Se non avete letto Il Signore degli Anelli, avete vissuto a metà!

— Don Fabio Rosini

La religione è desiderio di sicurezza?

Domanda: La religione non è altro che un desiderio di sicurezza? Sì, uno può credere per tante ragioni diverse, ma in fondo non è altro che un profondo bisogno inconscio nei confronti di una realtà che resta in gran parte ignota. Dio, che esista o no, è comunque un palliativo nei confronti della morte. Siete d’accordo?

Risposta a caldo

Ditelo a Giovanna d’Arco, che per quella sua “sicurezza” finì bruciata sul rogo! XD

Risposta a freddo

Partiamo dal presupposto che il desiderio di possedere sicurezze è comune a tutti, addirittura agli animali. Anche l’ateismo ideologico è cercare una sicurezza, cioè la non esistenza di DioDio è inconsciamente per tutti noi l'autorità sovrana che ci fa sentire colpevoli se abbiamo problemi legati alla morale. Molti atei per rabbia o paura negano Dio con tutte le loro forze. Ergo, cercano una sicurezza.. Tuttavia è altrettanto vero che per quanto siamo progrediti nella scienza, nella medicina, nelle tecnologie, ecc…, le più grandi domande esistenziali restano tuttora un mistero, o almeno in gran parte. Per quanto la storia sia sempre stata piena di filosofi e/o teologi pronti a “donarci” le loro “verità” di pura “logica”, ovvero la sicurezza di come le cose stanno nel mondo, la realtà non cambia: l’unica cosa certa della vita è la morte! XD Lo so, è brutale scriverlo così, ma questo la Sacra Scrittura l’ha sempre ribadito senza sosta a partire dal libro della Genesi.

[…] perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai! ~ Genesi 3, 19

Ma nemmeno Gesù ci va tanto sul leggero in Luca 12, 16-21 :

Gesù: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio.”

Il Canto di Natale di Topolino“, da noi recensito, resta uno dei migliori corti animati Disney

Morale della favola: fare progetti a lunga scadenza significa raccontarsela. Il ricco contadino della parabola doveva godersi il presente e usare i suoi averi per fare del bene, e doveva farlo nell’immediato. L’avidità invece lo spinse ad accumulare ricchezze che tanto non si sarebbe goduto mai. Anzi, questa sua presunzione, «Stolto!» gli dice Dio, gli costerà addirittura l’anima. Ma l’avidità nasce non solo dall’incapacità di scegliere e rinunciare a qualcosa, ma sopratutto dal desiderio di sicurezza, come di non essere feriti dall’altro, un po’ come ben raccontato nel personaggio di Ebenezer Scrooge di “Canto di Natale“.

La preghiera è chiedere sicurezze?

Nient’affatto! Addirittura le preghiere cattoliche sono intrise di questo consapevolezza sulla precarietà del genere umano. Un esempio è l’Ave Maria:

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.

Ossia, nella parte finale della preghiera si chiede l’intercessioneMaria si rivolge a Dio per noi, per usare i suoi meriti e le sue grazie al cospetto Dio, in modo da ottenerci doni o aiuti che non ci meritiamo. di Maria, ricordando ciò che è più importante rispetto a tutto il resto: la percezione del presente e il momento della nostra morte. Perché sono le uniche certezze della nostra vita terrena. Nemmeno la fede in Dio è certa, molti anche se si dicono credenti dubitano di Dio o non hanno fiducia in Lui. Dio c’è, ma dal peccato originale in poi nessuno è così certo della sua esistenza o bontà. Abbiamo ovviamente delle eccezioni, come alcuni cristiani, tra cui i santi, che hanno avuto una relazione con Dio così grande e bella da essere assolutamente certi che il Signore esiste e li amava già nella vita terrena.

La preghiera più autentica è quella che ritroviamo per bocca di Gesù nel Pater Noster:

Gesù: “Padre nostro […], sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.”

Pregare per la risoluzione di un problema non è di per sé sbagliato, Gesù ci incoraggia a farlo (Lc 11, 9), a chiedere a Dio ciò di cui abbiamo bisogno. Nel cattolicesimo i sacramenti sono proprio quei bisogni indispensabili per la vita di un figlio adottivo di Dio. Ma pregare in maniera mercenaria, come chiedere il successo, il denaro o addirittura la salute per noi o per i nostri cari non è la vera relazione con Dio. Sant’Ignazio di Loyola, l’ideatore della settimana ignaziana, altro non fece che concepire un percorso spirituale per abbandonarsi completamente a Dio, requisito fondamentale per il discernimento vocazionaleScoprire cosa Dio desidera per la nostra vita.. E, ve lo dico per esperienza, non avere certezze nemmeno su quale sia la tua vocazione è una delle cose più dolorose per un cristiano. Chiara Corbella, non a caso, disse che il dolore del discernimento vocazionale era stato peggio di quello del tumore!

La più grande tentazione

Númenor è un continente di Arda, che fa la fine di Atlantide, proprio perché gli Uomini dell’Ovest, ormai secondi in potenza solo agli Elfi, si lasciano ingannare da Sauron per colpa dei tanti pregiudizi che nutrono nei confronti degli abitanti di Valinor. E pochi si misero in salvo, perché non credevano possibile una punizione divina nei loro confronti. Come nel racconto di Noè, nessuno crede all’imminente Diluvio o “castigo” per meri pregiudizi…

