Non domandiamoci se siamo credenti o non credenti, ma pensanti o non pensanti.

— Card. Carlo Maria Martini

Pokémon Rusty – Recensione

Quando catturarli tutti non è la cosa più importante

Rusty, bambino della minuscola città (tre case contate, come ogni città iniziale che si rispetti in un Gioco di Ruolo), Beige Town, 10 anni appena compiuti (età alla quale si è adulti nel mondo dei “Pokémon“), sogna di diventare un grande allenatore seguendo le orme di Red (protagonista dei giochi di prima generazione di “Pokémon”), che segue su Twitter. I suoi genitori non ne sono, tuttavia, entusiasti… e preferirebbero che si trovasse un vero lavoro, aiutandoli nel frattempo con la loro rosticceria, ma Rusty non si fa scoraggiare e imperterrito va via di casa cercando di perseguire il suo sogno… con risultati altalenanti.

Questa, se non lo conoscete già, è la premessa di “Pokémon Rusty“, serie di corti comici realizzati con lo stile grafico di “Pokémon Rosso Fuoco” (remake per GBAGame Boy Advance, di Nintendo ovviamente! di “Pokémon Rosso”) da Dorkly, canale YouTube che realizza principalmente video in pixel art che fanno ironia, in modo spesso brillante e alle volte piuttosto crudo, su vari aspetti dei vecchi videogiochi. Se avete 45 minuti liberi, andatevi a recuperare l’intera serie sul loro canale e poi tornate qui a leggerne la recensione un po’ esegetica così da evitare spoiler.

La storia di un egoista

Attenzione, spoiler alert!

La schermata iniziale del “gioco”…

Di parodie che mostrano l’assurdità di molti aspetti del mondo dei Pokémon se applicati alla vita reale, ce ne sono molte. Il motivo per cui però ho deciso di scrivere di “Pokémon Rusty”, oltre al fatto che lo trovo molto divertente, è che in mezzo alla comicità c’è anche un sottotesto piuttosto profondo, che può portarci a riflettere su argomenti spesso tralasciati dai media moderni.

Nella società odierna va molto di moda, tra film, romanzi e anche libri/articoli di self-help e santoni vari, un certo concetto che si può riassumere così: tu puoi, anzi, DEVI realizzare tutti i tuoi sogni, perché sei “libero” di fare tutto quello che vuoi e hai in te le potenzialità di diventare tutto ciò che ti frulla per la testa di voler essere. Ed è un po’ quello che pensa il nostro Rusty: se Red può diventare un grande allenatore di pokémon, perché lui non può riuscirci?

Così focalizzato su quello che lui vuole, Rusty va avanti per la sua strada provocando una serie di disastri sempre più grandi (tra cui una scia di morti di persone e pokémon), fino a condannare il mondo alla schiavitù di Perfect Bidoof (una versione ultra potenziata del piccolo e batuffoloso roditore che troviamo ovunque nelle prime fasi della nostra avventura in Diamante, Perla e Platino). Tutto questo perché non gli importa nulla delle persone (e dei pokémon) che ha intorno: in una perfetta applicazione dell’egoistica morale di sopra, la cosa più importante è che lui possa seguire ciecamente la sua aspirazione di diventare come il suo eroe, e non gli importa se deve calpestare qualcuno in questo viaggio.

Gli errori di Rusty, con i suoi occhialoni da nerd come nella fan art qui a destra, non vengono però tutti dal puro egoismo: un’altra fallacia logica del pensare di poter fare qualsiasi cosa con successo è che semplicemente… non è così, e ce lo dimostrano i fatti! Chi come me a momenti veniva rimandato in educazione fisica al liceo, saprà bene che per quanto uno si possa allenare in uno sport, se non si è portati per i 100 metri ci sono ben poche probabilità di ottenere gli stessi risultati di un Usain Bolt! Non voglio assolutamente qui sminuire il valore dell’impegno e del duro lavoro, ma anche solo il fatto che esistano ambiti in cui il vincitore è uno solo implica che per ognuno che “ce la fa” ci sono tantissimi che falliscono. Nessuno di noi è onnipotente e non rendersi conto dei propri limiti può ha ripercussioni nel momento in cui ci scontra con la realtà.

Allo stesso modo, Rusty non vuole accettare di non essere portato per fare l’allenatore, e continua a fare danni a destra e manca senza rendersi conto di avere invece un grande dono: l’abilità come cuoco, che tutti notano con sorpresa ogni volta che si ritrova ai fornelli.

