E Noè diceva spesso a sua moglie, quando si sedeva a tavola: “Non m’importa dove va l’acqua, purché non vada nel vino”.

— Gilbert Chesterton

La Forzia sia con voi – Recensione

Il saggio di Paolo Gulisano e Filippo Rossi

Il saggio di Paolo Gulisano e Filippo RossiPresidente di Yavin 4 – il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza (www.yavinquattro.net) – ne dirige e realizza l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come Miglior fanzine italiana di Science fiction. Ha supervisionato per Mondadori la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Star Wars: “Guerre Stellari/Una nuova speranza” (1977), “L’Impero colpisce ancora” (1980) e “Il ritorno dello Jedi” (1983). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.Che la Forza sia con voi – Storia, simboli e significati della Saga di Star Wars” – edito da Ancora Edizioni – vuole essere una finestra aperta sul mondo e il fenomeno della Saga di “Star Wars”, un’opera in cui confluiscono Mito, Epica, Narrativa d’Avventura. Una saga mitopoieticaIl desiderio di dare forma a nuovi miti. che va oltre il cinema: il viaggio dell’eroe Luke, giovane e ingenuo, da un mondo perduto e desertico fin dentro il cuore tecnologico dell’onnipotente e malvagio Impero Galattico, evoca temi antichi ma sempre affascinanti.

L’importanza di “Star Wars”

“Star Wars” è comunemente ritenuta una serie cinematografica kolossal, un’opera di “Fantascienza multi-genere”, molto di più di quello che appare ad un primo sguardo. È una sorta di Epica, l’ultima epica, in cui i confini da esplorare appaiono infiniti, oltre l’iperspazio, ma che in realtà diventano anche i confini altrettanto vasti dell’abisso dell’animo umano.
Da quattro decadi, dunque, la popolarità mondiale di quest’opera aumenta esponenzialmente: un’opera che più che rappresentare un nuovo tipo di Fantascienza, ha segnato una nuova tappa della storia della Letteratura dell’Immaginario, la forma più antica di narrazione umana che risale ai miti antichi per arrivare agli odierni “Il Signore degli Anelli” di Tolkien e “Dune” di Frank Herbert. In tal proposito riportiamo un interessante brano dall’introduzione del libro:

Questa saga rappresenta una sorta di ultima utopia: l’ambientazione non è la nostra terra, nemmeno la nostra galassia, bensì un luogo cosmico «altrove». E la sua collocazione temporale? Sembrerebbe un «futuro» estremamente lontano ma a volte sembra di trovarsi persino in un certo «passato», che forse non è nemmeno il nostro passato. O invece sì? Non importa. Nemmeno importa se noi terrestri ci siamo, in questa storia, se questi personaggi di cui seguiamo le avventure ci siano «vicini» o siano «come noi» o siano «noi» – pur interpretati da attori inglesi o californiani o africani o cinesi. Tra quei personaggi «diversi», in quel passato «senza tempo», in quel luogo così lontano che è un «nessun luogo», avvennero (o avverranno?), forse là o forse qua, delle Guerre Stellari….

Nella visione dei due co-autori Gulisano e Rossi, la saga di Star Wars non riguarda solo l’astronomia, la scienza o la storia, ma puo’ essere soprattutto considerata una fiaba “che usa termini sci-fi” come ‘iperspazio’ o ‘iperguida’, come si usano le carrozze fatte di zucche e i sentieri di briciole in una favola. Ad esempio, dietro l’idea fanta-tecnologica della spada laser dei Jedi, improbabile fascio di energia amplificata dai cristalli ilum che possiede una lama senza filo né peso, si ritrova la sua fonte di ispirazione: un’antica spada, come il fioretto o la katana, che simboleggia la fierezza di un mondo passato che tenta di affacciarsi su un mondo corrotto.

Che la Forza sia con te!

Altro elemento essenziale nell’universo starwarsiano, fulcro della saga, è la presenza della “Forza”: «un campo energetico creato da tutte le cose viventi», l’energia vivente dell’universo ma anche l’espressione della ricerca di ogni uomo verso il senso religioso, impegnato in una strenua lotta per non cedere al Lato Oscuro che ha come campo di battaglia il cuore delle persone in primis.
Nello stesso Ordine Jedi albergano due anime: chi crede nella Forza Vivente – concentrazione sul presente, sull’empatia, sul qui e ora – e chi crede nella Forza Unificante – previsione del futuro, distacco, prevenzione profetica. Già nelle prime battute di “Episodio I” si chiarisce questo complesso concetto, nel dialogo tra Qui-Gong, sostenitore della Forza Vivente, e il suo allievo Obi-Wan:

Qui-Gon: “Non concentrarti sulle tue ansie, Obi-Wan. Mantieni la concentrazione solo sul momento presente.”

