Paradiso e inferno sono qui. Dietro ogni muro, ogni finestra. Il mondo dietro il mondo… noi siamo presi nel mezzo.

— John Constantine

I Goonies, un amore che dura nel tempo

Cosa differenzia un sentimento da uno stato d’animo

I Goonies

La locandina de “I Goonies” resta una delle più memorabili degli anni ’80

Oggi si festeggia il 30° anniversario del film di avventura più bello di sempre: “I Goonies“, del 1985, sceneggiato da Chris Columbus (che più di ogni altra cosa ricordo per la sceneggiatura di “Gremlins“) e girato da Richard Donner (“The Omen“, “Superman: The Movie“, “Ladyhawke“, “Arma letale“).
Vabbè, partiamo dall’ovvio: è stato per noi tutti un cult, un vero e proprio paradigma per chiunque siano nato negli anni ’80. Dunque, l’umanità si divide da quel fatidico giorno in due categorie: quelli che non conoscono “I Goonies”, o che lo ricordano a malapena, e quelli che ancora oggi si emozionano soltanto nel soffermarsi pochi istanti sulla locandina del film.

Una storia semplice, ma splendidamente efficace: una banda di ragazzini in cui immedesimarsi che, in una disperata caccia al tesoro, si lanciano in un’avventura incalzante, strepitosa, tra trappole mortali, navi pirata e una famiglia di maldestri criminali alle loro calcagna. Insomma, l’avventura che desidera vivere ogni ragazzino!

Adesso di fare leva su di un sentimento nostalgico, insito in noi tutti riguardo “I Goonies”, sarebbe un’operazione fin troppo facile, giacché sarà fatta da altri al mio posto per tutto il web. Lo stesso lo sarebbe se mi soffermarsi sulle ragioni che lo hanno reso un capolavoro del cinema. Io invece preferisco usare uno degli elementi del film per dare spazio ad una breve riflessione… Ovvero, la differenza tra una emozione passeggera e un sentimento reale e duraturo.

Sloth, davvero brutto?

Chunk e Sloth

Fastidiosi alla vista, ma gradevoli al cuore

Cosa hanno in comune il personaggio di Chunk e quello di Sloth? Beh, al primo impatto sono assolutamente indigesti! Il primo è un ragazzino frignone e fastidiosamente ingordo; il secondo è un energumeno spaventoso e deforme! Entrambi i personaggi sono, almeno nelle prime scene del film in cui sono introdotti, assolutamente sgradevoli. Malgrado ciò, dopo aver visto l’intera storia, finiscono per diventare i personaggi più amati, tanto che anche tra gli spettatori occasionali de “I Goonies” il nome del protagonista, Mikey Walsh, viene facilmente dimenticato, mentre quelli di Chunk e Sloth restano profondamente scolpiti nella mente di chiunque.

Questo ci permette di soffermarci su di un aspetto che magari non sarà il tema del film, ma che ha una notevole rilevanza per la vita affettiva e spirituale: I sentimenti sono relazioni. I parasentimentiSentimenti privi di valore. sono non-relazioni.

Sloth de “I Goonies” è bellissimo. No, non è una frase a effetto, dettata da un facile sentimentalismo. Questo sentimento è nella verità, in quanto relazionale.
Sloth è brutto. È un sentimento pararelazionale, perché autoreferenziale. Infatti il relativismo prevede una realtà scollegata da qualsiasi relazione, interpersonale o meno che sia.

Bisogna fare un distinguo tra sentimento e stato d’animo. Lo stato d’animo è passeggero. Il sentimento sopravvive alla ripetizione. Sloth è brutto al primo impatto, oggettivamente deforme, ma dopo averlo conosciuto è bello, per sempre. Sloth oggi, secondo la mentalità odierna, sarebbe abortito, considerato non degno di vivere  – un pensiero aberrante. Ma chi conosce Sloth vuole averlo vicino, perché ne ha sperimentato la bellezza come Chunk, che dopo la paura iniziale finisce per diventarne il più caro amico.

L’importanza della ripetizione, nella preghiera, nelle relazioni

I sentimenti veri sono sempre relazionali, portano… all’attività! I sentimenti passivi sono solamente emorragie spirituali. I sentimenti attivi portano a qualcosa di concreto, prolungato. Per questa ragione, la preghiera non deve essere condizionata dagli stati d’animo, ma basarsi sui sentimenti.
Naturalmente non bisogna confondere i sentimenti col sentimentalismo. Occorre ricordarsi che quest’ultimo si basa sui sensi di colpa: se non provo nulla è colpa mia, se prego dieci minuti di più espio qualche colpa, ecc… Invece, nella realtà, non si può immediatamente amare qualcuno o entrarci in comunione. Anche i sentimenti si apprendono. E si apprendono dall’esempio di Dio: Gesù.
Come posso avere i sentimenti di Gesù?

I sentimenti possono essere empatia: conoscere l’altro. Per questo la preghiera è aprirsi a Dio: leggere la parola, meditare e scoprire i propri sentimenti per Lui, che ci chiede:

Chi sono io per te?

La risposta prevede la seguente equazione: Interrogazione + ripetizione.
Non siamo scimmie. Non dobbiamo scimmiottare, ma corrispondere.

Di conseguenza la preghiera, se pur “ripetitiva”, non è mai un atto sterile. I protestanti, che aberrano le preghiere cattoliche come il Rosario, esigono dalla spiritualità un sentimentalismo spaventoso! Un dover essere proiettati in un continuo provare “forti emozioni”.

Quando, dopo una esperienza duratura, facciamo nostri i sentimenti di Dio, siamo guariti nel profondo della nostra anima. Questa è la preghiera, ossia relazione tra Dio e noi.

Conclusione

Se gli altri a prima vista ci appaiono sgradevoli come Chunk o brutti come Sloth, sappiate che non è necessariamente strano. Anzi, è normalissimo! Solamente ciò che entra a far parte del vostro essere, solo ciò che dura alla prova del tempo, e che scaturisce davvero dalla conoscenza dell’altro, è un sentimento reale.
E forse, solo così, potremmo dire come San Francesco:

San Francesco: “Ciò che prima mi appariva amaro, mi si trasformò in dolcezza d’animo e di corpo.”

Saper portare la propria croce (Mc 8, 34) non è uno sterile atto di sacrificio, ma vivere le cose in una prospettiva di bellezza.

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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