Non crediamo nel caso, perché il nostro dado è un d10.

— Cattonerd

Giovanna d’Arco e la bellezza della Donna

La pulzella d’Orleans e il segreto del suo fascino

Una ragazzina minuta, “gnappetta” come diremo noi a Roma, scura di capelli (non bionda!), occhi scuri e dolcissima. Oltretutto, piena d’energia e voglia di vivere. Nemmeno troppo combattiva in realtà, più che altro molto altruista e con uno strano ragazzo che le ronzava sempre intorno… un tipo bello, altissimo, biondo e statuario… uno sguardo capace di far tremare un drago, ma con questa ragazzina si comportava quasi come un fidanzato dolce e premuroso. Beh, a chi mi riferisco? La prima è Giovanna d’Arco, il secondo che la serviva con una virilità che noi poveri nerd ce la possiamo solo sognare nelle schede dei personaggi di D&D è Michele Arcangelo! Ma cosa c’entra tutto questo con la festa della donna? Come può aiutarci la figura di Giovanna d’Arco a capire meglio il ruolo e la bellezza della donna? Beh, oltre l’infinita cultura pop-nerd che ha per protagonista Giovanna d’Arco, dal videogioco strategico “Jeanne D’Arc” della Sony (da cui è presa la copertina dell’articolo) fino alla Giovanna calciatore ed occhialuta di “Inazuma Eleven GO: Chrono Stone“, la verità su questa ragazza che cambiò la storia d’Europa è molto meglio. Supera la fantasia!

Il culmine della creazione

Beatrice, illustrata dal grande Gabriele Dell’Otto, è per Dante Alighieri il culmine del creato in cui può trovare Gesù Cristo

“Piccola premessa”: Innanzitutto la Donna, uso la maiuscola di proposito, è il fine ultimo del creato: secondo la Dottrina cattolica fu tratta da una costola di Adamo per completare la creazione. Ovviamente è un eufemismo per dire che Dio creò Adamo e poi da quest’ultimo trasse la sua sposa (Gn 2, 21-22). Questo elemento del racconto della Genesi, proprio perché apparentemente “controverso”, fu fonte di discussioni assai interessanti durante la fine del XIX e l’inizio XX secolo, da parte di studiosi di ogni tipoFilosofi, biologi, teologi, letterati, scrittori e storici. della protologiaStudio delle origini dell'uomo e della sua caduta. sia laici che ecclesiastici. Per questo diventò praticamente un dogma! Un giorno scriverò un bel pippardone in proposito, con alcune delle discussioni dei vari studiosi di quel periodo, ma per ora… state tranquilli, sarò sintetico! XD In parole povere, la Donna è il culmine della bellezza! Questo è ciò che fa parte della fede cattolica autentica! Ed a chi come me garbano le donne, non può pensarla diversamente! La più importante tra esse non è nemmeno una persona qualsiasi, ma la Regina degli Angeli, la Madre di Dio, l’amata da Dio Padre. È la meglio del meglio! Tuttavia, alcune donne in Maria Santissima, proprio perché presentata in modo così alto ed irraggiungibile dall’iconografia classica o sacra, non ci si rispecchiano un granché… In realtà non è facile per una donna post-peccato originale empatizzare tanto facilmente con «l’Immacolata ConcezioneNata senza le tare del peccato originale generate dalla superbia di Adamo. Dunque dal peccato dell'Uomo!». Non possiamo dare torto a quelle donne che non si riescono ad immedesimare nel ruolo di Maria, che pur essendo la più umilissima resta la Madre del Re dei Re! Per molte non credenti la storia di Maria appare poco dinamica, cioè Maria non sembra vivere un Viaggio dell’Eroe. Infatti alcune amiche un po’ femministe mi hanno giustamente replicato più o meno quanto segue:

Non mi rispecchio in Maria perché è una figura passiva, le cui qualità sono solo in relazione alla sua maternità, come madre del Messia. Non è un ‘personaggio attivo’ della storia. ~ Una donna qualsiasi

Replica comprensibile, perché in effetti Maria non sembra compiere rispetto al Figlio un Viaggio dell’Eroe, ma in realtà non è proprio così… C’è un viaggio interiore per Maria, meno esteriore e visibile di quello di Giovanna d’Arco e altri donne della Storia della Salvezza. Oltretutto Maria Santissima non è tale solo perché madre di Gesù, e non è nemmeno vero che il suo ruolo fu “passivo” perché meno evidente. Per quanto sembri strano, sarebbe possibile con le dovute conoscenze scrivere un racconto su Maria come protagonista, ma per diverse ragioni, tra cui la paura dei vari teologi troppo “cristo-centriciCome se Maria potesse sminuire Gesù... roba da matti!“, che ancora fanno fatica ad accettare la possibilità del dogma di Maria corredentoraMaria ha partecipato alla Salvezza., nessuno ha osato realizzare un’opera del genere, dove Maria è davvero centrale e protagonista.

