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— Cattonerd

Terry Brooks: novità e curiosità sulla serie di Shannara

Terry Brooks al Lucca Comics & Games 2016

Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla ristretta conferenza stampa di Terry Brooks che si è tenuto il 28 ottobre al Lucca Comics & Games 2016, e di fare delle domande al grande maestro del fantasy. Vabbè, inutile dirlo, siamo più che soddisfatti della cosa. Ma dato che il maggior esperto di Shannara di Cattonerd resta il nostro Onix, lascio a lui la parola per presentare le opere di Terry Brooks a coloro che, per qualche arcana ragione, ancora non le conoscessero.

“The Shannara Chronicles”, il fantasy post-apocalittico

Onix: “E qui, pecco d’invidia. Ma penso, un minimo, giustificabile. Così mi ritrovo, non so se per premio o punizione, a dover introdurre l’intervista al signor Brooks, quello del ciclo di Shannara nel caso siate tra i pochi che non lo conoscono. Sicuramente mi ritengo onorato, forse perché ai libri del ciclo mi trovo legato sentimentalmente, quasi come vecchi amici.

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The Sword of Shannara“, pubblicato nel lontano 1977

Comincia così, ad un campo Agesci, dove il tema era, per l’appunto, Shannara. Immaginate un ragazzino delle medie di vent’anni fa (quindi senza clash coso e immerso in un cinema horror rifiorente) in un mondo popolato di Elfi, Gnomi e temibili messaggeri del teschio o meglio chiamati “capi che ti spaventavano di notte”. Ricordo ancora le parole della canzone-tema: “la magia dei principi degli elfi, dal lontano est ci giungerà…” Come se non bastasse poi, ci prepararono una vera e propria avventura di D&D, cosa che mi segnò, nel bene, per sempre. Tornato a casa leggevo la prima tetralogia dappertutto, anche mentre aspettavo le pizze d’asporto in macchina, alzando di tanto in tanto gli occhi al cielo, temendo la comparsa di qualche emissario del Signore degli Inganni. Ma presumo che di pizze e altri “feels” siate stanchi, quindi andiamo al dunque.

Brooks ha aperto il fantasy negli States. Se Tolkien è per alcuni il padre, possiamo annoverare Terry invece fra i patriarchi-pionieri. Il suo fantasy è chiaramente figlio della sua terra, con azioni veloci e decise, e valori che troviamo spesso in prodotti della stessa cultura: il senso del vicinato, la multietnicità e nel contempo la paura d’identità, “l’outsider” come nemico, quello che non ha saputo integrarsi, lo spirito indomito come risolutore della crisi… Anche il post-apocalittico (come ha ben sottolineato la serie di MTV) è debitrice di Brooks. Aggiungerei: alcuni colpi di scena, in un momento dove vende ciò che è simile e piace perché sicuro, sono attualissimi, e lasciano di stucco il lettore: si azzarda, sapendo che potrebbe non piacere. (Un altro nome su questo genere? King. La saga de “La Torre Nera” vi dice nulla?)

Brooks ha poi saputo coltivare la sua creazione, la sua Eterea, in un vero e proprio ciclo mitologico, con una genesi, uno sviluppo, e una direzione che appassiona milioni di lettori. E anche Dungeon Master, ricordo uno dei miei che aveva libri su libri dedicati a Shannara, e sapeva trasportarci in quel mondo. (PS: grazie Mattia!)

Non voglio indugiare oltre, vi lascio all’intervista. Sapete a che Locanda trovarmi.

L’intervista a Terry Brooks

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Il Lucca Comics & Games rende eterne le mani di Terry Brooks durante lo spettacolo “Voci di Mezzo

Dati gli spunti offerti della serie televisiva, c’è la possibilità che alcuni dei nuovi romanzi saranno ambientati nel passato di Shannara?

Terry Brooks: “No! (ride) Sto scrivendo del futuro di Shannara e non ho intenzione di tornare indietro e di riprendere quello che lo show televisivo sta facendo. I romanzi e la serie televisiva sono due cose distinte. Pure volendo tornare indietro, per riempire il vuoto di ciò che è rimasto nelle cronache di Shannara, non vivrei abbastanza per farlo!”

A proposito della chiusura della serie di Shannara, cioè dei prossimi libri, sia in “The Dark Legacy of Shannara” che in “The Defenders of Shannara” lei ha ripreso molti dei vecchi concetti sia delle pietre che della canzone, riportandoli a nuove trilogie con nuovi personaggi. È un ciclo che vuole chiudere con una prossima trilogia, riguardante gli eredi, o semplicemente è un ritorno a spiegare alcuni meccanismi dei libri precedenti riguardo l’ambientazione di Shannara? Ad esempio, la fusione delle famiglie degli Ohmsford.

