Noi tutti abbiamo conosciuto la solitudine più profonda e abbiamo imparato che l’unica soluzione è l’amore, e che l’amore nasce con la comunione.

— Dorothy Day

L’attacco dei Giganti e l’arma definitiva

Come affrontare i Giganti della nostra vita

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Negli anni ’90 il sogno proibito di molti era quello di poter vedere Son Goku e Ryu scontrarsi in un coin-op o sul Super NES ^_^

Mi piacciono così tanto gli Shōnen che fin da piccolo non potevo far a meno di emulare i miei eroi preferiti, picchiando ripetutamente un mio caro amico che a sua volta mi picchiava e, quando ci diceva bene, veniva suo fratello più grande… e ci riempiva anch’esso di botte! Manco a dirlo a quei tempi imperava “Dragon Ball“, ed il coin-op più giocato in assoluto era il buon vecchio “Street Fighter 2“. Poi succede che il tempo passa e quelle emozioni pian piano si affievoliscono… giusto qualche volta, leggendo dei manga, qualcosa ti stuzzica, ti ricorda chi eri, ti ricorda che eri uno che provava seriamente a mimare la kamehameha, cosa che, nonostante dei durissimi allenamenti dopo pranzo, non ha mai portato i suoi giusti risultati… Ma che voglio dire con questa approssimativa introduzione? XD

Tutto questo preambolo per parlare di uno Shōnen che ben incarna l’idea della buona battaglia. Parleremo de “L’Attacco dei Giganti“, di come questa serie anime/manga sia per alcuni aspetti paradigmatica, di come una sola regione fortificata possa rappresentare tutto il genere umano ferito dal peccato, colpito e umiliato dalla schiavitù di un nemico misterioso, e di come non riesca con le proprie forze a rimettersi in piedi ed essere rivestito di quella regalità che Dio gli ha donato. Quindi proveremo come Davide contro GoliaUn gigante guerriero che superava i tre metri di altezza. Sì, era un vero gigante! a colpire il nostro gigante, i nostri demoni, le nostre paure più profonde, proveremo a capire che senza il combattimento, senza la fiducia in Dio e la preghiera, non c’è libertà. Dunque faremo come i tre principali protagonisti de “L’Attacco dei Giganti”: Eren, Mikasa ed Armin; e proveremo insieme a loro ad andare oltre il Wall MariaIl muro esterno del regno, terza cinta muraria. per riconquistare la nostra libertà, la nostra Terra Promessa. Anzi, la nostra vocazione!

Per chi non lo conoscesse… Voto: ★★★★★

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“L’attacco dei Giganti” ha vinto il prestigioso premio Premio Kodansha del 2011 ed è stato nominato alla sedicesima edizione del Premio culturale Osamu Tezuka. In pratica, se non lo avete ancora visto/letto è un grave peccato!

“L’attacco dei Giganti”, o “Shingenki no kyojinLetteralmente, “L'avanzata dei Giganti”.“, è uno dei miglior Shōnen di sempre, un manga scritto da Hajime Isayama, pubblicato in Giappone dalla casa editrice Kōdansha dal 2009 e, in seguito, divenuto un anime nel 2013. L’opera è ambientata in un Medioevo alternativo, che ricorda per atmosfere quello di “Berserk“, cupe e tenebrose, dove l’umanità intera viene colpita da dei nemici sconosciuti e terrificanti: i Giganti (o Titani). Per sopravvivere l’umanità si rinchiude nell’ultimo regno scampato all’assalto dei Giganti, dove l’incolumità è garantita da mura altissime, oltre i cinquanta metri. La storia vera e propria ha inizio dopo cento anni di pace, quando il muro che separa il mondo civile dalla ferocia dei Giganti crolla sotto il poderoso calcio di un titano colossale.

Ehi, nella conclusione vi daremo l’arma sacra per colpire tutti i vostri giganti, l’ultima weapon, l’arma finale alla quale nessun nemico potrà resistervi. Che dire ora, se non buona lettura e buon combattimento? Ready? Fight!

La città fortificata e la condizione di schiavitù…

Quel giorno, l’umanità ricordò… il terrore di essere controllata da loro… l’umiliazione di vivere come uccelli in gabbia. ~ Incipit de “L’Attacco dei Giganti”

“L’Attacco dei Giganti”: immaginate una tranquilla cittadina medievale immersa nella campagna, tra verdi pascoli, alberi, fiumi scintillanti, mura altissime ed uomini che s’industriano, che lavorano… la vita quindi scorre apparentemente serena, ma nel guardare le mura le persone ricordano che esiste un pericolo… che per l’appunto tutto il paradiso che c’è fuori le mura non è accessibile. La libertà è negata, la gioia per la vita di contro è sostituita da palliativi, false sicurezze, proprio come quelle mura. Non è forse così l’esistenza dell’uomo? Una fallace menzogna mascherata da una felicità illusoria? Non sappiamo forse che tutto il consumismo che pervade la nostra civiltà è un surrogato dell’affetto e della gioia che vorremmo? Io personalmente in questo ci vedo una forte analogia con il nostro mondo.

