L’amore uccide ciò che siamo perché si possa essere ciò che non eravamo.

— Sant’Agostino

The Shannara Chronicles – Recensione

Odi et amo: The Shannara Chronicles

Ci sono domande che ciclicamente tornano in un rapporto di fidanzati: cosa regaliamo ai tuoi per natale, ti dispiace se vado a fare shopping/esco con gli amici, ma sopratutto che serie tv ci guardiamo ora?
Ecco, direi che “The Shannara Chronicles” è la risposta per questa domanda: magari a non tutti piacciono gli alieni o i filoilluminatimassonireptiliani di “X-Files“, i cosi-colorati della Marvel, i ragionamenti filosofici che frena mi son perso di “True Detective“, o le faccette distrutte di Carl e Rick. Nulla contro queste serie, metà di esse le ho seguite!
MTV, che dopo aver prodotto interessantissimi documentari su ragazze rimaste incinta che non sanno come (eppure di Immacolata concezione, che io ricordi ve n’è stata solo una) o di altri sedicenni che devono organizzare la festa del secolo nel mostrarti la supervillona fatta coi soldi del papi, decide che vuole anche lei la sua serie tv fantasy, ché tutti canali li hanno, vuoi che non li abbiamo pure noi? Purtroppo Ozzy Osbourne era impegnato, le “nerd superstar” sono ormai lanciate in cinema “serio”, quindi ci rivolgiamo a voi, coppie che non sapete cosa guardare e magari siete pure giovani! In vostra salvezza arriva Shannara, un prodotto fresco e luccicoso!

How I meet Shannara

Da piccino picciò ho avuto la fortuna di militare nell’agesci. Non ho imparato a costruire ripari con un poncho, né a fare nodi di alcun tipo, però ho delle mascoline cicatrici di picchetti che si sono conficcati sul mio volto (ovviamente racconto che ho affrontato un orso a mani nude come Leo DiCaprio, quando mi chiedono come me le sono procurate) e ho vissuto il sogno: i campi. Immaginatevi di avere dieci anni, e di non essere la generazione smarthphone dipendenti. Immaginatevi di essere per una settimana distanti da casa, e vivere in un mondo fantasy, avere la vostra armatura di cartoncino e le armi di legno, e di avere i capi vestiti come elfi o maghi, cucinare alla trapper, camminate che ricordano quelle della compagnia dell’anello, storie di paura attorno al fuoco. No ma scherziamo? A quale bambino non piacerebbe?

Il Ciclo di ShannaraEcco, la mia fortuna è stata trovarmi nel fantastico mondo di Shannara, e al ritorno dal campo, da bravo nerd, mi sono divorato tutti i libri, anche se c’è voluto parecchio tempo e non li ho mica del tutto capiti. Shannara poi è stata l’ambientazione di molte campagne di D&D, avevamo un master veramente appassionato, e qualche altro ricordo carino. Tipo la domenica sera, aspettando che la pizza fosse pronta, leggevo il racconto, senza riuscire a staccarmi dal libro; o un sottile brivido mentre scoprivo dei demoni in estate, con la finestra di camera mia aperta, temendo che, guardando verso la luna, avrei intravisto un ombra di qualche messaggero del teschio…
Siamo sinceri: questa saga fantasy è parecchio semplice. Le razze vivono nel loro mondo incantato, e ogni tanto qualche cattivone decide che è ora di andare a rovinare loro la giornata. Non brutta, semplice. È figlia dei suoi anni, e porta quel naif, quell’ingenuità tipica delle opere prime, anche “La Ruota del Tempo” di Jordan ha questa base. Molti commenti sono critici per questo, viene anche indicato che lo stile di scrittura possa risultare a volte noioso. Per carità, ognuno legge quel che gli piace. Io ho un bel ricordo, però non ho i mezzi adeguati per giudicare l’opera. Sta di fatto che ha venduto e che purtroppo, per ora non abbiamo una serie televisiva sui libri di Jordan (che si prestano benissimo alla cosa) o the witcher. Shannara ha avuto più fortuna o più effettiva qualità? O magari qualcos’altro? Vediamolo nel prossimo punto.

In principio c'era semola e Robin Hood...