Terry Brooks: “Fin quando ne sono capace, intendo chiudere e, quindi, dare una conclusione logica al rapporto che c’è tra queste tre serie di Shannara. Questi libri trattano del ciclo della vita, da come dalla scienza siamo passati alla magia e, viceversa, dalla magia alla scienza. Siccome tutti i libri che ho scritto li ho realizzati in quest’ottica, ho deciso di fare una conclusione per vedere dove la storia di questo mondo ci porterà fino in fondo.”

C’è stata una scena o un qualcosa della serie televisiva che è stata migliore rispetto a come lei l’aveva pensata originariamente?

Terry Brooks: “Sì, ci sono state scene nella prima serie che non c’erano nel libro, ma che penso avrebbero dovuto esserci nella storia originale, perché ci stavano bene.”

C’è invece qualcosa della serie televisiva che non gli è proprio piaciuto o che avrebbe cambiato?

Terry Brooks: “Mi aspettavo dei cambiamenti, perché la serie televisiva ha le sue esigenze e cambia la storia. Quindi per forza c’è qualcosa che non mi ha lasciato soddisfatto. Come è stato già detto, i libri sono una cosa e le serie televisive sono tutt’altro. Credo che chi ha avuto il compito di riscrivere la storia per il telefilm sia stato lasciato libero di adattare Shannara al media usato. Quindi il suo lavoro era quello di stare fuori dalla storia originale. Penso che quando si lavora con un altro tipo di arte (o mezzo di comunicazione) bisogna avere fiducia delle persone che l’utilizzano, e non mettersi a dire questo sì, questo no.”

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Una scena tratta dalla prima serie televisiva di MTV

È stato coinvolto nella scelta degli attori e nella caratterizzazione dei personaggi all’interno della serie televisiva?

Terry Brooks: “Sono stato consultato nella scelta degli attori, e non penso di essere qualificato nel dire se una attore è più o meno bravo. Chiaramente io ho dato il mio parare sull’appropriatezza dell’attore, su come “abitava” il personaggio. Quindi su come l’attore avrebbe caratterizzato, anche da un punto di vista fisico chiaramente, il personaggio che andava a interpretare. E, secondo me, tutti gli attori sono stati scelti bene.”

Quale personaggio della serie televisiva è più fedele alla sua descrizione nei romanzi?

Terry Brooks: “Quando io scrivo non ho una visione chiara di come appaiano i personaggi. A me non importa di come parlano o di come è il loro aspetto, ma di come fondamentalmente si comportano. […] Per me ora i personaggi dei miei libri sono come quelli che ho visto nella prima serie televisiva.”

Alcuni di noi leggendo i suoi ultimi libri hanno notato una piega un po’ più cupa, più pessimista. Ci chiedevamo come mai e se questa sia una scelta momentanea o se durerà anche nei prossimi libri.

Terry Brooks: “No, il mio “periodo oscuro” è passato. Quindi negli ultimi tre libri le cose andranno meglio. Tornerò a scrivere come prima: di storie d’amore e interfamiliari.”

Come è nata l’idea di Shannara? E cos’è il fantasy per Terry Brooks?

Terry Brooks: “Ho iniziato a scrivere i libri di Shannara da quando avevo ventitré anni. E in quei libri ci sono andate a finire tutte le cose che amavo: Tolkien, Thomas e altri. Ho tratto ispirazione dallo scrittore americano William Faulkner, soprattutto riguardante la politica e il tema dei poveri che venivano schiacciati dalle persone ricche. […] E scrivo della scienza e della magia, del bene e del male, e di ciò che è inaspettato. E del fatto che c’è sempre un prezzo da pagare, anche con la magia arriva sempre il momento in cui devi pagare qualcosa. […] Per me il fantasy deve mostrare il mondo da un altro punto di vista. Praticamente, la prospettiva del mondo in maniera differente. Scrivere fantasy è raccontare una storia riguardo quello che io vedo nella vita reale, quella di tutti i giorni. Parlando con il mio editore, sono arrivato alla conclusione che il fantasy deve approssimarsi al reale, per essere capito e compreso. Anzi, il fantasy è qualcosa che potrebbe essere reale. Una delle chiavi del fantasy è fare in modo che ciò che accade ai personaggi ti importi. Se a un personaggio succedono cose brutte, te (in quanto scrittore) devi dispiacerti per lui. È una cosa fondamentale, al pari di incorporare la mente reale in un contesto che effettivamente reale non è… […] però incorporando elementi di questo tipo gli si dà una verosimiglianza.”