Obi-Wan: “Ma il Maestro Yoda ha detto di porre attenzione al futuro…”
Qui-Gon: “Ma non a scapito del presente. Poni attenzione alla Forza Vivente, giovane Padawan!”

La copertina del libro

Anche se ad una prima lettura del significato della Forza si può pensare ad un influsso della visione orientaleggiante dello Yin e yang, ovvero Bene e Male in equilibrio tra loro, l’esalogia dell’Anakineide – quella parte della saga che vede come protagonista il Cavaliere Jedi Anakin Skywalker, poi Lord Darth Vader e infine padre inconsapevole di una nuova speranza – contiene in sé la promessa di una sorta di “messia”, generato nella carne dalla volontà della stessa energia mistica della Forza, in cui non possiamo non rivedere alcuni tratti della missione di Paul Atreides tra i Fremen nel ciclo di “Dune”, che lo riconosce come il Mahdi, “Colui che guiderà al paradiso”, figlio unico di una Bene Gesserit, per mezzo del quale Arrakis sarà libero per sempre dai danni inflitti dalla casa Harkonnen.

Sarà proprio il figlio di Anakin, Luke Skywalker, la cui fonte più alta di ispirazione di Lucas può essere riscontrata nella leggendaria figura di re Artù nella Materia di Bretagna, a diventare il cavaliere jedi dal cuore nobile che ha acquisito esperienza col dolore e la menomazione fisica. Allo stesso modo un ragazzo detto Semola, che non è consapevole di essere il figlio di Re Uther Pendragon, assumerà la sua missione grazie all’incontro con la saggia guida di Merlino, che lo aiuterà a percorrere la via verso la regalità. Anche Luke Skywalker ha il suo Merlino, un vecchio eremita e Cavaliere Jedi: il leggendario Obi-Wan Kenobi, un personaggio arcano che accorre alla richiesta d’aiuto della Principessa Leia.

Pensando anche ad un parallelo tra Lucas e l’universo tolkeniano, fonte di ispirazione per l’autore di Star Wars, mettiamo a confronto l’episodio della tentazione di Luke su Dagobah con la scena tolkeniana in cui Sam, Merry, Pipino e Frodo sono prigionieri del Vecchio Uomo Salice, che per mezzo di un potente sortilegio, una melodia incantatrice appena udibile nel delicato fruscio delle foglie al vento, è in grado di indurre al sonno le malcapitate vittime, il cui destino è quello di scomparire inglobate nel suo tronco. Tolkien ne descrive magistralmente le insidie capaci di suscitare nel cuore delle sue vittime, e che solo la purezza d’animo di Tom Bombadil è capace di contrastare: “Il più pericoloso di tutti era il Grande Salice: il suo cuore era marcio, ma verde era la sua forza; era astuto, padrone dei venti, e il suo canto e il suo pensiero attraversavano i boschi seguendo le due rive del fiume. Il suo spirito grigio e assetato traeva vigore e potenza dalla terra in cui si diffondeva con una fine trama di radici, mentre nell’aria si espandeva come la linfa di infiniti invisibili rami: ebbe così sotto il suo dominio quasi tutti gli alberi della Foresta, dalla Siepe fino ai remoti Tumulilande”.

Le leggende arturiane e le analogie con “Star Wars”

Parsiafal che porta con sé il Sacro Graal. Nei miti ricorre sempre un archetipo: il protagonista, in questo caso Artù, è figlio del nemico: Uther Pendragon. Lucas ha semplicemente messo in atto l’estrema conseguenza del racconto, secondo regole narrative ben precise

A sua volta Luke deve discendere nelle viscere dell’albero del Lato Oscuro su Dagobah come nel mitologico viaggio iniziatico negli inferi, in cui il giovane Skywalker incontra il nemico, le sue paure incarnate, che si concretizzano nell’immagine di Darth Vader e nella simbologia della maschera che nasconde poi il protagonista stesso. In questa prova sappiamo che Luke non è ancora un Jedi, e intuiamo la disperazione di Yoda e Ben nel trascinare anzitempo il giovane Luke dall’animo puro in un’impresa più grande di lui. Alla fine di questa esperienza Luke parte, solitario, alla salvezza degli amici in pericolo, mostrando tutta la generosità del suo animo che antepone il bene della compagnia che ha a cuore alle aspettative dei suoi maestri: una nuova speranza si affaccia nelle misteriose vie della Forza.

