritti: non tralasciare niente di ciò che aveva udito e non dire niente di falso.» E ancora: «Matteo raccolse quindi i detti nella lingua degli Ebrei, traducendoli ognuno come poteva.» Come si può vedere, quindi, se Papia che morì nel 130 d.C. parla dei Vangeli di Marco e Matteo (ok, quest’ultimo, il cosiddetto “Matteo Aramaico” sarebbe in realtà la Fonte Q, ma di questo ne parleremo un’altra volta), vuol dire che devono essere stati scritti almeno prima della sua morte, ben lontano dunque dal 325 del Concilio di Nicea!
Come dite? Eusebio non può essere considerato un testimone attendibile? Ok, può anche essere. Proprio per questo ci sono i testimoni diretti. Abbiamo infatti alcuni manoscritti che testimoniano l’esistenza dei Vangeli ben prima del Concilio di Nicea. Ad esempio, il Papiro 52, che contiene un frammento del Vangelo di Giovanni, è datato al 120-130 d.C. circa (questa e le altre datazioni sono state fatte non solo da studiosi cristiani, ma anche da studiosi atei, quindi non sono “di parte”). Il Vangelo di Giovanni è riportato anche nel Papiro 66, datato al II secondo secolo d.C., mentre al III secolo si fa risalire il Papiro 45, contenente numerosi passi presi da vari Vangeli. Ci sono dunque numerose prove che ci fanno affermare con una certa sicurezza che i Vangeli canonici sono stati scritti ben prima del Concilio di Nicea.

Ma vi dirò di più: è ancora in corso un dibattito circa un frammento trovato nelle grotte di Qumran: il 7Q5. Questo frammento, datato al 40-50 d.C. secondo molti e autorevoli studiosi conterrebbe un passo del Vangelo di Marco! Quindi il primo vangelo sarebbe stato scritto nel periodo immediatamente successivo gli eventi narrati!
Allora, cari amici, la prossima volta che qualcuno vorrà mettervi in difficoltà tirando fuori questa storia della datazione dei Vangeli, beh ditegli pure di andarsi a farsi istruire da qualcuno che non sia Dan Brown! Perché mentre sulla veridicità dei Vangeli ognuno deve rispondere secondo la sua coscienza, sulla loro “storicità” ci ha già pensato la scienza.

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Chierico Tulkes

Author: Chierico Tulkes

Cultura Cattolica: Provengo da una famiglia cattolica e praticante che fin da piccolo mi ha trasmesso il valore fondamentale del cristianesimo: l'amore per il prossimo. Ho avuto anche il dono di avere un santo parroco, il che mi ha fatto nascere il desiderio di servire Dio negli altri come sacerdote, così a 14 anni sono entrato in seminario per quello che è diventato un viaggio alla scoperta di Dio e di me stesso, fino ad arrivare all'età di 26 anni, quando sono stato ordinato sacerdote. Cultura Nerd: a 8 anni ho trovato in giro per casa un libro di mio padre: "la trilogia della fondazione", di Asimov. Da allora è stata per me la fine. Mi sono innamorato della fantascienza e del Fantasy, anche grazie ai vari programmi che vedevo con mio padre (Star Trek, Spazio 1999, UFO, ecc.). Sono un amante di fumetti, marvel in particolare, epic metal e videogiochi. Qapla'!

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