In principio c’era semola e Robin Hood…

Serie studiata a tavolino

Shannara è, ancora una volta, figlia del nostro tempo. L’Ingeniere, un amico del club ludico che gestisco, ha un importante tesi: se Brooks avesse scritto post-apocalittico, nessuno l’avrebbe filato. Ha copiato, e ha vinto. Tesi che sostengo.
Il mondo è il nostro mondo, sconvolto da una guerra con armi radioattive, che ha mutato le persone in nuove fantastiche creature… se avevate fortuna siete elfi o nani; altrimenti mi spiace, orribili troll. Un escamotage ripreso ora da parecchi fantasy, vedi “La Trilogia dei Fulmini”. Il tutto era accennato, lasciato all’immaginazione. Ora invece i tempi sono maturi, per sbattervelo sotto il naso.

Nel caso aveste ancora qualche dubbio...

Nel caso aveste ancora qualche dubbio…

MTV ovviamente non è gestita da stupidotti, e ha studiato la serie adatta al suo targhet: giovane, attento alla moda e che ama condividere le proprie passioni sui social network, con fotine carine e citazioni d’effetto. Per questo Shannara è finalmente il post-apocalittico di Brooks, ma non un folle mondo alla “Mad Max“: ci sono navi abbandonate, troll che sembrano scagnozzi di Aunty o Immortan Joe, gnomi mutanti brutti come il peccato, certo… ma ci spostiamo verso altro: verso il “Maze Runner“, “Hunger Games“, cioè quelle saghe per i ragazzi, fatta di un mix anacronistico insolito; definirlo è difficile, si può forse parlare di post-apocalittico patinato?

Le vicende sentimentali dei personaggi poi, nel gergo “romance”, divengono importanti, basilari, e ci troviamo a tifare per questo o quel personaggio, affinché conquisti il cuore del protagonista. Romance al plurale, sono molto più di una.

Infine il cast. A parte i mostri, son tutti belli qui. Uno, no ma un brutto esiste in questo mondo? Le radiazioni ti fanno bello? Non sto parlando di abilità nella recitazione, ma di puro aspetto fisico. Pure Allanon, un druido che ha passato la vita a studiare è vestito a modo! Attenzione: non è sbagliato. Stiamo parlando di fantasy semplice: il buono è bello, il brutto è cattivo. Quindi quando vedete i personaggi, capite già da che parte si schierano grazie al loro aspetto fisico. Ci sono personaggi belli ma cattivi o brutti ma buoni? In realtà sì. Ma è l’eccezione che conferma la regola.

Consigli fashion per la moda primaverile 2016

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Allanon’s Creed

Somigliante al discorso che abbiamo iniziato nel paragrafo precedente, possiamo approfondirlo: Shannara è ispirato da altre saghe, pur essendo già s’è stessa una saga. Questo si riflette nel personaggio di Allanon, il protagonista dei vari libri, o forse il legante tra questi, destino che sarà confermato se arriveranno una seconda, terza stagione.
Allanon veste come un assassino e agisce come un assassino, perseguendo i suoi scopi, indipendentemente dalle pedine che deve muovere, o se deve usare la mano pesante, perché il fine giustifica i mezzi, sempre. Lo fa combattendo, con coreografie spettacolari e lame a comparsa, tirando su il cappuccio quando deve fare il misterioso, togliendolo quando deve dire qualcosa d’effetto. Come un vero appartenente all’ordine degli assasini. Solo che ha i capelli come Brad Pitt in “Fury“.

Sono qui per dispensare consigli o pugni. E ho appena finito i primi

Sono qui per dispensare consigli o pugni. E ho appena finito i primi

Non solo: lo spartiacque Martin, che ha cambiato il fantasy, si sente. Trame, intrighi e scene di passione (ovviamente non esplicite, siamo per un targhet giovane!) sono all’ordine della puntata giornaliera. C’è il disincanto, la crudeltà sbattuta in faccia, le crisi. Insomma, non è più un mondo fiabesco, ma crudele. C’è un perenne senso di voltagabberia, l’unica differenza è che qui ha senso affezionarsi ai personaggi, vedere la loro evoluzione e le relazioni che s’intrecciano. E per chi ha letto il secondo libro, sa cosa sto intendendo.

Metà del tempo la gente parla con un pugnale puntato alla gola, tanto per renderlo più crudo.

Metà del tempo la gente parla con un pugnale puntato alla gola, tanto per renderlo più martiniano

Le scenografie sono in Nuova Zelanda? Sì, abbiamo già capito cosa ha preceduto su quella fantastica terra la nostra serie tv. La conferma è sui costumi dei nemici. Guardate il cattivone. Guardatelo e saprete subito indicarmi dove l’avete già visto. Non potete sbagliare.

