La religione ci rende inadatti ad ignorare la nullità e ci butta nel lavoro della vita.

— John Updike

LuccaCG15: Ortolani presenta “Codamozza e il professore”

Una conferenza sul rapporto tra fede e mondo del fumetto

Codamozza e il professore” è un volume scritto da don Tommaso Danovaro e illustrato da Leo Ortolani (ne abbiamo parlato anche qui). Il libro è stato presentato a un evento fuori dal programma ufficiale, dove vi eravamo noi e pochi altri spettatori, tra fan e curiosi. Ne è uscito fuori un interessantissimo (e divertentissimo) incontro sul rapporto tra fede e mondo del fumetto: come far funzionare questa unione? Vi siete mai chiesti se Ortolani fosse cattolico o meno? Beh, in questo articolo troverete un bel po’ di risposte.

Don Tommaso Danovaro e Leo Ortolani durante la conferenza su "Codamozza e il professore"

Don Tommaso Danovaro e Leo Ortolani durante la conferenza su “Codamozza e il professore”

Codamozza e il professore

Leo Ortolani: “Questo incontro è nato in pochissimo tempo, trovare uno spazio per presentare un libro a Lucca Comics organizzandosi con una settimana d’anticipo è già un miracolo…”Codamozza e il professore” è un volume a cui Don Tommaso ha creduto moltissimo, alla fine quando c’è qualcosa di bello riesce a farsi strada comunque e diversi giornali ne stanno parlando, non perché ci sia un ufficio stampa che lo spinga, ma in maniera spontanea dopo averlo letto. Perché, sì, vabbè, Ortolani ha fatto la copertina e due disegnetti, ma il libro è proprio bello.
Don Tommaso Danovaro: “Codamozza è un apprendista diavolo, un liceale, che dialoga con il suo professore di “tentazioni” al liceo Minosse. C’è il corso dei dieci comandamenti, che loro apprendono al rovescio, come “Disprezza il padre e la madre” o “pronunzia falsa testimonianza”, e poi devono mettere in pratica sul campo. Quindi Codamozza tramite delle email aggiorna il professore su quello che fa e si crea questo dialogo tra allievo e insegnante, attraverso il quale si affrontano delle situazioni che possono accadere ai ragazzi di oggi. Un lavoro simile l’aveva già fatto C.S. Lewis, l’autore de “Le Cronache di Narnia”, con il romanzo epistolare “Le lettere di Berlicche“, in cui il giovane diavolo Malacoda scrive allo zio Berlicche per chiedere come tentare una persona che gli è stata affidata. L’idea mi sembrava buona a livello comunicativo, e interessante da attualizzare all’oggi. I racconti non sono nati in forma teorica, ma dall’amicizia e dall’esperienza diretta con alcuni adolescenti della parrocchia; per loro è importante comunicare, e a volte raccontare anche l’esperienza di un fallimento, da qui l’esigenza di creare le figure degli angeli, che al contrario di Codamozza hanno il compito di rialzare e risanare.”

Cristianesimo: tra umorismo e satira

Di solito quando si scherza sulla religione si tende ad andare a cercare i punti più oscuri o a ridicolizzare, mentre come vediamo in “Rat-Man” si può scherzare in merito anche in maniera bonaria. Come si può unire l’umorismo con la religione secondo voi? O è un azzardo?

Rat-Man

Don Tommaso Danovaro: “Io direi che esiste questo connubio, anzi che è necessario. Mi è capitato di scrivere sul lavoro che fa Leo, e parlando della sua comicità, c’è una parte in cui la sfera religiosa è come playground, un terreno di gioco in comune col lettore con il quale si puo scherzare: “Sono rimasto lo stesso ragazzo semplice di Betlemme…”. (Risate in sala) Dall’altra parte però, la cosa va più a fondo, attraverso l’ironia di un personaggio come Rat-Man, che è senza super poteri, ma con questa capacità di rialzarsi sempre, si dice qualcosa di assolutamente vero. Ho letto un libro che parla della figura di Don Chisciotte (uno scritto di Von Balthasar, teologo svizzero) e ci ho trovato qualcosa in comune con Rat-Man: anche lui è un cavaliere senza qualità che cerca di incarnare un ideale di perfezione molto alto, solo che fallisce sempre, la cosa bella è che nonostante tutto vuole continuare ad esserlo. In questo concetto rivedo il messaggio cristiano, ovvero il valore di ricominciare e di riconoscersi piccoli, fragili.”