E sarà proprio la scelta di Luke di non tenere il potere per sé ma scegliere la via del sacrificio e del dono a salvare padre e figlio durante la battaglia per la distruzione della Morte Nera, compiendo lo stesso atto di fede che spinge Gandalf il Grigio ad inviare due piccoli Hobbit solitari a Mordor nel cuore del regno di Sauron alle pendici del Monte Fato, come ben spiegato in questo passo del saggio di Gulisano-Rossi: “Luke sa che l’Unico Anello del Potere dell’Imperatore Palpatine è Anakin Skywalker/Darth Vader. La guerra stellare contro la piccola Ribellione è una distrazione, come quella dei pochi Popoli Liberi di Aragorn/Re Elessar contro le infinite armate oscure di Barad-dûr”.
Sarà proprio lo sguardo di misericordia che Luke saprà rivolgere al padre Vader/Anakin a ridonare l’umanità perduta all’oscuro genitore, come magistralmente descritto in questo famoso dialogo, immortalato per sempre nella mente degli spettatori:

Darth Vader: “Luke, aiutami. Toglimi la maschera.”

Luke Skywalker: “Ma morirai!”
Darth Vader: “Niente può impedirlo, ormai. Per una sola volta… Lascia che ti guardi con i miei veri occhi”
Anakin Skywalker: “Ora và, figlio mio. Lasciami.”
Luke Skywalker: “No… Ti porto con me. Non ti lascerò qui. Devo salvarti!”
Anakin Skywalker: “L’hai già fatto, Luke. Avevi ragione. Avevi ragione nei miei riguardi! Dì a tua sorella… che avevi ragione.”

Continuando a seguire il filo rosso tra Star Wars ed Epica che anima questo interessante saggio, Episodio VII “Il risveglio della Forza” rappresenta un ulteriore anello di congiunzione tra Guerre Stellari e la saga di Re Artu’, focalizzando lo sguardo sul personaggio del Re Pescatore, che nel ciclo arturiano è l’ultimo discendente dei sovrani che custodiscono il Sacro Graal. Il Re Pescatore appare per la prima volta nell’opera di Chretien de Troyes “Le Roman de Perceval”, dove Parsifal incontra due re feriti. In altre versioni si parla anche della presenza di padre e figlio o nonno e nipote: il più anziano (il Re Ferito) è trattenuto nel suo castello a causa della malattia e viene sostenuto dalla presenza del sacro Graal; il più giovane (il Re Pescatore), anch’egli ferito nel corpo, incontra gli ospiti e si dedica alla pesca.

Nel ciclo della Post-Vulgata e in Le morte d’Arthur di Thomas Malory, si viene a sapere che la ferita del Re Pescatore si deve a un “colpo doloroso” inflittogli da sir Balin il Selvaggio. Il tema del “colpo doloroso” e dei suoi legami con la vicenda del Graal è uno dei temi minori che ripercorrono parte del ciclo arturiano. L’arma usata fu la Lancia del Destino, la stessa arma che ferì Cristo sulla Croce; e infatti il chiaroveggente Merlino prevede la ferita del Re Pescatore chiamandola “il secondo colpo doloroso”.

Il risveglio della Forza…

La locandina di “Star Wars VII – Il risveglio della Forza”

Molti dei cavalieri della Tavola Rotonda raggiungono il Re Pescatore per guarirlo, ma questo sarà possibile solo all’eletto, destinato da Dio a trovare la potente reliquia, ruolo ricoperto in alcuni corpus leggendari da Parsifal, in seguito anche Galahad e Bors. Come non trovare un’analogia con una delle ultime scene de “Il Risveglio della Forza”, mentre Kylo RenIl frignetta, che imita malamente il nonno. duella a suon di spade laser con FinnIl tipo che non sa nemmeno perché ha disertato dalle truppe imperiali. e ReyLa jedi autodidatta, che ci fa chiedere che senso avessero i precedenti sei film in cui il messia era Luke.? In Rey si risveglia la Forza mentre combatte con la spada laser degli Skywalker e infligge una momentanea sconfitta a Kylo Ren. In una scena molto concitata e ricca d’azione Poe Dameron comanda la squadriglia spaziale degli X-Wing, rafforza l’amicizia con Finn e Rey e, insieme ai Resistenti, distrugge la stazione da battaglia. La Resistenza è salva ma l’enigma di Luke è ancora tutto da sciogliere. La scena finale tocca il cuore dello spettatore: su D’Qar il vecchio Droide R2-D2 riprende vita e insieme a BB-8 compone i frammenti della mappa sfolgorante del Primo Tempio Jedi, il rifugio dell’ultimo Cavaliere, inducendo Rey a progettare un viaggio ad Ahch-To per ritrovare l’esiliato Luke Skywalker.