Quanto scritto sopra, per quanto sia l’essenza del Cristianesimo, però non coincide quasi mai con quello che veramente vivono i cristiani. La relazione con Dio, dove tutto può succedere, è il fine ultimo, ma invece di essere più aperti e sereni nei confronti di ogni divergenza di pensiero o di essere consapevoli che Dio può scegliere anche un hobbit per salvare il mondo (Mt 11, 25-26) o apportare sconvolgimenti epocali (Ap 21, 5), e spesso noi credenti rischiamo di essere “rigidi” e sul chi vive nei confronti dei Suoi cambiamenti nelle nostre vite, perché per quanto mossi inizialmente da quella che chiamano “conversione”, finiamo per ancorarci perfino a quella realtà che inizialmente ci aveva sconvolto, ma che poi diventa a sua volta una sicurezza, sia che siate tradizionalistiCattolici che difendono con particolare foga la Dottrina e la Liturgia cattolica non contaminata dal progressismo post-concilio. o sia che siate modernistiCattolici che credono sia possibile cambiare o modernizzare i dogmi cattolici, spesso clericalisti o papolatrici.. La comunità cristiana purtroppo non è una grande famiglia dove tutti la pensano allo stesso modo, ma l’ideale resta un’esperienza di fede che si condivide insieme ai fratelli, inquadrata dal MagisteroL'esperienza passata dei nostri fratelli messa per iscritto e riconosciuta da Madre Chiesa.. Non tutti hanno la medesima vocazione, non tutti fanno le stesse esperienze, la stessa sensibilità e, sopratutto, ognuno di noi ha una relazione con Dio unica e irripetibile.

Sant’Agostino: “Il mondo è come un libro e chi non viaggia ne conosce una pagina soltanto.”

Perciò, come mi spiegò una volta il mio primo padre spirituale, la più grande tentazione è il pregiudizio! Cioè, credere di aver la verità in tasca. Oppure, molto peggio, evitare il confronto o non mettersi in discussione per paura dei pregiudizi altrui (Mc 8, 38). Pensateci un attimo: se i primi cristiani si fossero fatti tutti questi problemi, il Cristianesimo non si sarebbe mai diffuso in tutto l’Impero romano. Se si voleva dare retta agli scrupoli (il dubbio non muore mai!), nemmeno si sarebbero proclamati dogmi non del tutto confermati dalla Sacra Scrittura come l’Immacolata Concezione. Infatti, sempre il mio primo padre spirituale, durante un colloquio riguardo Cattonerd, disse: “Non abbiate paura di sconvolgere l’altro!“. In un mondo come il nostro, dove tutto si regge su Social Media e sul cercare di avere un’immagine che piaccia a tutti a prescindere dalle profonde divergenze che ognuno tace di proposito per il quieto vivere (Ap 3, 15-16), beh, è veramente eroico esporsi a proprio a discapito per amore, e non della verità nuda e cruda, che spesso diventa un baluardo per attaccare chi la pensa diversamente, ma per donare semplicemente quel che di bello a nostra volta ci è stato donato da Dio, perché puoi donare solo quello che a tua volta ti è stato donato, altrimenti ce la si racconta. Quindi non bisogna cadere nel gioco dell’antagonismo, ogni cosa dev’essere dettata dalla caritàL'amore per Dio che ci porta a condividere le cose belle che Lui ci ha mostrato agli atri..

Gesù: Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.” (Gv 16, 12)

Conclusione

Le prime recensioni de “Il Signore degli Anelli” furono aspre, perché nella mentalità anglosassone un “predestinato” a compiere una grande impresa non può essere un mezzuomo… Solo negli ultimi decenni si è davvero capito che la scelta di Tolkien è la più vera, perché nella storia Dio ha usato sempre i “piccoli”, intesi anche come gli sfigati o disagiati del loro tempo per attuare i suoi grandi piani

Dunque sì, la religione può essere desiderio di sicurezza. Lo sono anche tutte le ideologie, ateismo inclusoLa sicurezza della non esistenza di Dio., ma il Cristianesimo autentico è tutto il contrario: accettare di non avere la verità in tasca, perché solo Gesù è quella Verità (Gv 14, 6), e abbandonarsi a Dio nella consapevolezza che Lui potrebbe chiamarci a fare qualcosa che nemmeno immaginiamo o che addirittura non ci conviene sul piano umano: Mosè era balbuziente e non proprio più giovanissimo… ma fu ugualmente scelto per liberare il popolo di d’Israele dalla schiavitù d’Egitto; uccidere un gigante con una fionda per poi divenire, dopo mille avventure, re d’Israele (Davide); farne di tutti i colori per imparare ad amare Dio ed essere nominato, infine, vescovo e padre della Chiesa (Agostino); salvare la Chiesa dal catarismo e dalla corruzione vivendo in completa povertà come uno straccione (Francesco d’Assisi); salvare il regno di Francia per poi morire sul rogo come strega ed eretica (Giovanna d’Arco); essere messi a capo di un’armata di cristiani che verrà massacrata a cannonate durate un cruento assedio (Amakusa Shirō); diventare la fidanzata di Gesù e morire in giovane età (Gemma Galgani); trovare la fede in un olocausto nucleare (Akira Fukahori); scrivere l’opera letteraria più bella di sempre (J.R.R. Tolkien). Dio, inoltre, tende a scegliere persone proprio lontanissime dalle aspettative della gente. Re Davide era un ragazzino mingherlino che da adulto si macchierà di gravissime colpe, Giovanna d’Arco era una contadinella minuta e ignorante, San Giovanni di Dio aveva dei disturbi mentali e fu il fondatore dei primi ospedali in Spagna e di un ordine religioso ospedaliero (adesso non esisterebbe il Fatebenefratelli), Filippo Neri era un tipo particolare… oserei dire “strambo”, e così via. Pertanto se siete un hobbit sfigato o strambo, e volete solo una vita tranquilla… nulla esclude che Dio vi abbia scelti per una quest di livello epico! Se poi siete Frodo o Sam, quello lo saprete solo alla fine della vostra avventura: la vita!

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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