Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

— Dylan Thomas

Intervista agli autori di Augusta Universalis

Come è scaturita l’idea iniziale?

Dopo ben due articoli dedicati al manuale base e alle nuove espansioni dell’ambizioso progetto, tutto italiano, di “Augusta Universalis“, il gioco di ruolo ucronico sull’espansione galattica dell’Impero romano, ci è parso giusto dare voce anche agli autori.

Senza il loro sforzo, culminato in ben due kickstarter di successo, Augusta Universalis (AugUni) non avrebbe mai visto la luce. E invece… questo è solo l’inizio di un viaggio a velocità luce dove l’unico limite è lo spazio… della loro fantasia!

Ascoltiamoli. 

Marzio Morganti 

Augusta Universalis e le sue espansioni denunciano un lavoro meticoloso di ricostruzione storica, studio del motore di gioco, costruzione di un’ambientazione originale e tanto altro. Ma da dove viene tutto questo? Come è scaturita l’idea iniziale?

Marzio: Grazie innanzitutto per i complimenti: c’è stato tantissimo lavoro dietro e ancora oggi non è terminato. È tuttavia iniziato da una campagna del mitico Lex Arcana 1 che, con pesanti rimaneggiamenti al sistema, ebbi la fortuna di creare per i miei amici nel lontano 2010. Parlava di una Roma nel futuro, che aveva unito tutti i popoli della Terra e colonizzato lo spazio. L’embrione del piccolo, grande universo di AugUni nasce da lì.

Quanto è complicata una ricostruzione credibile di un’ucronia terrestre come quella di Augusta Universalis? Non sarebbe stato più facile creare tutto inventando un’epica da zero?

Marzio: Molto complicata. In particolar modo è difficile ricostruire 2000 anni di storiografia verosimile che fungano poi da base per le storie dei personaggi (e a null’altro serve il setting intero di AugUni se non ad supportare i giocatori che vi si avvicinano). È stato estremamente utile ispirarsi alle donne e agli uomini che hanno popolato la storia della nostra umanità reale, immaginando cosa avrebbero fatto con “le carte posizionate in modo differente”.

Sono inoltre convinto che non sia possibile inventare un’Epica da zero.

L’Epica è il pentagramma dell’eternità: vive di note e accordi che si susseguono, reinterpretano e influenzano vicendevolmente fin dai primissimi passi dell’uomo sulla Terra. Sempre quelli, in “toni” differenti. Ancora oggi, tutte le migliori opere di narrativa (e tutti i più bei GdR) si ispirano ai topoi della letteratura classica. Senza eccezione.

Non temi che alcune meccaniche di gioco, decisamente innovative e profonde (penso ad esempio alla gestione dei Systemata e dei Tracta, o all’opzione “narrativa” in grado di bypassare addirittura un Test fallito), e per questo non immediate anche per giocatori navigati, possano relegare Augusta Universalis in una nicchia di mercato troppo angusta?

Marzio: Non credo nel Mercato. Credo invece molto nei giocatori.

Una domanda leggera: qual è il tuo pretoriano ideale?

Marzio: Con una bella storia.

E adesso? Esaurite le principali culture mondiali, hai già pensato al prossimo supplemento? A quando una traduzione per il mercato internazionale?

Marzio: La prossima espansione in uscita per Modena Play 2020 (“In Extrema”) tratterà tutta una serie di popoli e pianeti alieni, mentre quella in uscita per Lucca Comics 2020 (“Terra Nova Neuropa“) approfondirà finalmente le ultime civiltà terrestri originarie rimaste da trattare: la Federazione Apache e il Dominato Azteco. Porteremo avanti anche la lore, rivelando segreti fino ad ora rimasti nell’ombra…

La traduzione inglese ha già terminato con successo il suo Kickstarter e pianifichiamo di lanciarla nel mercato anglofono per Aprile 2020, stiamo infatti già terminando la traduzione con una squadra di traduttori professionisti, italiani e statunitensi.

In ogni caso, ritengo che un’opera quando ha terminato le proprie idee non vada “spremuta” fino all’ultima goccia, rischiando di far uscire espansioni o spin-off scadenti che allontanino gli appassionati. Il cinema, la televisione, i fumetti, i servizi di streaming (etc…) sono pieni di opere assolutamente inguardabili, nate proprio per questo motivo.

Quando finiremo le idee per Augusta Universalis , finirà anche Augusta Universalis.

 

Gilbert Gallo

Da “Rockopolis” all’impero romano spaziale. Il tuo nome è inserito anche tra gli autori del Manuale Base. Cosa c’è del tuo stile autoriale e delle tue idee in Augusta Universalis?