Leo Ortolani: “Beh, proprio qui a Lucca ci sono i Paguri, amici miei, che realizzano fumetti blasfemi. La cosa bella è che loro sono persone carinissime, forse si lasciano troppo influenzare da ciò che fa piacere al pubblico. Don Alemanno, per esempio, è un grandissimo studioso di testi religiosi, forse anche troppo, perché credo che Dio non lo si trovi solamente con lo studio di molti libri. Lui riporta quello che legge, invece il mio modo di trattare la religione forse è meno colto ma più empatico, non è che io giochi su grossi concetti, ad esempio su “I sacrificabili” mi sono trovato un po’ in difficoltà, ogni tanto scrivevo a don Tommaso per chiedere dei consigli. Essendo cristiano praticante, faccio attenzione a fin dove mi spingo.”
Don Tommaso Danovaro: “Ricordo un episodio, a un certo punto avevano ristampato i numeri di Rat-Man formato gigante, e c’era una Pamela Anderson in copertina. Vado all’edicola e ne chiedo uno, l’edicolante me lo da e mi fa:”Don, le do un sacchetto?”. (Risate in sala)

Oggi ammettere di essere cattolico praticante è quasi fare “outing”, perché va di moda la fazione opposta, e mi ha stupito ad esempio quando ne “I sacrificabili” si iniziavano a vedere personaggi dichiaratamente cristiani… In fondo molti fumetti di supereroi, o comunque libri e film, hanno una morale simile al credo cristiano, non trovate che siano come religioni differenti che però dicono la stessa cosa?

R at-Man cover, Pamela Anderson

Leo Ortolani: “Sì, a un certo i punto mi sono stufato di sentire i soliti luoghi comuni sui preti, siamo tutti umani, come Rat-Man del resto, che si mette il costume da supereroe ma non è un supereroe, però si sforza di esserlo. E chi mette l’abito talare fa lo stesso, ma è ovvio che la materia prima è sempre quella. Il fenomeno della satira sulla religione c’è sempre stato fin dai tempi antichi, non è che sia niente di nuovo. Don Alemanno ad esempio sta iniziando a prendersela anche con l’ISIS e gli riconosco una sorta di imparzialità, mentre altri si guardano bene dal prenderlo di mira. Con i cristiani è come prendersela col più debolino, che sai non reagirà mai per com’è il suo carattere e per qual è la sua filosofia, invece non vanno a scherzare con l’Islam che è il “bullo” della scuola. Quando scrivi qualcosa, le vignette rimangano stampate, e questo le fa diventare anche proprietà d’altri, c’è un messaggio che ognuno fa diventare suo. È un aspetto da non sottovalutare.”

Don Tommaso Danovaro: “Bè, l’altro giorno a catechismo un bambino mi ha chiesto se il diavolo esiste, io ho risposto come si fa a catechismo, quindi citando il vangelo, e gli spiegavo che anche noi sentiamo le tentazioni, ad esempio quando ti viene da litigare con tua sorella… e il bambino mi fa: “ahhh, il lato oscuro della Forza!” (risata in sala) Io credo che ci siano delle categorie del bene e del male che sono universali.”

C’è il desiderio di realizzare un secondo volume di “Codamozza e il professore”, vista la buona accoglienza del primo libro?

Don Tommaso Danovaro: “Beh, i peccati sono tanti…” (ride)

Leo Ortolani, Lucca Comics 2015

Leo, ti ha creato dei problemi esserti dichiarato cristiano nel mondo lavorativo?

