Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l’ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.

— Blaise Pascal

The End of the F***ing World – Recensione

Darò la vita per lei… e che il mondo si fotta!

La copertina cartonata della grapich novel di Charles S. Forsman

Netflix è, ahimè, sempre più noto per alcune trasposizioni che fanno arrabbiare gli Otaku, i Nerd e le persone in generale, con sceneggiature un po’ troppo ideologizzate che tirano fuori sempre gli stessi argomenti riguardo la “discriminazioneOmosessualità, bullismo, intolleranza, razzismo, immigrazione... ok, ma adesso basta! Ormai sarebbero pure capaci di fare un film su 'Bianca neve e i sette nani' che affronti tutti questi argomenti insieme, anche se non hanno nulla a che fare con la storia scritta dai fratelli Grimm! XD” triti e ritriti… anche quando non ce ne sarebbe alcun motivo per lo sviluppo della narrazione, e un sacco di altre cose che creano un rapporto di amore-odio nei suoi abbonati, sottoscritto incluso. Per esempio lo scempio che potrebbero realizzare riguardo a “Cowboy Bebop” non promette nulla di buono. Tuttavia la quantità di serie e film offerti da Netflix è talmente vasta che ogni tanto capita di imbattersi in qualche opera che davvero vale quei 10-12 euro di abbonamento che ognuno di noi spende al mese. Tra queste c’è “The End of the F***ing World“. Tradotto: “Alla fine il mondo può anche andare a farsi fottere!” o qualcosa del genere… Il titolo un po’ “sopra le righe” nasconde in realtà una storia che, in apparenza, sembra non aver particolari pretese, con un tono leggero (in realtà è una commedia drammatica!), ma che invece si rivela una perla rara tra le attuali serie presenti su Netflix. Sì, perché innanzitutto è tratta da una graphic novelUn fumetto di un solo volume, dunque un romanzo grafico. di Charles S. Forsman trasposta da Jonathan EntwistleIl regista. e Charlie CovellLo sceneggiatore. Pertanto la qualità narrativa è assicurata , e nonostante siamo nella narrazione della sconclusionata avventura di due adolescenti estremamente strambi e fuori di testa, la bellezza con cui il tema principale della storia verrà affrontato nel finale dell’opera lascia spazio a una bella riflessione che può farci comprendere non poche cose di questa incasinatissima cosa che chiamiamo “vita”.

La trama…

Alyssia e James… una ragazza ribelle e un presunto “psicopatico” estremamente passivo, se non addirittura apatico… la coppia più strana che si sia mai vista! Altra cosa da precisare: nonostante sembri il contrario, il rapporto tra i due protagonisti è + o – platonico… ma scene un po’ “scabrose”, nei paradossi della storia, non mancheranno!

Innanzitutto cerchiamo di non fare spoiler, ma qualcosa dei primi episodi toccherà anticiparvela per forza al fine di farvi capire cosa andrete a vedere in “The End of the F***ing World”. I protagonisti sono due diciassettenni: James, che si crede uno psicopatico, perché non prova emozioni da quando è piccolo, e Alyssa, una ragazza ribelle e intrattabile, apparentemente pure un po’ “ninfomane”Spoiler: così non è... state tranquilli!, volubile oltre misura e sempre frustratissima. I due si incontrano a scuola e iniziano a frequentarsi quasi per un capriccio di lei. James vuole ucciderla per scoprire se davvero è uno psicopatico senza emozioni, e asseconda la ragazza in ogni sua follia, quasi come il peggior degli zerbini più che dei sovversivi, solo per trovare il “momento giusto” per “farla fuori”. Alyssia invece inizialmente frequenta James quasi per sconfiggere la noia, ma anche perché rivede in quest’ultimo (?!) il modello – per lei “idilliaco” – del disadattato-ribelle che le ricorda il padre (scellerato) che l’ha abbandonata e che la ragazza ha idolatrato in odio alla mediocrità e all’anaffettività della sua attuale famiglia. Il rapporto tra i due protagonisti, sopratutto all’inizio, sembra assurdo e demenziale, quasi surreale, eppure sarà proprio questa loro stramba relazione a “salvarli”. Uso le virgolette, perché la storia prenderà una piega inaspettata…. che quasi da subito porterà Alyssa e James a diventare due ricercati stile Bonnie e Clyde in versione “teenagers sfigati”. XD

Problemoni di famiglia

La locandina di “The End of the Fucking World” disegnata per Netflix

Come si comprende già dal primissimo episodio, entrambi i protagonisti vivono in contesti familiari disturbanti e sono, ognuno a modo loro, ragazzi traumatizzati o insofferenti nei confronti della vita per colpa degli adulti che li circondano. James, senza fare spoiler, è privo di emozioni per colpa della misteriosa scomparsa della madre e di un padre che, pure provandoci a modo suo, non è capace di empatizzare con lui. Alyssia vive con la madre risposata che ha messo al mondo da poco due bambini con il nuovo marito, Tony, che si rivela un vero e proprio stronzo. Oltre a ciò, la madre finge di non vedere i problemi di Alyssia e si preoccupa solo di fare la perfetta “mogliettina/crocerossina” sottomessa al marito che pure un santo prenderebbe volentieri a legnate per pura carità. Dunque, entrambi i protagonisti sono in una condizione disagiata per l’assenza delle figure genitoriali. L’argomento da cui parte la storia è proprio l’incapacità di alcuni ragazzi di accettare una vita priva di amore e bellezza per colpa di adulti che in realtà non sono tali psicologicamente parlando. I due protagonisti rappresentano, in un modo forse un po’ estremo, quei ragazzi che stanchi di una vita squallida decidono, a modo loro, di darci un taglio, fuggendo da una realtà che per loro è semplicemente inaccettabile.