La svolta arriva proprio quando, in un disperato tentativo di impedire la nascita di Perfect Bidoof, Rusty viene mandato indietro nel tempo a parlare con il se stesso dell’inizio del viaggio allo scopo di convincerlo che la sua vera vocazione è di rimanere a lavorare alla rosticceria dei suoi genitori: Rusty dà retta solo a sé stesso. Quindi l’unica speranza è di farlo convincere dalla sua versione futura. E ci riesce! Nella sua estrema stupidità e sconfinato egoismo, però, Rusty fa rimanere a casa la sua versione del passato, ma rifà lui stesso gli stessi errori uno per uno, ritornando alla drammatica situazione iniziale.

Idolatria o vocazione?

Rusty nel suo (breve) ‘scontro finale’ con Perfect Bidoof

Ma proprio qui succede l’insperato: il Rusty che era rimasto a lavorare come cuoco fa mangiare a Perfect Bidoof del cibo che doveva consegnare a domicilio, e commosso dalla bontà di tali pietanze lo spietato roditore si convince che anche gli umani siano capaci di fare del bene (fino ad allora il suo esempio era stato Rusty…), e riporta il mondo al suo stato originale, per poi partire per un viaggio nello spazio assieme al Rusty cuoco.

E qui sta il piccolo ma grande messaggio che questa serie esprime (da me parafrasato): la società moderna romanticizza eccessivamente il seguire le proprie ambizioni, i propri idoli, portandoci a pensare che quello che vogliamo noi debba essere la nostra bussola nella vita. Ciò non è però necessariamente la nostra vocazione o verità, ciò in cui veramente siamo capaci di dare il meglio, e che ci permette di amare il mondo nella maniera che Dio ci chiede. A volte dovremmo trovare l’umiltà di chiederci non tanto “che cos’è che io voglio”, ma “che cos’è che Dio vuole da me?“. La vocazione, infatti, non parte dalle nostre idolatrieLe cose che crediamo possano renderci felici, quando in realtà sono solo manifestazioni dell'egoismo o inganni che ci tolgono la vita., ma da ciò che Dio ci pone davanti, nelle nostre relazioni. I desideri sono importantissimi, ma solo se ci portano all’Altro. Se così non accade, statene certi, anche se ottenete il successo potreste avere mancato il bersaglio.

Cos’è un idolo?

Partiamo dal presupposto che l’idolatria a cui alludiamo non c’entra un tubo con il politeismoIl termine 'pagano' in passato era un dispregiativo, per indicare qualsiasi forma idolatrica non necessariamente religiosa.! XD Una fondamentale differenza tra un idolo e una vocazione è che il primo ci porta a disprezzare ciò che siamo, convincendoci che soltanto aderendo un certo desiderio, ottenendo ciò che vogliamo od imitando un certo modello, sia possibile essere felici (per poi lasciarci con un pugno di mosche una volta che, raggiunto quel traguardo, scopriamo magari di sentirci ancor più tristi e vuoti di prima). Diventiamo schiavi di quella fissazione, sacrificando noi stessi e chi abbiamo intorno in nome di un’idea che non fa che toglierci cose o allontanarci dalla verità. Nel caso di Rusty, lui rifiuta se stesso, perché pensa che potrà essere felice solo se diventa come Red.

Peccato però che lui non è Red: Dio ci ha creati ciascuno in modo unico ed irripetibile, e ci ama esattamente così come siamo, con le nostre debolezze e imperfezioni. Non ci illude di essere infallibili o in grado di fare qualsiasi cosa, ma ci chiede di amare nel modo in cui solo noi possiamo farlo. Poi c’è anche una differenza tra fare una cosa da soli, per partito preso, e fare una cosa insieme a Dio. Nel momento in cui ci rendiamo conto di avere un Divin Padre che ci ama in questo modo, se puntiamo a cambiare qualcosa di noi stessi ciò deve in realtà essere mirato a scoprire ancor di più la bellezza che c’è in noi, affrontando con il Suo aiuto le nostre insicurezze e superandole, invece di camuffarle e nutrirle con idolatrie di vario tipo. E questa bellezza deve poi essere messa a frutto per amare il nostro prossimo. In fin dei conti è lì che possiamo renderci conto se stiamo sbagliando: sto amando il mio prossimo con questa azione? Certo, poi bisognerebbe capire cosa significa veramente “amare”, ma questa è un’altra storia… Ciò che è importante capire qui è che seguire la nostra vocazione è in realtà essere veramente liberi, lasciando che Dio ci mostri in che modo possiamo esprimere veramente noi stessi.

