Diffida di chi si prende troppo sul serio, di chi la sa sempre più lunga, di chi ha già visto tutto e di chi confonde la leggerezza con la superficialità (spesso sono gli stessi).

— Emilio Marresse

Avengers: Endgame – Recensione

La degna conclusione della saga cinematografica Marvel al cinema?

Tre ore e più di film per concludere quella che doveva essere la fine della saga degli Avengers… Si tratta del seguito del buon “Avengers: Infinity War“, un film che ci aveva colpito per l’epicità e la trama corale, in parte ripresa dall’originale a fumetti, coinvolgendo tutti i personaggi delle molte saghe Marvel in un unico crossoverStoria che coinvolge personaggi di diverse saghe a fumetti., concepito in questo caso per “chiudere” le storia principale degli Avengers cinematografica. La domanda, non facile pur essendo uscito nelle sale già da un bel po’, è la seguente: la Marvel/Disney è riuscita nel suo intento?
Scopriamolo subito!

Un lunghissimo prologo… per un lunghissimo film!

Leo, come al solito, focalizza il problema: il Thanos cinematografico è semplicemente stupido!

La storia di “Avengers: Endgame” riparte cinque anni dopo la sconfitta dei Vendicatori da parte di Thanos, uno degli esseri più potenti dell’universo, che dopo aver ottenuto il Guanto dell’Infinito, che lo rende pressoché onnipotente, decide in maniera drastica di eliminare il 50% della popolazione dell’universo per ristabilire l’equilibrio cosmico. Nonostante il clamoroso buco narrativo, preso anche in giro da Leo Ortolani in uno dei suoi fumetti-recensione, in cui giustamente ci si domanda: ma che senso ha sterminare miliardi di persone se con un guanto dal potere onnipotente si potrebbe risolvere il presunto problema della sovrappopolazione in mille modi diversi? Oltretutto l’universo è talmente vasto e ricco che appare chiaro fin dall’inizio che il conflitto di Thanos è un tantino fuori luogo e, forse, ideologizzato oltremodo.

Nonostante il clamoroso nonsense alla base di tutta la trama, il primo film fu davvero godibile, tanto da prendersi ★★★★ in molte recensioni, almeno tra coloro che sono appassionati dell’Universo Marvel. Dunque era pressoché d’obbligo andare a vedere al cinema questo film che conclude, sotto alcuni aspetti, la saga dei film Marvel iniziata con “Iron Man” nel 2008.

Thanos, almeno in questo film, non brilla di intelligenza… XD

Dopo un’estenuante mezzora e più di supereroi depressi, che per cinque anni non hanno fatto altro che piangersi addosso, la storia riprende il suo corso grazie al ritorno di Ant-Man, che propone un’idea apparentemente folle: costruire un macchina del tempo per fermare Thanos e, così, annullare la distruzione di metà degli abitanti dell’universo. Dopo qualche resistenza, Tony Stark accetta di collaborare e tenta di rimettere insieme ciò che resta della squadra, ormai composta da un Hulk fin troppo rilassato che ha fatto pace con la sua doppia natura, un dio Thor affetto da crisi o attacchi di panico e ansia generalizzataUna delle cose che ammetto mi ha hanno fatto più ridere., e un Occhio di Falco diventato uno spadaccino-samurai psicopatico che giustifica le sue deprecabili azioni per la perdita della sua famiglia. Paradossalmente solo Natasha Romanoff e Rocket Raccoon sembrano aver mantenuto un minimo di integrità mentale. Poi abbiamo il solito Captain America che cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno sempre e comunque, dedicandosi alla psicoterapia di gruppo… Detto tra noi, una delle scene più fuori luogo dell’intero film! XD

Tanta carne al fuoco… ma così tanta, che qualcosa è andato bruciato!

Attenzione, spoiler alert!

Anche in questo film molti dialoghi tra Tony e Cap vertono nel fare capire a quest’ultimo che si tratta di un idiota… Purtroppo non è il solo! XD Tony è letteralmente assediato da eroi poco avvezzi alla logica. Scopriamo così che in “Avengers: Endgame” si finisce per dare ragione a Tony nello scontro di “Avengers: Civil War“: ma proteggere la terra in modo ragionato sarebbe stato così grave?! XD