Armin: “Anche se per cento anni le mura non state distrutte… questo non prova che oggi potrebbero cadere!”

Le mura rappresentano le false sicurezze, quelle sicurezze che crediamo ci proteggano dalla sofferenza, quando il pegno pagato è di non poter gioire di quello che Dio ha preparato per noi. Le mura difatti non ci proteggono dalle nostre paure. Anzi, le alimentano. Ma questo abbaglio prima o poi svanisce. Metaforicamente, l’attacco di un gigante può mettere in discussione tutta la vita e quello che crediamo che essa rappresenti. Ma paradossalmente, può essere proprio un attacco improvviso a dare quella scossa, quel guizzo per farci lottare ed afferrare la felicità. Anche perché l’alternativa matematica è semplice: essere divorati. Questo per dire che a volte un pericolo o un nemico apparentemente imbattibile può essere il punto di svolta per non soccombere alla schiavitù dei sistemi o delle strutture di male imposte dal mondo.

San Paolo di Tarso: “Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8, 28)

Le cittadelle fortificate de “L’attacco dei Giganti” ricordano un’altra città famosa: Gerico. Gerico era una città della Cisgiordania con molte fortificazioni, anch’esse apparentemente inespugnabile, come il regno de “L’attacco dei Giganti”; e, ripeto, può rappresentare il cuore dell’uomo, un cuore fortificato, duro o di pietra. Pertanto “inaccessibile” e chiuso dalle proprie paure e false sicurezza. Chiuso alla Verità.

Per coloro che conosco la storia biblica in questione, non a caso le mura di Gerico crollarono solo dopo un intervento divino. Eh sì, il popolo di Israele da solo non aveva i mezzi per abbatterle. Ma andiamo oltre.

I nemici dell’umanità: i Giganti!

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Eren si scontra con il misterioso colosso che sfonda le mura di Wall Maria nel 1° episodio/capitolo della serie

Oltre a quanto detto, il gigante può essere anche una prova che non riusciamo a superare, una persona che non riusciamo a perdonare, il dolore per una persona a noi cara che oramai non c’è più… il gigante è anche il ‘nemico’ che con le sue tentazioni e suoi idoli cerca di allontanarci dalla grazia di Dio, perché è bene ricordare che il gigante rappresenta anche quella forza soprannaturale che, in antagonismo a Dio, non vuole farci vivere un vita degna del titolo regale che portiamo, ovvero di ‘figli di Dio’.
Ma in tutto questo racconto c’è un messaggio molto positivo che ribalta la percezione cupa che apparentemente potrebbe avere “L’attacco dei Giganti”. Cosa ci salva dalla disperazione? La speranza, come conseguenza della fede: certamente l’uomo esiste per qualcosa di più grande. Eren ed Armin in questo credono. E non tutto il male vien per nuocere, perché possiamo scegliere consapevolmente se lottare od accettare la schiavitù.

In ogni caso, non siete arrabbiati almeno un po’ con questi “Giganti”? Non è arrivato il momento di fare come Eren e di fargliela pagare?

Se vuoi la pace prepara la guerra – Lo dice anche Nick Fury!

Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.” (Giovanni 14, 27)

Questo passo è la chiave necessaria che deve farci cambiare prospettiva su che cosa è appunto la pace come la intende Gesù. La pace è la condizione per arrivare alla felicità. Per gli Ebrei significa abbondanza, pienezza della felicità. La pace è qualcosa da conquistare. La concezione attuale di questo vocabolo, vuoi per influenza del mondo greco ed orientale, vuoi per l’evoluzione del linguaggio, è intesa come assenza di conflitto. Ma in un mondo dove i Giganti vagano per sfamarsi degli uomini, questa concezione di pace è assai utopica e deleteria. XD Inoltre, si può essere in pace con se stessi anche qualora si decide di combattere.

Noi come Eren… e l’arma definitiva!

