Chi difende tutti difende se stesso, chi pensa solo a sé viene distrutto.

— Akira Kurosawa

Oceania – Recensione

Vaiana, Mosè e la chiamata di Dio

Vaiana e Maul

Ciao, sono sempre io, quella scriteriata che scrive le recensioni dei film d’animazione!

Era da 2 anni che aspettavo con trepidazione l’uscita di “Oceania“, il nuovo spettacolare capolavoro firmato Disney, e non vedevo l’ora di scoprire che carattere avrebbe avuto l’eroina-principessa del Natale 2016.
Devo dire che non mi sono stupita più di tanto della risposta. Anche Vaiana rispecchia l’ormai conclamata “ricetta” di tutte le principesse Disney da Pokahontas ad oggi: mescolare un bel po’ di cocciutaggine e forza di volontà con un pizzico di desiderio d’infrangere le regole; aggiungere una spolveratina di determinazione, imbranataggine e ingenuità quanto basta… infornare a 180° per  15-16 anni ed infine guarnire con un aspetto fisico invidiabile (e quasi inverosimile). Servire su un vassoio di magia.
Non che la cosa mi dispiaccia, perché rimane comunque un piatto sempre buono… Tuttavia, forse, un po’ di cambiamento non avrebbe fatto male.
Le canzoni del film sono veramente orecchiabili, a me sono piaciute moltissimo! Vi consiglio di ascoltarle in lingua originale, però, perché meritano decisamente di più.
La grafica è a dir poco mozzafiato. Sono sincera quando dico che non so come sarà possibile per gli animatori Disney migliorare ulteriormente: sono arrivati al massimo della perfezione. Le immagini dei dettagli di ogni oggetto del film, che scorrono e ruotano lentamente durante i titoli di coda, sono un’ostentazione palese (ma meritatissima!) del duro lavoro dei disegnatori, che lascia veramente a bocca aperta. Voto complessivo del film: 4 stelline su 5.
Detto questo, passiamo alle cose serie…

La trama (senza spoiler)

Vaiana è la figlia sedicenne del capo dell’isola di Motu Nui. Si ritrova a dover lasciare il villaggio dopo che la nonna le fa capire che solo lei ha il potere di salvare il suo popolo, preda della “magia oscura” delle tenebre incombenti. A bordo di una piccola imbarcazione e in compagnia di un galletto scemo di nome Hei Hei (troppo simpatico, a dire il vero!), Vaiana si reca a cercare l’ex potente semidio muta-forma Maui, per convincerlo, non senza difficoltà, ad aiutarla. I due insieme affronteranno un bel po’ di peripezie, e a un certo punto… mah!!! Chissà come finisce!

Vaiana come Mosè?

ATTENZIONE SPOILER!

Moana in mezzo al mare che si divide in due

Mentre guardavo il film non ho potuto fare altro che notare la somiglianza della storia di Mosè con quella di Vaiana, devo dire che è impressionante!
Guardate un po’ quante similitudini ci sono tra i due:

VAIANA

MOSÈ

È stata scelta fin da bambina per servire l’Oceano

È stato scelto fin da bambino per servire Dio

L’Oceano le rivela la sua missione

Dio gli rivela la sua missione

È la figlia del capo

È il figlio del capo

L’Oceano la aiuta nel suo viaggio

Dio lo aiuta nel suo viaggio

L’Oceano si spalanca al suo passaggio

Il mare si spalanca al suo passaggio

Ha una vocazione forte che quasi nessuno comprende

Ha una vocazione forte che quasi nessuno comprende

Ha qualche problema nel convincere Maui a obbedirle

Ha qualche problema nel convincere il Faraone a obbedirgli

Maui è un semidio

Il Faraone è venerato come un dio

Salva il suo popolo

Salva il suo popolo

Fa viaggiare il suo popolo

Fa viaggiare il suo popolo

Pensa di non potercela fare, di non essere in grado di compiere la sua missione

Pensa di non potercela fare, di non essere in grado di compiere la sua missione

“Moana” (il nome originale di Vaiana) in lingua maori significa “Grande massa d’acqua, oceano”

“Mosè” significa “Salvato dalle acque”

