Il vero modo per amare qualsiasi cosa consiste nel renderci conto che la potremmo perdere.

— Gilbert Chesterton

Ninjago – Recensione

Qualcosa di buono… nonostante tutto

I personaggi di Ninjago

Da AFOL (Adult Fan of Lego) non potevo perdermi l’appuntamento al cinema con l’ultimo film Lego ambientato a Ninjago. Già in un precedente articolo esprimevo le grandi aspettative che nutrivo sulla sconfinata fantasia degli ideatori e costruttori di avventure Lego e…beh ecco, come dire…sì sono stata accontentata, ma non nel modo che credevo.

Jackie Chan d’altronde lo dice sin da subito:

” Dimenticate tutto quello che già sapete”

Ed in effetti non si va molto oltre l’omonimia dei ninja e degli elementi del potere ad essi collegati.

Attenzione, SPOILER alert!

L’articolo contiene qualche spoiler, ma poiché il film in sé non è propriamente eccezionale, il lettore potrebbe addirittura trovare qualche motivo per non abbattersi e vedere il film fino alla fine.

Il bivio e la scelta dei registi

Nel film c’è infatti una clip significativa che si potrebbe usare per introdurre il tema del discernimento nelle classi di catechismo che si preparano al sacramento della confessione ed è quando i ninja sono a un bivio in cui, con una chiarezza impressionante, due cartelli opposti indicano la strada del Bene come dritta, ardua e difficoltosa e quella del Male come una scorciatoia.

In questa striscia a fumetti si sviluppa in forma di dialogo lo stesso concetto del “cartello al bivio” soppesato dai ninja

Quale delle due secondo voi hanno scelto i ninja? E verso cosa, alla fin fine, erano orientati i produttori stessi? Alla scorciatoia ovviamente. Ed infatti il film è sotto molti aspetti mediocre.
Ci sono un mucchio spezzoni ripetuti, che richiamano in modo vivido alla memoria lo stesso squallore della serie cinese “Mila e Shiro, il sogno continua”. Per due volte si vede la stessa signora che si mette la crema allo stesso modo, il tipo sulla spiaggia viene inquadrato sempre con la stessa espressione in attesa del nuovo attacco, il drago attacca sempre con la stessa riconoscibile sequenza di colpi. Si raddoppia persino una sequenza abbastanza kitsch di immagini tagliate dal reale e non dal mondo Lego, in cui è incluso uno che si batte una mano sulla pancia, che davvero… non è necessario essere grandi registi per capire che si poteva evitare.

I dialoghi nelle scene di distruzione spesso si sovrappongono e rendono difficile capire chi-dice-cosa e soprattutto perché. Il tutto è condito con un ritmo frenetico che ricorda quello dei piccoli Teen Titans Go, con tanto di didascalie scritte rigorosamente in inglese, mentre le voci le leggono in italiano. Ho provato un moto di contrizione interiore quando hanno iniziato a cantare “Io ho il potere” al posto di “I’ve got the power” che la musica da sola ben suggeriva e tutt’ora non mi spiego come mai non abbiano attinto integralmente al patrimonio di soundtracks accumulate in ben 7 stagioni televisive.

Ma allora perché vederlo?

1) Perché altrimenti vi perdete l’ultimo restyling di tutti i personaggi della omonima serie, mentre la nuova, intitolata “Sons of Garmadon”, è già alle porte. Qui potete avere un assaggio dei primi minuti introdotti dagli stessi autori.

L’outfit di Lloyd, come del resto quello di tutti i personaggi della serie, cambia in qualcosa di stagione in stagione e, spesso, anche all’interno della stagione stessa.

2) Nonostante tutto, non mancano le sorprese, ed in particolare, ce n’è una fucsia (XD), che è diventata il nostro tormentone di famiglia.

3) Trovo sia estremamente catartico vedere tante palazzine e centinaia di set Lego andare in frantumi uno dopo l’altro oppure tutti insieme. Personalmente provo un grande sollievo nella solida certezza di non dover ricostruire o mettere in ordine tutti quei pezzi ovunque dispersi. Se non credete al fascino di queste scene, provate a dare una occhiata a quante visualizzazioni ha un video come questo, dove si sfascia un mastodontico Star Destroyer fatto di Lego semplicemente facendolo cadere.

4) La morale una volta tanto sembra essere buona. In qualche modo si riprende il concetto, già espresso nel precedente The Lego movie, che dentro ciascuno di noi, come in Lloyd, c’è qualcosa di speciale da far venire a galla, ma questo necessita di essere letto un po’ più nel dettaglio.

Alcuni spunti morali da approfondire

Sensei Wu: “Per capire il tuo futuro devi tornare alle tue radici ninja”

Per capire cosa di speciale Lloyd ha nascosto dentro di sé è necessario che faccia un viaggio interiore per conoscere ed affrontare il suo più acerrimo nemico, che, ironia della sorte, è proprio il padre.

La maggior parte dei dialoghi su cui si poggia la storia riguardano il rapporto tra padre e figlio e i danni causati dalla  sua totale mancanza. Lloyd soffre per questa assenza, sarebbe pure disposto ad amarlo, ma lo rifiuta e proprio per questo è incapace di fare anche le cose più semplici che un figlio può imparare da un padre.