Infine, per gli appassionati di storia del Cinema, questo saggio dedica un intero capitolo al regista della prima esalogia starwarsiana George Lucas, spiegando come è nata nella sua immaginazione la metafora delle Guerre Stellari e le successive contaminazioni con i registi odierni, offrendo al lettore aneddoti interessanti come la sua amicizia con il regista Steven Spielberg: “il perfetto compagno di avventure di Lucas/Luke: un complice rispettoso,fiducioso nel talento e nella visione dell’amico, di cui diviene il primo collaboratore. Non è quindi certo il sarcastico Solo, nemmeno il riverito Kenobi… forse è più simile a R2-D2. Il piccolo e fedele astrodroide tuttofare ed eroico che è in effetti il primo vero amico di Luke, come di Anakin Skywalker, e poi per sempre al loro fianco, pronto ad aiutare e sostenere.”

Dal “Libro Primo della Cronaca dei Whill” fino all’ultima trilogia Disney firmata J.J Abrams, si è consapevoli di essere protagonisti di una grande avventura di formazione in cui sogno, sacrificio di sé, esplorazione, lotta contro il Lato Oscuro, amicizia, amore e desiderio di infinito acquistano il sapore del mito senza tempo in cui ognuno di noi può rispecchiarsi.

Conclusione

Molti personaggi estremamente riusciti non compaiono nei sei film canonici, ma dopo l’abolizione dell’Universo espanso sono andati perduti… ne parla bene il seguente articolo, nella speranza di trovare un compromesso – impossibile – con la nuova trilogia

Il saggio di Gulisano e Rossi si rivela pieno di riflessioni e spunti interessanti sull’epopea cinematografica più amata di sempre. Dunque il libro è caldamente consigliato a tutti i Cattonerd che intendono affacciarsi sull’universo di “Guerre stellari” in modo più profondo e spirituale. Tuttavia, fate ATTENZIONE, se siete tra quei fan di “Star Wars” che non hanno gradito la dissoluzione dell’Universo espanso e “Star Wars VII” (da noi tradizionalisti Cattonerd recensito con il voto di ★★) che ha distrutto il perfetto cerchio narrativo che vede Luke come il Messia/Jedi della profezia che pone fine alla battaglia tra bene e male, riportando l’equilibrio nella Forza per sempre, la parte finale del libro potrebbe non risultare del tutto di vostro gradimento. Il fenomeno di “Star Wars” è, infatti, qualcosa di enormemente più vasto e complesso, perché multimediale, che non si riduce alla sola saga cinematografica “canonica”, ma a romanzi, videogiochi, fumetti e serie animate che da prima dell’episodio VII seguivano una certa coerenza narrativa.

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Silmarill

Author: Silmarill

Cultura cattolica: Nel mio rapporto con Dio e la fede devo molto alla formazione del percorso Scout, grazie al quale ho imparato a stupirmi di fronte al creato, ad ascoltarmi e vedere gli altri come fratelli e sorelle nell'avventura della vita. Inoltre sono stati importanti per me i corsi francescani di Assisi sulla consapevolezza della propria vocazione e sull'affettività, conoscendo le figure di san Francesco e dei coniugi Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, che incarnano nella quotidianità e nelle relazioni la fede che vivono, tra cui quella sponsale. Mi piace anche il concetto della "piccola via" di Santa Teresina, e la lettura de "Il castello interiore" di S.Teresa d'Avila. Cultura Nerd: Sin da piccola sono stata un'appassionata lettrice delle opere epico-fantasy dell'universo di JRR Tolkien e del significato del termine eu-catastrofe (il lieto fine di una storia, che nel caso cristiano coincide con l'incarnazione di Gesu', il mito che si fa storia). Inoltre amo la lettura degli scritti di C.S. Lewis, in particolare "Le Cronache di Narnia" e la sua "trilogia dello spazio" (Lontano dal pianeta silenzioso - Perelandra - Quell'orribile forza). Apprezzo molto i film poetici di Hayao Miyazaki ed amo la lettura di libri di fantascienza come il "ciclo della fondazione" di Asimov e il "ciclo di Dune" di Herbert. Sono anche una giocatrice di ruolo, soprattutto Pathfinder e Star Wars.

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