La donna nel Cristianesimo

Illustrazione di Debora Pacifico (Debby Pac)

Però il Cristianesimo ci offre molte grandi figure di donna, di ogni tipo, vocazioneLa ragione per cui siamo stati messi da Dio in questa vita terrena. e temperamento. Non voglio mettermi a fare il solito articolo apologetico che sostiene che nella Chiesa cattolica non vi furono comportamenti maschilisti. Brutto scriverlo, ma Giovanna d’Arco certamente non fu bruciata sul rogo per caso. Il maschilismo c’è stato, ma anche grazie al Cristianesimo (vero) si è combattuto ciò che ha generato tale male. Qual è la sua origine? Beh, dovrebbe essere ovvia la risposta: il desiderio di prevaricazione, conseguenza del peccato originale di Adamo, è alla base di molte ferite umane sintetizzate nel termine cattolico “concupiscenzaI limiti e gli istinti psicofisici che ci rendono inclini anche al male.”. Da dopo la caduta in tutta la stirpe degli uomini (Gn 6, 3), anche nella natura umana il più forte ha iniziato a prevaricare il più debole: donne, bambini, anziani e malati. Le donne non sono inferiori all’uomo, sia chiaro! Ma nemmeno fisicamente in grado di prevaricare il sesso maschile (o almeno, non tutte!). La donna ha molte altre qualità, supera l’uomo in tante abilità, ma in genere non è certamente la più “erculea”. Poi la donna può diventare madre e nel periodo della maternità necessità di qualcuno che la sostenga. Infatti in origine il ruolo dell’uomo come sinonimo di Figlio di Dio era quello descritto da Paolo di Tarso:

Paolo di Tarso: “[…] E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. […]” (Efesini 5, 25)

Pertanto il maschilismo è solo uno dei problemi legati alla natura ferita dell’uomo decaduto. Oggi, grazie a Dio, si cerca di invertire il processo, anche se siamo ancora lontani da un mondo dove la donna non è trattata come un oggetto ma celebrata, protetta ed amata dal genere maschile. Le stesse donne contribuiscono a creare strutture di male a proprio discapito, come nella mercificazione del corpo femminile, e intendo anche a livello d’immagine, nel gioco diabolico della rivalsa o, peggio, del rifiuto della femminilità. Anche la parità dei sessi, nei diritti, è cosa buona e giusta, ma è importante capire che fin quando tutto non sarà trasformato dall’Alto, cioè da Dio Onnipotente, ogni soluzione umana non sarà mai risolutiva (Ef 1, 10). E questo non è un atto di fede, ma proprio un de facto! Dunque più che essere come gli uomini, le donne devono restare se stesse in ogni possibile contesto. Addirittura in una guerra terribile come quella che liberò la Francia, una ragazzina sul campo di battaglia fu capace di restare un esempio di femminilità sublime!

Giovanna d’Arco… chi era in realtà?

Nemmeno in “Martin Mystère” n. 299 l’idea di Giovanna d’Arco è fedele una ricostruzione storica della ragazzina minuta che salvò la Francia. Niente da fare, ci si avvicinano di più i mangaka che sono abituati alle gnappette! XD