Leo Ortolani: “Beh, no, a parte che le domeniche sono alle fiere e non vado a messa…”(ride)

Ci sono state critiche per qualcuno che ha trovato eccessivo l’umorismo sulla religione?

Leo Ortolani: “No, in realtà i cattolici non protestano minimamente per le mie battute sulla religione. Sono arrivate più lamentele dagli amanti dei gatti, per le scene in cui “Rat-Man” li maltratta…”

Cattolicesimo e fumetti

Ci sono dei fumetti che leggevi da ragazzino nei quali trovavi un modo di affrontare la religione simile a quello poi adottato da te?

Leo Ortolani: “Dal ’77 al ’80 ho letto “Il Giornalino” delle Edizioni Paoline, dove trovavi fumetti molto belli, ma erano storie divertenti e avventurose, non esplicitamente religiose…del tipo:“La Vita di don Bosco”! Erano fumetti fatti magari da persone cresciute con un educazione religiosa, potevi intuirlo, ma questo non inficiava la bellezza della narrazione. Anche sul “Corriere dei Ragazzi” c’erano delle cose meravigliose. Io mi ricordo gli aneddoti che mi raccontavano i colleghi, ad esempio su Toninelli che oltre a scrivere sul Giornalino per tirare a campare faceva anche giornaletti per le edizioni “Squallor”, a un certo punto per un motivo di immagine gli dissero che era meglio che abbandonasse. La Bonelli stessa ha un codice etico che devi impegnarti a rispettare…tipo mangiare bistecche alte cosi! (risate in sala) No la verità e che sono andato a vedere il codice etico Bonelli per curiosità…e sostanzialmente… devi comportarti bene!…”

Leo Ortolani e Don Tommaso Danovaro

Quest’opera è una bella unione tra creatività e cristianità, ma perché quando siamo atei sembriamo dei fighi pazzeschi, intelligenti, creativi, e invece da cristiani spesso sembriamo perdere tutto questo? Forse per la paura di infrangere delle regole?

Leo Ortolani: “Dal momento in cui ti rendi conto di determinate cose, non puoi più far finta di niente se la cosa è vera… e poi smetti di essere figo già per te stesso! “(risate in sala)
Don Tommaso Danovaro: “Stavo leggendo in questi giorni alcuni saggi della O’Connor, una scrittrice americana del secolo scorso, e racconta anche della sua esperienza di cristiana, lei parla di “pia spazzatura“. Ovvero quando la letteratura non è più vera perché forzata dall’intenzione religiosa di scrivere a tutti i costi qualcosa di edificante. Quindi secondo lei, sì, è bellissimo avere uno sguardo al reale più grande grazie alla fede, ma come scrittori occorre anche rimanere fedeli a questa vocazione, senza la scorciatoia del messaggino edificante.”

“Codamozza e il professore” è distribuito dalla casa editrice Pagina del libro sul sito di Effatà editore

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Debby Pac

Author: Debby Pac

Cultura cattolica: “L'essenziale è invisibile agli occhi”, questa frase tratta da “Il piccolo principe” riassume il sentore che mi ha accompagnata fin dall'infanzia. Essere cattolica, fa parte di un percorso, fatto di alti e bassi, di dubbi e scoperte stupende, è stato (ed è), una continua ricerca, dove alla fine scopri di essere tu quella “cercata”, e ogni giorno diventa una scoperta di questo amore cosi immenso, e di se stessi. Cultura nerd: Sono illustratrice, aspirante fumettista, e disegno fin da bambina, questa passione è stata accresciuta dagli anime, ne guardo di svariati, ma sono una fan sfegatata di Miyazaki. Ma la mia vera passione sono i fumetti, ho letto molti manga, ma adesso sono più interessata ai fumetti occidentali, soprattutto quelli francesi, e ultimamente sto scoprendo il mondo dell'editoria italiana (e che Dio benedica Ortolani!). Sono cresciuta con i videogiochi Nintendo (scroccati a mio fratello), e in fine adoro giocare ai giochi da tavola o di carte (Lupus, Citadels, C'era una volta, ecc..).

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