Il film decolla dopo un bel po’Eh, il tempo necessario per un altro film! e, sostanzialmente, propone questo: ogni eroe sopravvissuto allo scontro con Thanos ha un proprio conflitto più o meno delineato, che dovrà superare per portare a termine il proprio compito rispetto alla controversa strategia pianificata per vincere la guerra che ha coinvolto tutto l’universo contro il Thanos ecoterrorista. Purtroppo è proprio questa parte del film che non convince. Sì, “Avengers: Endgame” è piaciuto a molti perché dopo decenni di film Marvel ormai siamo affezionati ai personaggi e vederli tutti insieme in un ultimo grande scontro è a dire poco esaltante. Ma se si analizza con freddezza ciò che davvero abbiamo davanti quello che ci viene mostrato è un film pieno di nonsense, incongruenze e battute che spesso non fanno ridere un granché… Sopratutto nel finale, dove alcuni eroi muoiono in modo definitivo, ci si rende conto che ad alcuni personaggi è stato dedicato troppo tempo o spazio, ad altri quasi niente. Sono costretto a fare qualche spoiler per farvi capire almeno un po’ a cosa alludo… per esempio, la morte di uno dei personaggi principali che si sacrificherà per il bene di tutti apparirà davvero eccessiva – in questo secondo film si scopre che usare il Guanto dell’Infinito comporta la morte, dunque serve che qualcuno si sacrifichi – e pertanto inserita per dare “enfasi” al finale, lasciando frustrazione in chi si renderà conto che si tratta di una scena forzata che si poteva fare meglio. Star-Lord non è nemmeno preoccupato per Gamora… che fine ha fatto??? Beh, lui non se lo chiede. XD E la ragione? Troppo idiota? No, a quanto pare deve deve preoccuparsi di Thor come nuovo membro dei Guardiani della Galassia! Vabbè, mi fermo qui. La seconda parte del film è davvero piena di scene che snaturano parte dei personaggi, non perché più “umani” o “divertenti” (lo sono sempre stati in tutti i film!!!), ma solo più scemi o poco comprensibili. La conclusione del film in ogni caso non convince se analizzata a mente fredda, perché troppe sono le cose non spiegate e troppi personaggi tornano felici e contenti anche se hanno più ragioni di prima per essere tristi rispetto all’inizio del film. Durante gli strambi dialoghi tra Thor, Tony Strak, Hulk e Ant-Man assistiamo a una spiegazione, anche ben fatta nella sua ossatura, sui paradossi dei viaggi nel tempo, dove vengono riportati alcuni degli errori di “Ritorno al futuro“, ma incongruenza temporali in “Avengers: Endgame”, non mancheranno… (Consiglio l’articolo di Wired se volete capire le lacune narrative più in dettaglio, sopratutto delle due line temporali messe a confronto.)

Personalmente ci pare chiara una cosa: fin quando “Avengers: Infinity War” ha rielaborato la saga a fumetti ha funzionato abbastanza bene. Quando, nel finale, si è discostato dall’originale Marvel, almeno sul tema portante che muove l’antagonista, molte cose hanno smesso di funzionare. Non faremo spoiler riguardo la saga a fumetti in questa recensione dedicata ad “Avengers: Endgame”, ma il movente di Thanos nella saga originale a fumetti, beh, era tutta un’altra cosa! Semplicemente nei fumetti funzionava, nei film non convince per niente. Dunque non è snobismo da fumettari acidi.

Conclusione

Thanos è visivamente spettacolare anche in questo film. Invece sul piano psicologico è, tirando le somme, un idiota! Torna in tutto il suo splendore grazie alla figlia adottiva: la Nebula del passato fa tornare nel presente anche Thanos e compagnia bella come se nulla fosse. Dunque le particelle Pym erano una bufala? XD

“Avengers: Endgame” è sicuramente stato osannato dalla critica popolare per due motivi: chi lo ha recensito non si è confrontato con il tema del fumetto assolutamente diverso e ben più riuscito rispetto a quello dei due film e il fattore nostalgia“, cioè l’ultimo film della saga Avengers, deve avere avuto una presa sentimentale così forte da indurre la maggior parte dei recensori/articolisti a dargli un voto alto quasi de panza (come diciamo qui a Roma). In realtà, almeno da parte nostra, questo film la sufficienza se la prende a fatica e, in realtà, il voto per chi è più pretenzioso scenderebbe almeno a ★★, perché motivi per apprezzarlo non ne abbiamo trovati abbastanza. Si poteva dosare meglio umorismo, azione ed epicità, ci si imbatte in gag e battute che spesso non fanno ridere o addirittura fuori luogo, un film i cui tempi (più di tre ore!!!) possono risultare indigesti per una persona che si renda conto di non trovarsi di fronte a un capolavoro, una trama piena di incongruenze, cose non spiegate e scene non sempre azzeccate, con un tema che semplicemente mette in ridicolo non solo Thanos, l’antagonista più riuscito della Marvel, ma anche il resto dei personaggi, sia protagonisti che non… Pertanto, un po’ per tutte queste ragioni, non ce la sentiamo di consigliarvelo a cuor leggero o di consideralo un gran film solo perché intrattiene. Vedetelo solo se siete davvero dei maniaci dei film Marvel, ma in caso contrario ripiegate su altro! Per esempio, leggetevi “Il guanto dell’infinito“.

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1 Commento

  1. Alex Pac-Man

    Una cosa che non ho scritto nella recensione: il Thanos del film è molto “luciferino”, nel senso che vuole rifare a modo suo “nuove tutte le cose”, oltretutto a buffo, dunque è anche deficiente… Ortolani è stato geniale in quelle quattro vignette che prendono in giro il film nel suo più grande buco narrativo. Dunque se dico in giro che empatizzo con il personaggio di Thanos, dato che la gente conosce solo quello del film, la gente mi crede “satanista” come minimo! O forse idiota… Ma nel fumetto la ragione del nostro villain è ben più ‘nobile’ o comprensibile: uscire dalla Frind Zone!!! Dunque è un cattivo che non ci sta ai due di picche! E il finale? Stupendo! Niente spoiler.

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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