Il significato morale?

Esiste? Sì, perchè è un fantasy semplice e pulito. Bene e male in lotta, il desiderio di riscatto, il seguire il proprio ideale, contro ogni avversità, l’importanza dell’amore e dell’amicizia come vera arma per combattere il destino avverso. Temi semplici, facilmente capibili, scontati.
E direi: finalmente! Sia chiaro, ci sono personaggi grigi, ma sinceramente ero stanco di questo non-schierarsi, di non-positività. Abbiamo bisogno di racconti dove il bene trionfi, per quanto tutto ci appaia oscuro. Certo, non è detta l’ultima parola, ma noi guardiamo ogni puntata percependo la speranza che guida i nostri eroi. E ne siamo coinvolti, tifiamo per loro e ci piacciono così, magari qualcuno un po’ meno (Giudizio personale: Will) e qualcun altro un po’ di più (Eretria) .

Conclusione

Se notate, ho evitato di raccontarvi la trama. Già nella sua introduzione o nel classico giornale “guida ai programmi” troverete quel che vi serve. Ho voluto focalizzare alcuni punti chiave, una riflessione per cui “odi et amo” questa serie.
Come potremmo definirla? In maniera d’effetto, e perdonatemi la cattiveria, ma è una situazione capitata a tutti: “ti presento una mia amica/o” “E’ bella/o ?” “No, ma è simpatica/o”.
Ecco, “The Shannara Chronicles” è simpatico. Puoi avere la scimmia che ti dice: ancora una puntata, ma non muori se devi interromperla. È una serie che vale la pena d’essere vista? Sì, indubbiamente. Ma che va presa con lo spirito giusto: gustarsi un racconto, senza pretendere troppo.
E qui, un pochino, vi ho imbrogliato, visto che non aspetto altro che esca la prossima puntata.

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3 Commenti

  1. simonerayan

    E’ vero, è una serie piacevole, e mi fa tornare alla mente le notti passate a leggere quei bellissimi romanzi (li rubavo a mio fratello maggiore, quando avevo si e no 11 anni).
    Personalmente non conosco (mea culpa) gli scritti di Jordan ma non credo che Brooks abbia copiato da Martin..da altre saghe non saprei, avendo letto di imponente “solo” La Spada della Verità e i libri riguardanti il mondo delle dragonlance.

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    • Onix

      Ciao Simone… scusami, forse mi son spiegato male! Brooks non ha copiato, ma gli autori della serie televisiva si sono parecchio ispirati, o meglio, confrontati con lo standard attuale influenzato da Martin.

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  2. Alex Pac-Man

    Brooks ha pubblicato il primo libro di Shannara nel ’77, Martin il suo nel ’91. Direi che è Martin ad aver copiato un bel po’ di autori fantasy, fermo restando che nell’ambito del genere fantastico tutti copiano volenti o dolenti Tolkien e Howard… che però scrivevano pseudo-storici in realtà! XD (Un bizzarro paradosso.)

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Onix

Author: Onix

Cultura cattolica Cresciuto in ambiente Agesci, non ho mai avuto modo di soffermarmi sulla mia Fede, ritenendola semplicemente "la cosa giusta da seguire." Un rapporto conflittuale con lo studio mi ha portato a smarrirmi, senza idee per il futuro. La lettura del capolavoro di C.S. Lewis, "Le cronache di Narnia" è stata la spinta per scacciarmi dal torpore in cui mi trovavo. Iscritto alla Facoltà di Scienze Teologiche, sono impegnato come animatore nella mia parrocchia, il che comporta seguire il gruppo giovanissimi, organizzare il campo estivo parrocchiale e gestire il club di giochi "Thunderdome Vicenza". Cultura Nerd Sono appassionato di cinema, senza focalizzarmi su di un genere o disdegnarne un altro; ma i western rimangono sempre i miei preferiti. Xboxaro impenitente, giocatore e master di d&d a partire dalla terza edizione (ma preferendo l'ultima), non riesco mai a vincere a qualsiasi gioco da tavolo decido di proporre agli amici del club. Dopo il passato a warhammer 40.000 e tornei competitivi anche a livello nazionale, sono alla ricerca di un nuovo gioco che ne possa sopperire la mancanza.

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