Attenzione, spoiler alert!
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Inutile girarci intorno, se non riceviamo un aiuto esterno (o Provvidenziale) l’umanità ha zero possibilità di sconfiggere i propri nemici

Eren che è un ragazzo sveglio, ma forse un po’ ingenuoTipico protagonista degli Shōnen, non particolarmente talentuoso, con cui empatizzare., che capisce subito che tra noi e il nemico non può sussistere una tregua. Eren odia il male, odia i Giganti, e non è una persona normale, perché la normalità è la media, o meglio è mediocrità. Lui vuole andare oltre, vuole vivere veramente a tutti i costi, per sconfiggere i Giganti ed oltrepassare le mure che isolano il genere umano. Per chi ha letto il manga o visto l’anime, Eren da solo, ma anche con l’aiuto dei suoi amici, non è in grado di affrontare efficacemente i Giganti. La svolta della storia, infatti, coincide con un aiuto esterno e misterioso: la forza per poter finalmente sconfiggere i suoi nemici. Difatti Eren avrà la capacità di trasformarsi anch’egli in un gigante e, dunque, di acquisire una forza sovrumana, irraggiungibile con qualsiasi sforzo umano.

Del resto l’uomo non può con le sue solo forze opporsi ad un male più grande di lui.

Noi come Eren possiamo acquisire questa forza, noi tutti abbiamo soprattutto in questi tempi la possibilità di utilizzare l’arma definitiva contro i nostri nemici, contro le nostre tentazioni o debolezze… ma non stiamo parlando semplicemente della preghiera, ma dell’arma prediletta da noi cattolici: il Santo Rosario.

Il Santo Rosario: l’ultima weapon dei cattolici

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Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. ~  Luca 11, 9

Il Santo Rosario è l’arma perfetta contro tutti i nostri Giganti, contro i nemici della nostra felicità, che poi, stringi, stringi, la felicità è Dio: il senso ultimo della nostra esistenza. Il Santo Rosario non ha controindicazioni, può essere usato sempre; la preghiera comunitaria è da prediligere, in primis per la gioia di condividere la preghiera con altri fratelli e poi perché smezzi i grani e le preghiere (si scherza! ). In caso non sapeste ancora come si utilizza quest’arma eccovi a voi questo link. Piano piano con la fiducia in Dio Padre, accompagnando le nostre preghiere con quelle di Maria SantissimaLa persona più vicina a Dio, in quanto Madre del Verbo incarnato., con la costanza e la certezza di essere amati, ogni gigante morirà, e noi finalmente potremmo essere rivestiti con la nostra veste regale per entrare nella terra promessa, nella vostra vocazione; sanare le nostre ferite ed essere liberi da ogni schiavitù. Non a caso questo articolo è stato pubblicato a distanza di pochi giorni dal centenario delle apparizioni di Fátima (13 ottobre 1917, in cui si verificò il miracolo del sole). Quindi, in aggiunta, vogliamo farvi anche questo regalo: la devozione dei primi cinque sabati del mese. Buona battaglia e pregate anche per noi di Cattonerd.

Conclusione

Questa conclusione si spiega da sé… il testo dice tutto: Davide armato di una sola fionda (punire +20? Vabbè, che volete farci, D&D ci ha condizionato di brutto!) e solamente con il Signore degli Eserciti al suo fianco ( lol ) spiega una cosina al gigante filisteo…

Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell’aspetto.

Golia: “Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?”

E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi Dèi. Poi il Filisteo gridò a Davide.

Golia: “Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche”
Davide: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani.”

Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.

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1 Commento

  1. Un articolo interessante non c’è che dire!Sarei curioso di come affrontereste Angel Beats, un Anime che troverei perfetto da analizzare!

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Francesco Caboni

Author: Francesco Caboni

Cultura cattolica: Rispondere alla domanda sulla mia formazione cattolica potrebbe significare per chi legge un attentato alla sua pazienza, questo lo dico perché tendo leggermente verso gli "spiegoni" e che quindi, per non farvi fare la fine di Eutico in atti 20, 7-12 mi limiterò a dire che non ho una cultura cattolica ma che ho sempre ricercato la verità, di capire il perché delle cose, di trovare il nesso logico a questa esistenza che sembrava una gigantesca sit com, fatta di paradossi, situazioni stucchevoli e personaggi irreali, insomma per capirci un po', come uno dei migliori film dei fratelli Coen. Alla fine ora che ho quella cosa che potrei definire "fede" sono sicuro che tutta quell'ansia di "sapere" non era altro che la paura di perdere qualcosa di bello, la paura che il mondo mi tenesse segreto qualcosa che non conoscevo, ed era Dio. Cultura nerd: Non mi piacciono le etichette però devo ammettere che sono un nerd certificato fin dal 1981, quando all'epoca essere un nerd era pericoloso e significava soltanto essere degli sfigati. Cresciuto grazie ad una sana educazione fatta di commodore 64, nintendo 8 bit e fumetti della marvel, per poi proseguire nell'adolescenza con una massiccia dose di manga, anime e giochi di ruolo, tra cui l'indimenticabile prima edizione di D&d. Alla fine voglio concludere dicendovi qualcosa in più su di me: mi chiamo francesco, adoro i non sense, i pub non troppo rumorosi e che ho due gatti, uno arancione che si chiama naruto e un altro nero di nome sasuke. A presto.

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