L’egoismo di Rusty è tale che a un certo punto si unisce al Team Rocket, la celebre associazione a delinquere del mondo dei Pokémon!

E la cosa ancor più sorprendente, è che a volte può essere qualcosa che non ci saremmo mai augurati, una scelta difficile ed estrema (mi viene da pensare a Chiara Corbella, che probabilmente aveva in mente tutti altri progetti sul come essere madre… ma ha saputo poi letteralmente dare la sua vita per suo figlio), mentre altre volte può essere qualcosa di semplice o addirittura qualcosa che poi non era così lontano dalle nostre aspirazioni iniziali! La cosa importante è aprire veramente il cuore a Dio, mettendo da parte l’egoismo e la superbia di credere di sapere cosa sia meglio per noi a prescindere.

Il Rusty del passato fa proprio questo: anche se per caso, si ritrova a vivere la propria vera vocazione, diventando un bravo cuoco e salvando poi il mondo. Anzi, con il suo vero talento diventa un eroe come l’altro Rusty avrebbe sognato! A volte, anche avendo buone intenzioni, pensiamo di sapere noi quale sia il modo in cui dobbiamo fare del bene e non ci rendiamo conto di quante altre vie il Signore abbia preparato per noi.

Si dice che la strada per l’inferno sia lastricata di buone intenzioni, e Rusty ne rappresenta un esempio lampante. Non è sempre detto che siamo noi ad essere in torto quando le persone intorno a noi ci consigliano diversamente da quanto pensiamo (tutto il contrario a volte!), ma è necessario essere onesti con noi stessi e dare ascolto ai consigli delle persone che ci vogliono veramente bene, perché a volte Dio ci parla anche e soprattutto tramite loro, e in questo un ottimo esempio sono i genitori di Rusty e le altre persone che lungo il viaggio esaltano le sue abilità di cuoco.

Alla fine della fiera, il Rusty che voleva diventare un grande allenatore di pokémon finisce ai lavori forzati alla rosticceria dei genitori. E il Rusty che aveva accettato di lavorare alla rosticceria finisce in un’epica avventura spaziale con il più potente pokémon al mondo… chi è che aveva detto qualcosa del genere?

Conclusione

Gesù: “Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.” (Matteo 23, 11-12)

Chi l’avrebbe mai detto che una parodia di “Pokémon” avrebbe portato a fare una riflessione così lunga, eh? “Pokémon Rusty” è senza dubbio un esponente di spicco nel suo genere, che riesce a fare un’ottima comicità con uno stile che, pur essendo volutamente crudo e abrasivo, raramente eccede in pesantezza oltre il limite necessario a mostrare le nefandezze dei personaggi che vuole criticare. Il tutto con una pixel art e un doppiaggio di buona qualità. E sul messaggio che trasmette, beh, ne ho parlato ampiamente. Dunque si merita pienamente ★★★★, e forse addirittura il massimo come parodia di “Pokémon”.

Auguro a tutti i cattonerdari e non, con l’aiuto di Dio, di trovare la strada giusta nelle tante, piccole e grandi scelte della vita. Che magari è proprio di diventare allenatori di pokémon, non mettiamo limiti alla Provvidenza.

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Hachiman

Author: Hachiman

Cultura Cattolica: Cresciuto in una famiglia cattolica, ho da sempre messo tutto in discussione, non accontentandomi di facili verità, ma la ragione e le esperienze di vita mi hanno sempre fatto arrivare alla conclusione che la nostra religione fosse semplicemente la via migliore per vivere davvero al pieno del proprio potenziale. Cultura Nerd: Non sono un grande fan di etichette come “nerd”, specialmente adesso che il termine è inflazionato, ma possiamo dire che soddisfo molti dei requisiti dello stereotipo classico. Studio Ingegneria Informatica e sono appassionato di videogiochi, cinema, animazione, fumetti, letteratura fantasy e sci-fi e giochi di ruolo cartacei. Amo anche un’infinità di generi musicali diversi, con una particolare predilezione per il progressive rock, il progressive metal e generi derivati.

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