L’immaginazione è una qualità che è stata concessa all’uomo per compensarlo di ciò che egli non è, mentre il senso dell’umorismo è stato dato per consolarlo di quello che è.

— Oscar Wilde

Un natale… cinematografico

Un rito immancabile

La vedo dura, ad essere sinceri, che qualcuno di voi guarderà un film durante le festività. Ci sarà il tempo, legittimo, da dedicare a chi non vediamo spesso; il nuovo Pokémon è uscito da poco, titani e fanti si scontrano nelle nostre console, e sicuramente avrete una serie di cui vi mancano solamente venti puntate per finirla.

Eppure, eppure, a qualcuno piace il rito del cinema natalizio. Coperta e tisana/cioccolata/bevanda preferita, cibi leggeri leggeri quali panettone ricoperto di cioccolato e ripieno di ipercalorie annaffiato con olio di palma, riscaldamento acceso e via, si parte per un viaggio lungo un oretta e mezza, momento d’evasione che ci permette di tornare bambini, quando ancora non capivamo tutta tutta la storia, ma ci lasciavamo trascinare e coinvolgere completamente.

Ovviamente quelli che vi propongo sono film a cui sono legato o che comunque rispecchiano i gusti solo di alcuni di noi Cattonerd; non saranno i più belli o più iconici, ma quelli che sentiamo di consigliarvi. Tipo: mancherà “Una poltrona per due”. Ma questa è pazzia! Questa è blasfemia! (-cit.)… o magari è buongusto?

Krampus – Natale non è sempre Natale

Iniziamo bene, iniziamo…

Cominciamo con un horror, che attinge da “Lo squalo”, “Alien”, “La notte del giudizio”. Non solo per il modo con cui si sviluppa, con cui intesse il crescendo di paura, ma anche per effetti speciali e pupazzoni a mio avviso recuperati apposta per far respirare quell’aria di anni ’80. Un film sottovalutato, mal giudicato, passato in sordina nonostante sia un piccolo gioiellino. Beccatevi questo intro:

Pochi minuti che ci spiegano com’è diventato il Natale: la festa senza il festeggiato. Siamo obbligati a festeggiarla, non per la gioia, ma perché immersi in un circolo vizioso fatto di spesa e dover dimostrare agli altri che ci adeguiamo al sistema corrente, che non siamo gli outsider. (Tipico nemico del cinema horror hollywoodiamo, ne parleremo!)

Ecco, non voglio entrare nella diatriba sul significato religioso del natale, ma piuttosto sottolineare come alcuni valori siano condivisi anche da chi non crede: il dono, il ritrovarsi in famiglia, il ricordoquando mancano, cosa può accadere? Quando la magia del natale si spezza? Krampus, tradizione del nord europa di cui trattare esaustivamente servirebbero più articoli, diviene il babau, ma anche colui che ristabilisce l’ordine sociale, grazie ai sui servitori demoniaci. Con un finale per una volta intelligente, che rompe la logica, con la risata maligna del bestio, e poi permette una domanda aperta nello spettatore.

Il cinema di John Ford

Non si potrebbe trattare adeguatamente di tutto questo argomento se non analizzando puntigliosamente ogni singola inquadratura del genio che ha creato il cinema moderno. A partire da “Sentieri selvaggi”, dove il Natale è talmente forte da sconfiggere la terra inospitale in cui cavalcano i due “cercatori”. E se notate, il “fuori” dalla porta è sempre selvaggio e non può mai venir penetrato, la “civiltà” si rifugia nel “nido domestico”. Solo il Natale, riesce a domarlo, anche se brevemente, insieme alle lettere e agli auguri.

GION UEIN NN SAPEVA RECITARE!!!! Proprio…

I tre padrini è forse il più pesante dei tre film proposti, magari si perde e troppo waynecentrico per apprezzarlo completamente. Ma è talmente cristocentrico che anche “Le Cronache di Narnia” risultano atee a confronto! Ford amava dipingere l’americano modello, o i modelli americani su cui dovevano ispirarsi gli spettatori, riscontrarsi, aderire. Qui poi si parla di redenzione, di errori che devono essere rimediati, prima di poter rientrare nel tessuto sociale, come se l’outsider sia un filo capriccioso di qualche coperta. Ecco che i tre briganti diventano i tre re magi, pronti a donare la propria vita per un neonato che diviene il bambinello, a ricordarci che tutti dobbiamo riconoscere Gesù in ogni bambino che nasce al mondo.

Ma a mio avviso, per quanto riguarda il Natale, il capolavoro rimane “I quattro della croce del Sud”, per una sequenza da pelle d’oca.

L’ho trovata solo in ingloamericano, perdonatemi. Però la grandezza e l’arte del regista si vede subito, supportata da un Lee Marvin in splendida forma. Le accuse di razzismo, di atteggiamenti di superiorità rispetto le altre culture (accuse non ingiustificate!) hanno sempre accompagnato il cinema di Ford. Che ha corso ai ripari con la sua arte piuttosto che con parole e comunicati gettati al vento.