Giovanna d’Arco è diventata per me una figura importante. La ragione? Beh, in questo periodo sto scrivendo una sceneggiatura su di lei, dunque magari più avanti vi spiegherò per chi e per cosa o perché, ma il punto adesso è un altro: la Giovanna storica fedele alle testimonianze della medesima, di agiografie e fumetti, film e addirittura anime prendono poco in considerazione, è molto lontana dalla guerriera un po’ amazzone e/o maschiaccio a cui ci ha abituato la narrativa nazionalista francese o il mondo del fumetto che predilige i “caottismiIl forte che vince per merito delle sue qualità da superuomo/superdonna.“. Non è nemmeno come viene comunemente immaginata da molti cattolici, la sua storia e la sua personalità non sono state mai veramente rivelate del tutto al grande pubblico. Le ragioni di questa “censura” o “disinteresse” della vera Giovanna d’Arco sono diverse… la prima tra tutte è che, forse, per noi una donna in guerra deve per forza scimmiottare un uomo. Ma, senza polemizzare, Giovanna era una ragazzina dolce e per nulla agguerrita. Anzi, semplice e mite fin dove le fu possibile. Non diventò quella bella-spaccatutto che ci ha rifilato una certa narrativa da quattro soldi né fu passiva e pronta a fare la martireNel processo inquisitoriale Giovanna si difese in modo risoluto e quasi cadde nel tranello dell'abiura. Ma i confidenti celesti le imposero di non accettare, perché altrimenti si sarebbe perduta... Giovanna voleva vivere, ma l'odio del clero di parte, umiliato dalla ragazza, ebbe la meglio. come invece hanno voluto rappresentare alcune agiografie legate a certi modelli di santità. Giovanna non aveva tra le sue ambizioni niente di diverso dal voler starsene tranquilla nel suo bel villaggio, Domrémy, sul confine di Lorena. Ma Dio le indicò una strada diversa… e lei per amore accettò! Come ho sempre spiegato nei miei articoli, per esempio ne “Il segreto dei Magi“, Dio predilige gli “sfigati”, come sinonimo di persone che da sole non hanno le qualità necessarie per fare alcunché (1Samuele 17, 50). Importante è notare che Giovanna venne respinta con forza all’inizio della sua avventura perché non soltanto era donna, ma non era né in partenza una guerriera, né una stratega, né una nobile educata come un cavaliere stile Lady Oscar. Era una contadinella dall’animo candido, vistosamente “pucciosa”! Non aveva niente in apparenza che potesse renderla adatta a salvare il Regno di Francia, ormai quasi geograficamente scomparso durante la fine della guerra dei cent’anni nel lontano 1431, ma fu proprio lei a farlo invece. Dio si servirà di lei cosi com’è! Ma non sarà la sola in cui la Provvidenza opererà, perché Dio le manderà qualcuno di complementare

Scoprire se stessi nell’altro

Un’illustrazione particolarmente bella dedicata a Michele Arcangelo, da sempre raffigurato come un guerriero che lotta contro il demonio. L’iconografia dell’angelo in questione è molto più complessa di come erroneamente si pensi…

Secondo la stessa Giovanna, Michele Arcangelo fu il custode della pulzella d’Orleans sempre presente e al suo fianco, che l’aiutò e guidò in ogni momento. Probabilmente anche nella fase finale della sua storia, cioè nel tragico processo inquisitoriale, dove c’è una parte poco chiara su cosa accadde a Giovanna, la fanciulla aveva sempre accanto il suo Michele. Michele, come descrivesse Giovanna, «era un galantuomo!» pieno di premure per lei. San Michele è, nei fatti, il coprotagonista di questa storia, ma per ragioni che vi saranno note solo se mai avrò modo di farvi leggere la storia integrale di Giovanna d’Arco, pochi conoscono quanto fosse complementare il rapporto tra i due personaggi. Innanzitutto, Giovanna ha la sua prima esperienza mistica quando le si manifestò Michele. Sempre tramite Michele scopre quanto sia attratta da Dio e il suo desiderio di restare vergine. Sempre Michele le rivela la sua vocazione in modo graduale e l’accompagna alla scoperta di se stessa. Eh sì, perché grazie alla virilità di Michele – Giovanna lo sottolineava molto questo aspetto “maschile” dell’Arcangelo –, lei scoprì se stessa. Come il ragazzo guerriero che le appariva, anche Giovanna desiderò sempre di più servire Dio. Ora angelologia, mistica e santi a parte, è proprio questo il punto della femminilità di Giovanna: non c’è donna senza uomo ed uomo senza donna! E vale pure per i single sfigati! XD Dio, a mio giudizio, pose Michele accanto a Giovanna non solo perché tramite lui avrebbe scoperto se stessa e la sua missione, ma sopratutto perché con lui restò se stessa fino alla fine, nonostante la sua “vocazione inusuale”. Quindi si, Giovanna resta un simbolo di emancipazione femminile, ma diverso da come si immagina… sul campo di battaglia era molto donna, materna e femminile nell’accezione più classica che si può dare del termine. La sua sicurezza non era, infatti, spavalderia ma fiducia in Dio e negli Angeli come Michele che l’accompagnarono fino alla fine.