Una pazza fuga, in cerca di qualcosa che è dentro di noi

Rubare l’auto del proprio padre per fuggire non si sa sa dove, beh, non è certamente il migliore dei piani per ricalcolare la vita… Questo James e Alyssia lo scopriranno nel peggiore dei modi!

Alyssia, che all’inizio può quasi risultare odiosa (ma poi si finisce per amare come personaggio), è talmente instabile che a un certo punto propone a James di fuggire. Quest’ultimo passivamente accetta, credendo che sia la sua occasione per ucciderla, ma il viaggio insieme avrà risvolti inaspettati… cosa succederà? Niente spoiler! Ma si fa prima a chiedersi: cosa non succederà? Accadrà di tutto e di più! Anzi, il peggio del peggio, tanto che i due diventeranno dei ricercati. Ma il viaggio insieme li trasformerà per sempre. Inutile dire che tra i due si verrà a creare un rapporto strano, ma di amore sincero. Il finale è davvero assurdo, difficile da immaginare, ma assisteremo alla trasformazione di James che non solo, come ovviamente già si capisce nei primi episodi, non è affatto uno psicopatico, ma si scoprirà davvero innamorato di Alyssia e disposto a tutto per il bene di lei. Alyssia si libererà dello spettro della figura paterna e troverà in James quell’amore vero, altruistico e disinteressato che ogni donna sana davvero dovrebbe desiderare da un uomo.

Alla fine, nonostante i due protagonisti restino pur sempre degli adolescenti che della vita hanno capito solo la punta dell’iceberg, cresceranno e impareranno cosa significa amare. Ed è quello che rende una persona davvero adulta. Sì, solamente quello! L’essere indipendenti, responsabili e in “regola” rispetto alle convenzioni sociali è pressoché irrilevante se non si sa amare chi Dio ci mette accanto. Ma cosa significa amare? Dal punto di vista sponsale, Paolo di Tarso ce lo spiega bene:

Paolo di Tarso: “[…] E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. […]” (Efesini 5, 25)

In sostanza cosa dice Paolo riguardo l’amore di coppia? Beh, che un uomo deve dare la vita per la propria amata. Deve difenderla, preservarla, fare come Cristo: sacrificarsi per la Chiesa, dare la vita per la Sua sposa. Paradossalmente, l’esatto opposto di quello che James vuole fare all’inizio della storia: uccidere Alyssia! XD Dare tutto se stesso per un’altra persona, pur senza scomodare la Bibbia (Lc 19, 39-40), sarà quello che capirà James nel suo viaggio e gli farà realizzare quel è davvero il senso della vita: amare coloro che ci sono messi accanto, senza riserve al di sopra di ogni altra cosa. E, cristianamente parlando, se sappiamo che la priorità è dare la vita per coloro che amiamo e, nei fatti, lo facciamo davvero, beh, abbiamo centrato il bersaglio: la vocazioneIl motivo per cui siamo in questo mondo.. In questo senso, “che il mondo vada pure a farsi fottere!!!“… è la giusta risposta: «nel mondo, ma non del mondo.» (Gv 15, 18-19). Cioè, se il mondo non sa amare, fregatevene! Voi fatelo ugualmente, nel modo più alto e bello che vi viene concesso! Attenzione però, non come il falso amore da crocerossina della madre di Alyssia, che si sottomette a un uomo deplorevole, ma quello che nobilita e ci conduce sulla cosiddetta “retta via”.

James: “Ho appena compiuto diciott’anni. E credo di capire… cosa può significare una persona per un altro.”

Conclusione

Un cambio di look per sfuggire alle legge… non ben riuscito in realtà… almeno per James! XD

Questa volta non mi soffermerò troppo sugli aspetti tecnici di “The End of the F***ing World”, che se ha avuto tutto questo successo, ovviamente, non è per merito solo della trama. Una trama oltretutto, a mio avviso, rielaborata forse anche meglio rispetto alla graphic novel da cui è tratta, ma anche per la scelta e la bravura degli attori protagonisti, per le atmosfere, la regia, lo stile, la qualità della sceneggiatura – le voci narranti di Alyssia e James che si alternano, scena per scena, sono efficacissime per comprendere lo sviluppo psicologico dei due personaggi – e per il suo tono tragico-comico solo in apparenza. Tutto funziona, anche i personaggi secondari, tra cui le due agenti che danno la caccia ai protagonisti: una fredda e anaffettiva, che rappresenta quel mondo degli adulti che non sa amare ed empatizzare con i ragazzi disagiati, e l’altra davvero interessata al bene dei due protagonisti piuttosto che a fare “giustizia” arbitrariamente. La serie in realtà sarebbe pressoché conclusa… almeno narrativamente parlando non ci sarebbe bisogno di raccontare altro. Ma avendo avuto un meritato successo, che ci ha fatto un po’ tutti affezionare oltre misura a James e Alyssia, è stato deciso di realizzare una seconda stagione. Ma come faranno a continuare la storia? Per chi di voi ha già visto il finale, la domanda è più che legittima. Ma trattandosi di un “finale tagliato”, esistono diversi espedienti per dare un seguito a una serie concepita per una sola stagione. In realtà, almeno questa volta, sono stracontento di sapere che ci sarà un sequelSeguito., perché se la seconda stagione non tradirà il tema portato allo scoperto dal finale, beh, ci sono tutti i presupposti per poter ancora godere delle avventure di James e Alyssia.

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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