Se non avete letto Il Signore degli Anelli, avete vissuto a metà!

— Don Fabio Rosini

“Chiamatemi Francesco”: non la solita biografia

Il film sul passato del Papa che ci aiuta a capire le scelte del suo presente

locandina

La locandina del film

L’uscita di “Chiamatemi Francesco” lo scorso 3 dicembre ha lasciato perplesso qualcuno della nostra redazione, che si è chiesto: non è strano fare un film su un Papa… ancora vivo?
Il dubbio appare perfettamente lecito: non si contano più le pubblicazioni da edicola e i libri, più o meno scritti bene e con fini a volte più di cassa che altro, relativi all’attuale Papa. Un film, come ce ne sono stati altri nella storia recente (“Da un Paese lontano” su san Giovanni Paolo II, uscito un paio d’anni dopo la sua elezione), poteva rischiare di apparire un’operazione meramente commerciale. Ma andiamo con ordine.

Un minimo di trama

Nella Buenos Aires degli anni ’50 del secolo scorso, il giovane perito chimico Jorge Mario Bergoglio (Rodrigo De La Serna) annuncia ad amici e parenti la sua intenzione di partire missionario in Giappone, entrando nella Compagnia di Gesù. Eletto Superiore provinciale, s’impegna negli anni della dittatura del generale Videla a dare rifugio a membri del suo ordine, ma anche a perseguitati politici. Alla nomina come vescovo ausiliare di Buenos Aires, approfondisce il suo rapporto con gli abitanti dei quartieri poveri finché, dopo essere passato a vescovo della stessa diocesi ed essere stato creato cardinale (Sergio Hernández), non partecipa al Conclave indetto dopo le dimissioni di papa Benedetto XVI. Sarà lui a succedergli, come 266° Papa della Chiesa cattolica (come del resto ben sappiamo!).

Stilisticamente parlando…

In più di un’occasione il regista, Daniele Lucchetti, ha precisato che non intendeva dare un’immagine stereotipata di padre Bergoglio:“Il mio modello è stato The queen di Frears, ho cercato l’asciuttezza inglese” (fonte “Avvenire”). L’obiettivo è pienamente riuscito: dalla colonna sonora, che sostituisce le musiche ad effetto con una malinconica chitarra classica accompagnata dalla fisarmonica, al montaggio serrato senza cali di tensione, fino alla fotografia, asciutta e livida specie nelle scene dove il pericolo si fa più vicino.

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Una scena tratta dal film

This triggers the tooltipTuttavia, non mancano alcune semplificazioni e lievi concessioni retoriche. Ad esempio, lo strumento del flash-back in apertura appare decisamente abusato, sebbene il momento da cui parte non sia quello più prevedibile.
“Che ci faccio a Roma?” è la domanda da cui muove la riflessione del cardinal Bergoglio nel punto di partenza del flashback, ed è la stessa che può sorgere a chi, leggendo qualche notizia su di lui ora che è alla guida della Chiesa cattolica, si sia interrogato almeno una volta sulla scelta operata dal collegio cardinalizio. La sua vita, fino a quel momento, si era svolta nell’Argentina stretta dalla dittatura militare prima e arricchita tanto da mettere ai margini i poveri poi.
La situazione politica è rappresentata efficacemente, con le scene di tortura accennate quel tanto che basta, ma non meno crude, e con le reazioni del popolo, che inizia a domandarsi da che parte stia la Chiesa. Quella gerarchica, incarnata dal cardinal Antonio Quarracino, sembra disinteressata e compromessa col potere (ma sarà andata davvero così?), in confronto a tanti sacerdoti, anche gesuiti, che hanno condiviso le sofferenze della loro gente.
E padre Jorge? Il suo è un cammino progressivo: inizialmente ospita nell’istituto dove abita solo i seminaristi gesuiti, ma non rimanda indietro gli altri rifugiati che si erano uniti a loro. La notizia dell’uccisione di monsignor Angelelli lo coglie mentre pela un uovo in cucina, ma la sua reazione è umanissima e addolorata. Quando visiterà direttamente una delle villas miserias, potrà arrivare a dire a chi protesta:

Papa Francesco: “E tu da che parte stai?”

Povero: “Dalla parte di Gesù Cristo!”
Papa Francesco: “E lui da che parte sta?”
Povero: “Dalla vostra!”

Eppure, non mancano i momenti in cui lo spettatore è portato a vedere anticipate alcune azioni che ora fanno parte dell’opera di rinnovamento della Chiesa in atto (ma la Chiesa non è sempre in cammino, sempre in riforma?): ad esempio, il battesimo dell’ultimo dei tre figli di una donna, tutti avuti da un uomo già sposato.

Plot-holes papali

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Sergio Hernández

Le critiche maggiori mosse al film, che personalmente condivido, sono legate al fatto che mancano momenti importanti della formazione del giovane Bergoglio: dalla vocazione, capitata il giorno di San Matteo del 1953, al motivo per cui ha scelto la Compagnia del Gesù. Da gesuita con incarichi di responsabilità lo troviamo nominato vescovo ausiliare e da lì compare improvvisamente anziano, che mangia in una sala spoglia e resta con la posata per aria per lo stupore, al sentire tramite la radio, che Benedetto XVI ha annunciato le dimissioni. Lo vediamo partire per Roma non prima di aver celebrato un matrimonio in un altro quartiere povero, ma non è spiegato che è stato fatto cardinale. Suppongo che facciano parte delle scelte del regista, per evitare di rappresentare momenti che potevano facilmente scivolare nel retorico e nell’effetto “santino”, che avrebbero rappresentato una stonatura rispetto al resto del film. Immagino comunque che le scene mancanti verranno integrate nel passaggio televisivo del film, che sarà ampliato in quattro episodi da cinquanta minuti.

Conclusione

Insomma, vale la pena? Penso proprio di sì, per i motivi che ho esposto fino a qui, ma non solo. A me è servito andare a vederlo per interrogarmi su quali buone intuizioni Dio abbia posto nella mia esistenza, illuminandola come quelle lampadine che nei fumetti rappresentano le idee.
Quell’immagine è evidentissima nel film quando il giovane Jorge, di sera, entra in una chiesa deserta e osserva un sacerdote intento ad avvitare proprio una lampadina. Dopo quell’episodio, la sua vita non è più la stessa (lo capirete vedendo il film): come dice il suo personaggio, ha capito di dover afferrare la mano tesa di Dio, la sua misericordia, per non lasciarla più. Adesso è lui che ci indica come prenderla e lasciarci guidare, come gli accadde negli anni giovanili.

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Magica Emi

Author: Magica Emi

Cultura cattolica: Ho alimentato la mia fede sin dall’infanzia, con la scoperta delle storie dei santi che mi venivano raccontate o che scovavo frugando nel cassetto di mia nonna, pieno di ricordini dei suoi vari pellegrinaggi. Cresciuta, ho deciso di mettere a frutto la mia passione scrivendo brevi profili biografici per l’Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni e aprendo un blog, Testimoniando, dove racconto il mio legame con i testimoni che incontro (mica solo gente morta!). Cultura nerd: Il mio interesse principale sono i manga e gli anime, particolarmente quelli di ragazze magiche (non per niente ho scelto questo pseudonimo) e di eroi valorosi capaci di difendere l’umanità a rischio della vita. In fondo, non è quello che ha fatto Gesù? Classe: Otaku, Cinefilo

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