Conclusione: La festa della donna è anche dell’uomo

L’amor cortese fu il primo grande tentativo di difendere la donna, non più “tentatrice” ma “angelo” che fa da intermediario tra Dio e l’uomo. Questo era il “Medioevo”

Scriverò un’ovvietà, ma tale festa nasce per un desiderio di rivalsa, ma non è questa la realtà umana più autentica. L’essere umano non è stando in antitesi a qualcuno che ritrova se stesso. Giovanna, infatti, non è in competizione con gli uomini, vuole solo amare Dio nel ruolo che le ha indicato. Scriverò di più, riflettendo anche sul rapporto tra la pulzella d’Orleans e l’arcangelo più virile di sempre, si capisce bene come l’uomo e la donna sono tali se in relazione: Dio e l’uomo, l’uomo e la donna, gli sposi, il genitore e il figlio, i fratelli e le sorelle, gli amici. Anzi, più di così: l’unione ipostaticaLa divinizzazione dell'uomo che torna alla condizione originale di Figlio di Dio. e la comunione dei santiUn'unica famiglia divina, dove tutti siamo un solo corpo.! Siamo fatti così, un tutt’uno! E se si festeggia la donna si festeggia in automatico anche il ruolo dell’uomo, che consiste nel difenderla, amarla e servirla. Ma non perché la donna sia debole, è un servizio, inteso come amore di donarsi all’altro, il linguaggio corretto con cui si può risolvere la questione del maschilismo. Un maschilista non è un uomo, ma una parodia della virilità che ha origini subumane e bestiali: l’istinto di prevaricazione di cui ho spiegato sopra. Ma se vogliamo essere Figli/e di Dio, come lo fu Giovanna, dobbiamo seguire l’esempio perfetto: Colui che ha donato tutto se stesso per la persona amata, Cristo (Gv 15, 13). Gesù è il massimo della virilità. La donna oggi non viene festeggiata per merito solo di chi ha lottato per i diritti della donna (suffragette e com.), ma anche e sopratutto per qualcuno che ha mostrato il vero ruolo dell’uomo rispetto alla donna.

Alla fine l’ideale cortese e cavalleresco serviva più a noi uomini che alle donne, che se la sanno decisamente cavare bene. E Gesù è il primo cavaliere, il primo a compiere il Viaggio dell’Eroe. Il primo ad amare nel modo perfetto!

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6 Commenti

  1. Avatar

    Bell’articolo, mi chiedo soltanto quali siano le fonti sulla “vera storia di Giovanna d’Arco”…

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    • Alex Pac-Man

      Quelle ufficiali, documenti storici e processo di canonizzazione, dove si riporta ciò che testimoniava Giovanna.

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        • Alex Pac-Man

          Credo che su internet sia facile reperire documentazione su Giovanna d’Arco, ma personalmente mi sono basato molto sui testi cartacei risalenti al 1920, quando avvenne il processo di canonizzazione, come la raccolta di Emilia Henrion pubblicata nel medesimo anno, che sintetizza vari documenti sulla storia di Giovanna d’Arco che vanno da Eudes De Mezerai (XVI secolo) fino a Enguerrand De Monstrelet (XIX secolo). Più alcuni studi sul processo inquisitoriale e qualche saggio ben scritto, ma sempre cartaceo e sempre del secolo scorso. Dunque è quasi tutto antiquariato. Perché questo? Beh, a mio parere più la storia viene riletta in modo moderno e più viene snaturata. Inoltre, dopo il Concilio maggiori sono le influenze che, sia cattoliche che laiciste, hanno rimaneggiato le testimonianze mistiche della santa, sempre più militante e meno mistica. Per esempio, Giovanna era conosciuta come la “Confidente degli Angeli”, ma pochissimi sanno che aveva questo rapporto speciale con l’Arcangelo Michele o con altri angeli né cosa essi dissero riguardo la stessa. C’è anche un discorso legato all’angeologia “scomoda” di Giovanna d’Arco, che però non approfondisco in questo articolo. Ma è noto che fu accusata di stregoneria perché i “suoi angeli” erano troppo “carnali” e meno “puri spiriti”, cioè diversi da quelli speculativa tomistica. Nei fatti, Giovanna fu mandata al rogo per discorsi legati non solo al suo essere donna “con abiti maschili”, ma perché aveva rapporti “controversi” con angeli e santi. Oggi molti cattolici fanno apologia dell’Inquisizione cattolica, dimenticandosi che tra le sue vittime abbiamo persone del calibro di Giovanna d’Arco.

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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