A tratti assomiglia a noi nella nostra relazione filiale con Dio!

E’ impressionante come la figura di Lloyd, sia affine a quella di Luke Skywalker, figlio di un padre diventato cattivo, e quindi nato con la debolezza di poter cadere nella stessa cattiveria, ma allo stesso tempo con la forza di potersi rialzare.

Talvolta, siamo idealmente anche ben disposti ad amare Uno che ci ama e che fa tanto per noi, ma poi, con la nostra fede a intermittenza, Dio lo riconosciamo a volte sì, a volte no, a volte poco, altre per nulla e, per questo, siamo facilmente influenzabili da false percezioni. Finiamo sempre con l’attribuirgli colpe che non ha e allora ci allontaniamo, diventiamo meno capaci di amare, meno capaci di corrispondere a quell’amore e, in definitiva, meno simili a Chi ci ha creati a Sua immagine.

In questo parallelo ci sta davvero bene che la somiglianza e il rispecchiamento tra padre e figlio aumenta nel momento in cui i due riescono a trovare del tempo per stare insieme e, soprattutto, del tempo per mettersi in dialogo. Sarà l’apertura di Lloyd, su invito del padre, a consentirgli di imparare ciò che poteva ancora apprendere solo da lui e a decretare l’evoluzione della storia a suo favore.

Certo Dio non è come Garmadon.  Intanto perché Garmadon, non è semplicemente percepito come distante, assente lo è per davvero! A guardar bene in lui si manifesta più l’illusione o la pretesa di onnipotenza genitoriale, con annesse fisse ed aspettative in pronta-proiezione sul figlio.

Garmadon cioè riconosce la forza del legame di sangue che fa del figlio un ninja molto promettente, ma, solo per riflesso della alta opinione che ha di sé stesso. A parte questo, aspira solo a manovrarlo come prolungamento di sé, visto che il massimo che ha da offrirgli è di diventare il suo nuovo-generale-numero-1.

In altre parole, continua a pensare al figlio non come a un essere unico speciale e con un alto potenziale da sviluppare, ma come ad una pedina nel suo personale progetto di affermazione nel mondo, rappresentato dalla conquista di Ninjago. Anche su questo un genitore attento può trovare spunti per un sano esame di coscienza. In realtà lo stesso errore di minimizzare la grandezza interiore di una persona, lo fa Lloyd nei confronti di un’altro personaggio presente nella storia, ma per scoprire di chi si tratta adesso vi tocca vedere il film!

Volete saperne di più sulla vita dei Lego Ninjago?

Personalmente penso che anche il personaggio di Garmadon sia stato tratteggiato in modo ben più fine, nelle prime tre stagioni della serie tv. Se volete scoprire la vera origine delle sue quattro braccia e di come arriva a perderle, tuffatevi in quegli episodi di Ninjago. Non hanno la meticolosità dei marchietti di fabbrica sulle armi o del numero di serie sul pezzo del timone come nel film, ma almeno assisterete ad intrecci ancor più sorprendenti, sostenuti da una colonna sonora davvero originale persino nella sigla.

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2 Commenti

  1. Insomma, per me che The Lego Movie ha fatto ribrezzo (per non usare altre metafore non appropriate a questo sito), questo è stato persino peggio! Ci sono andato per accompagnare i miei nipoti di età a singola cifra, e nemmeno a loro è piaciuto granché!

    Certo che gli americani quando si tratta di parlare di robe giapponesi o orientali in generale non hanno proprio rispetto, tirano fuori delle ciofeche inenarrabili! Sono contento che tuttavia siate riusciti a trovargli delle similitudini interessanti, almeno è servito di riflessione!

    Ma almeno la serie è valida a differenza di questo film? La linea di set NinjaGO mi ispirava parecchio anche se non sono mai riuscito a rimediarne nessuno, se la serie animata merita e non è una schifezza mediocre come questo film (magari che mostra gli ideali tradizionali giappi in maniera rispettosa e non facendoli sembrare dei buffoni), potrei vederla volentieri!

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  2. Sì, la serie TV è molto più godibile, volendo si puó saltare la stagione pilota che è più introduttiva dei personaggi e andare direttamente alla stagione 1, dove il nemico sono i popolo dei serpenti…

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Author: martayensid

Cultura cattolica: sono stata atea, agnostica e frequentatrice della sede locale del partito comunista, pur di trovare una alternativa alla fumosa e pettinata idea di Dio propinata dai circoli “bene”. Poi Dio ha avuto pietà di me e a soli 23 anni mi si è mostrato come una scelta fichissima, coraggiosa e più sfrontata di tutte quelle fatte sino ad allora. I corsi di p. Giovanni Marini ofm per il Sog di Assisi hanno fatto il resto. Oggi ho un marito strepitoso Oltre ogni previsione ed un figlio che, con due genitori così fuori di testa, non può che essere votato alla santità. Cultura nerd: credo di aver letto quasi tutti gli albi di Ken Parker a 13 anni, e poi anche molti Dylan Dog, Martin Mystère, Julia etc.. Stravedo per Miyazaki, Hisaishi ce lo ascoltiamo anche in macchina e, tra una cosa e l’altra, la curiosità e la passione per l’informatica e il web sono diventati il braccio destro del più grande talento ereditato da Dio: la creatività.

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