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Tolkien pone la sua Terra di Mezzo in un passato ancestrale. Terry Brooks, al contrario, inizia i suoi racconti in un lontano futuro post-apocalittico. Il telefilm, “The Shannara Chronicles“, valorizza questo elemento originale dell’ambientazione di Brooks fin da subito

Shannara è un futuro possibile del nostro mondo?

Terry Brooks: “Teoricamente, è possibile. È la “predizione” del mondo come se tutto andasse male. Un ritorno, quindi, a una società medievale e con la perdita della tecnologia. Ma soprattutto è una presa di consapevolezza del fatto che bisogna essere sempre consci delle Energie distruttive che possiamo usare, cosa che effettivamente non ci sta riuscendo.”

Vedremo mai Terry Brooks in un cameo o in una piccola parte della serie televisiva?

Terry Brooks: “No, o per lo meno ne dubito. Non ho alcun desiderio di apparire nelle serie televisive come un cameo, nonostante sono contento di essere lo scrittore che ha fatto la storia del telefilm.”

Una domanda sulla produzione letteraria: “Il ciclo del demone” – Verbo & Vuoto –, apparso anche in maniera indipendente da Shannara, come si colloca dal punto di vista narrativo? È considerata a tutti gli effetti come forma di prequel?

Terry Brooks: “La connessione non è fortissima, ovviamente questa trilogia è come sarebbe stata Shannara se non fosse andato tutto male. Si parla principalmente del bilanciamento tra Cavalieri del Verbo e Demoni del Vuoto, però la relazione è proprio quella: la preistoria riguardo Shannara.”

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La bella Poppy Drayton, che interpreta il ruolo di Amberle Elessedil… compare nuda già nel 1° episodio!

Abbiamo saputo che lei ha scritto “Cinquanta sfumature di Shannara” per i capi di MTV, per spiegargli che mostrare il sesso, in questo caso in una serie televisiva, non è sempre necessario. Lo condividerà mai con i fan questo trattato?

Terry Brooks: “Questo “Cinquanta sfumature di Shannara” è una polemica che illustra agli scrittori della serie televisiva ciò che io penso del sesso. Le scene di sesso dove i personaggi si tolgono i vestiti con sesso spinto… no, non vanno bene! Perché non fanno avanzare la storia in una maniera sensibile e ragionevole. […]”

Un’altra domanda veloce: “Il ciclo di Landover“… non ci tornerò mai più sopra o ha qualcosa ancora da proporre sulla storia?

Terry Brooks: “Per Landover sembrava ci fosse interesse per fare una serie televisiva, ma ora sembra che la Warner Bros. abbia cambiato idea. Ora sto scrivendo tutta un’altra serie di libri, ma credo che nei prossimi cinque anni tornerò su Landover. Però non ne sono certo, perché ora scrivere libri è più difficile di prima (data la mole di materiale di cui tenere conto).”

Un’ultima domanda: pensa che arrivino più lettori tramite una serie televisiva come quella che sta andando in onda adesso o viceversa: arrivino più spettatori attraverso i libri che hanno letto?

Terry Brooks: “I lettori sono molto più critici nei confronti della serie televisiva, e possono lamentarsi del fatto che non sia fedele ai libri, anche se ho sempre detto che la serie televisiva è una cosa e i libri un’altra. Però il fatto che le persone che guardano la serie televisiva arrivino ai miei libri, questo è bene. Come scrittore di libri io penso che se si arriva dai telefilm alle opere letterarie non può che essere fondamentale. (ride) Il mio piano, beh, il mio piano è che tutti leggano i miei libri!

Conclusione

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L’Eterea: un bellissimo albero color argento dalle foglie carminie, creato dagli Elfi, in grado di mantenere il Divieto ai demoni di tornare nel mondo

Onix: “Il buon Vecchio Terry sembra avere ancora molte faretre nel suo arco. Non solo: ha, nonostante il successo e il tempo passato, l’umiltà di ammettere ispirazioni e desideri autentici, e rispetto per i suoi lettori, promettendo una fine per la sua opera. Dote poco comune ultimamente. Che dire? Aspetteremo di leggere i prossimi libri. Sapete a che Locanda trovarmi.

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1 Commento

  1. Confesso di non aver mai letto Le Cronache di Shannara. Ci ho provato una volta, anni e anni fa, con La Spada di Shannara – credo – per provare a colmare la nostalgia che mi aveva messo addosso finire di leggere il Signore degli Anelli, ma non andai oltre il terzo capitolo.
    Davanti a un’introduzione tanto appassionata però, mi sento in dovere di dargli una seconda possibilità : )

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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