A causa di un gesto sconsiderato stava quasi per uccidere il suo porcellino

A causa di un gesto sconsiderato ha ucciso un egiziano

Conduce il suo popolo verso nuove terre inesplorate

Conduce il suo popolo verso la Terra Promessa

Il tema della vocazione

Vaiana e Maul

La storia di Vaiana, proprio come in quella di Mosè, ci insegna che quando Dio (in questo caso, impersonificato dall’Oceano) ti chiama per compiere una missione, tu non puoi sottrarti. Quando trovi la tua vocazione, e sai che è quella perché la senti nel profondo del tuo cuore fin dall’infanzia, non c’è niente che possa trattenerti dal seguirla. Anche se i tuoi genitori sono contrari, anche se tutta la tua isola è contro di te, anche se in realtà avresti altri doveri… no, non puoi sottrarti alla chiamata di Dio.
Poi c’è anche un’altra faccenda interessante: se ci pensate, l’Oceano-Dio poteva benissimo sconfiggere il nemico (un mostro sputafuoco fatto di lava alto 30 metri) da solo. Sarebbe bastato un semplicissimo tsunami per spegnere quella furia indemoniata. Cosa gli sarebbe costato? Poteva risolvere il problema senza chiedere aiuto a nessuno. E invece no, ha voluto servirsi a tutti i costi di Vaiana!
Anche noi spesso ci domandiamo: “Ma se Dio è così buono, perché permette il male sulla terra? Non potrebbe fare un gigantesco miracolo e convertire tutti?” La risposta è NO! Dio vuole servirsi di te.
Però ti lascia libero.
Sì, l’Oceano a un certo punto lascia libera Vaiana. Quando si ritrova in preda allo sconforto più totale, la nostra eroina si auto-convince di non essere in grado di compiere la sua missione, perciò getta la spugna e abbandona ogni speranza. L’Oceano accetta la sua scelta, non si ribella, la lascia libera. Proprio come fa Dio con noi!
Poi però Vaiana ritroverà il coraggio, e tornerà sui suoi passi… Ma il punto è proprio questo: Dio ci chiama e poi ci lascia liberi, perché si fida di noi! Il suo progetto non ci è sempre comprensibile, e ha delle tempistiche che noi uomini non possiamo capire. Ma che importa? Questo film ce lo insegna chiaramente: buttiamoci a capofitto nella nostra vocazione, e saremo felici.

Conclusione

Un altro particolare che rende simile l’Oceano al nostro Dio è il fatto che nemmeno lui “obbedisce” a Vaiana ogni singola volta che lei gli chiede aiuto! Anzi, molto spesso se ne rimane zitto e muto, come se non la ascoltasse.
Quando Maui e Vaiana subiscono l’assalto dei Kakamora, l’Oceano avrebbe potuto intervenire e salvarli in mille modi. E invece non fa nulla!!
Mentre con Elsa, in “Frozen,” ci trovavamo di fronte a una ragazza in grado di padroneggiare liberamente il potere del ghiaccio a suo piacimento,  qui al contrario ci imbattiamo in un autentico rapporto uomo-Dio, dove i “poteri magici” non sono controllati dalla protagonista, bensì da una divinità eccezionalmente simile alla nostra. Un Dio che non sempre ci “ubbidisce”. Un Dio che sa quello che fa. Un Dio che ha un progetto importante per noi, e che ci chiama.
Una chiamata lenta e costante, come le onde del mare sulla spiaggia.

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2 Commenti

  1. Articolo bellissimo e …completamente daccordo su tutto! Ci aggiungerei che Mosè è anche figlio del Capo, o figlio del capo al quadrato ^__^ e… attenti a cantare Awei Awei a Bari e dintorni: scatenereste il putiferio! E’ il modo più usato per richiamare l’attenzione, corrisponde più o meno a “Ehi tu!”, o all'”Hey guy” di un videogioco che ora non ricordo, ma dove dopo in genere si menavano sempre…

    Altra cosa a cui anche io ho fatto caso: il fisico di Vaiana. Per la prima volta dopo tanto tempo c’è una protagonista non in linea con lo standard mediamente scheletrico stile Winx. Secondo me anche Elsa e Anna per mantenersi così longilinee si nutrono solo con qualche guscio di ghianda.

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    • Francine

      Grazie per il bellissimo commento! Sono contenta di non essere l’unica ad aver notato queste cose. Non sapevo il significato di Awei Awei… è interessante!
      Ciao!

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Francine

Author: Francine

Cultura cattolica: Sono cristiana perché ho conosciuto l'Amore di Dio. Sono nata per vivere, e morirò per vivere ancora! Cultura nerd: sono cresciuta a pane e videogiochi. Leggo Topolino da quando ero ancora solo nei progetti di Dio... e ADORO tutto ciò che esce dalla miniera Disney o Studio Ghibli. Cerco sempre di trovare un significato cristiano ad ogni cartone animato che guardo (e ne guardo molti, forse troppi!). Classe: Cinofila

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