Ecco che la natività avviene in un isola del pacifico, con dei re magi diversi, che pur non rispettando i canoni evangelico-storici, diventano esemplari di una umanità che ancora adesso è chiamata ad adorare il bambinello nella sua mangiatoia.

Potrebbe non essere il genere adatto, magari per via di una anestetico fatto di serie tv, tanto pressanti da inglobare il tempo, fino a diventare “d’obbligo vederle” per un accettazione sociale. Ma regaliamoci il tempo di recuperare “vecchi” capolavori.

Non sposate le mie figlie

Film che tratteremo con calma. Per ora voglio sottolineare la meravigliosa scena del Natale cattolico festeggiato anche da un cinese (presumibilmente confuciano), un islamico e un ebreo. Perché sono molte le cose che ci accomunano, più forti di quelle che ci dividono.

Sembra l’inizio di una barzelletta: ci sono un cinese, un ebreo e un arabo alla messa di natale…

I prossimi due devo inserirli; nonostante la proposta dell’articolo, è doveroso farlo.

Musical

Il natale è sempre stato accompagnato da canti e jingles. Lo sanno bene gli organizzatori della programmazione TV. Ed ecco che ad ogni Natale, spuntano diversi musical in TV, solitamente quelli più allegri e dei tempi che furono. Che poi West side story sia un capolavoro nessuno lo nega, ma “Sette spose per sette fratelli” o “Tutti insieme appassionatamente” si legano molto di più al clima gioioso della festa. Dopotutto seguire Dorothy lungo la via di mattoni gialli può ancora avere il suo fascino, sopratutto nella prima parte.

Bhe, poteva mancare?

La cosa migliore è che riuniscono nonni e genitori, forse un po’ meno i piccolini che si annoieranno delle canzoni. Ma cresceranno e impareranno.

Classici d’animazione

La spada nella roccia” del ’63, resta uno dei film Disney più amati

Non è Natale senza il piccolo Timmy”! E subito avete capito alla colta citazione, fonte di lacrime e magoni infantili. Poi c’è Semola che estrae la spada dalla roccia, diventando re d’Inghilterra, o Jack che si sostituisce a Babbo Natale. Non solo Disney comunque: le case “avversarie” ci offrono dei prodotti di tutto rispetto, se non superiori. Abbiamo cominciato con i biblici della DreamWorks, e le loro meravigliose canzoni.

E “Dragon Trainer“? E’ il mio film d’animazione preferito, per l’intelligenza e semplicità del messaggio trasmesso. Fino al gioiellino de “Le 5 leggende”, dietro la complicità del grande Guillermo del Toro.

Film per tutti, ma che si aprono a interrogazioni profonde.

E adesso, a voi…

Così giungiamo al termine di questa carrellata. Che, come al solito, si apre, non termina. Vogliamo sapere i vostri film, ricevere i vostri consigli. Quali rendono il Natale… più speciale? “Buon natale a tutti! E che Dio benedica tutti noi!”-cit.

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1 Commento

  1. Oddio, non conoscevo questo film sui Krampus devo assolutamente recuperarlo.
    Comunque vi devo correggere: la tradizione dei krampus non è del nord europa ma della Germania meridionale, Austria, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Slovenia in parte.
    Sono i demoni natalizi che accompagnano San Nicola con urla macabre, fuoco e suono di campanacci, frustando letteralmente chi capita loro a tiro durante le sfilate ed obbligano i bambini a pregare per ché non se li portino via.
    A chi volesse avere la possibilità di recarsi ad un loro “raduno” nei primi di dicembre consiglio vivamente di andare a Tarvisio e paesi limitrofi…le frustate non mancano mai. XD

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Onix

Author: Onix

Cultura cattolica Cresciuto in ambiente Agesci, non ho mai avuto modo di soffermarmi sulla mia Fede, ritenendola semplicemente "la cosa giusta da seguire." Un rapporto conflittuale con lo studio mi ha portato a smarrirmi, senza idee per il futuro. La lettura del capolavoro di C.S. Lewis, "Le cronache di Narnia" è stata la spinta per scacciarmi dal torpore in cui mi trovavo. Iscritto alla Facoltà di Scienze Teologiche, sono impegnato come animatore nella mia parrocchia, il che comporta seguire il gruppo giovanissimi, organizzare il campo estivo parrocchiale e gestire il club di giochi "Thunderdome Vicenza". Cultura Nerd Sono appassionato di cinema, senza focalizzarmi su di un genere o disdegnarne un altro; ma i western rimangono sempre i miei preferiti. Xboxaro impenitente, giocatore e master di d&d a partire dalla terza edizione (ma preferendo l'ultima), non riesco mai a vincere a qualsiasi gioco da tavolo decido di proporre agli amici del club. Dopo il passato a warhammer 40.000 e tornei competitivi anche a livello nazionale, sono alla ricerca di un nuovo gioco che ne possa sopperire la mancanza.

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