Gilbert: In fase di concept io e Marzio abbiamo parlato a lungo di cosa ci sarebbe piaciuto inserire e a quale tipo di romanitas ispirarci. Ci siamo scornati parecchio e da quel dibattito potenzialmente infinito ne è uscito un setting che al 99 per cento era già presente nella mente di Marzio, con la consapevolezza di aver affrontato e risolto con decisione i dubbi che potevano mai venire fuori. Il pianeta Venere con le sue peculiarità bio-horror è forse il punto in cui la mia influenza sulle decisioni del setting trapela maggiormente. Il lavoro sul manuale base è praticamente tutto merito di Marzio, io sono stato la vocina che gli chiedeva “perché questa cosa è così”? E credo di aver aiutato a prendere consapevolezza di certe scelte e il setting ne è uscito più consapevole e più deciso che mai.

Quando hai pensato alle Planitiae, non hai temuto che il gioco avrebbe potuto prendere una piega eccessivamente sandbox o crossover (con il proliferare di campagne imbottite di fan service rubato ad altre saghe)?

Gilbert: Credo fermamente che non esista UN SOLO modo “giusto” di giocare un determinato GdR. E proprio per questo adoro le Planitiae, le sandboxes e il fan service. Per cui, abusatene pure!

Vecchia e nuova scuola del GdR, tradizione e forgismo. Di primo acchito Augusta Universalis sembra un gioco classico ma poi, leggendo, saltano fuori parecchi elementi innovativi che lo rendono molto più narrativo di quanto uno immagini. Come si conciliano le complesse build di tecnoloriche (armature potenziate), astronavi, automi e robottoni con la regola del “se l’hai raccontata bene, allora funziona”?

Gilbert: Quello in effetti è un punto teoricamente critico, ma che nella pratica abbiamo risolto lasciando un ampio margine di tolleranza. Volete giocare “alla cyberpunk” calcolando al millesimo ogni potenziamento della tecnolorica? Be our guest! Volete infischiarvene altamente focalizzandovi sulla narrazione ? Avete la mia benedizione (soprattutto perché questo è lo stile che personalmente amo di più). Entrambi gli estremi sono possibili assieme ad una ampia gamma di possibilità intermedie. Ogni gruppo può tarare il proprio stile di gioco in base all’esperienza che vuole provare al tavolo. Ovviamente, il merito di questo risultato è anche del motore di gioco di partenza, che permette egregiamente tutto questo. (grazie Luca)

Luca De Marini

A cosa ti sei ispirato nella costruzione grafica del manuale base e delle espansioni? Lo stile e l’integrazione tra tavole e testo scritto è molto originale e incisiva. C’è però qualche modello di manuale del passato che ha lasciato il segno nel tuo processo creativo?

Luca: Quando lavoro alla grafica di un gioco, cerco sempre utili riferimenti in rete. Quando si affronta una sfida di design, i riferimenti sono sempre il primo step. Non mi sono ispirato a niente di specifico ma avevo bene in mente un concept da realizzare: immaginiamo di partire dall’epoca dell’antico Impero Romano e di saltare, non solo tutte le lentissime fasi di evoluzione tecnologica umana, ma di saltare, nell’arco di soli due millenni, a uno stadio tecnologico di gran lunga superiore al nostro, simile a quello visto in Star Trek. Come si evolverebbero le interfacce utente da computer, gli stili, la grafica, con un cambio così repentino e senza vedere mai il tramonto di Roma? Questo è stato il mio chiodo fisso. Realizzare qualcosa che fosse in uno stile classico ma portato nel mondo ipertecnologico di Augusta Universalis! Grazie ai riferimenti ho avuto una serie di spunti e idee, ma poi la sintesi tra stile classico romano e futuristico l’ho dovuta letteralmente inventare da zero.

Le tavole di Fabio Porfidia delle astronavi di Taumantis sono bellissime ed evocative. Si sente forse la mancanza, però, di qualche tavola che mostri esempi di automata (in Taumantis) e di robottoni (in Ex Oriente Lux) e magari anche qualche scheda pregen a fine volume. È mancato lo spazio o state lavorando a un tech book specifico con armi, navi, veicoli e così via?

Luca: Grazie mille! Le navi spaziali le ho modellate a mano io stesso una ad una grazie a una combinazione di Archicad + Sketchup + Artlantis. Per gli Automata in Taumantis e i robot toni in Ex Oriente Lux è mancato davvero lo spazio: i manuali di espansione hanno un formato standard e una filiazione precisa. Non potevamo, inoltre, approfondire tanto i Kyojin di Ex Oriente Lux con tavole e tanto altro materiale dedicato solo a loro, visto che i Kyojin sono relativi al solo regno del Crisantemo… avremmo sbilanciato i contenuti. Ma sì, stiamo lavorando a qualcosa di dedicato.

Augusta Universalis è denso di spezzoni di racconti e di tavole a colori bellissime. State per caso pensando a realizzarne un romanzo a fumetti?

Luca: In realtà stiamo pensando di realizzare un romanzo, se riusciamo a convincere Marzio a fare il grande passo, ma non a fumetti. Pensavo più che altro un formato simile a quello delle Graphic Novel giapponesi. Pagine di storia e ogni tanto una bella tavola a colori che ritrae alcune scene. Sono assolutamente certo che sarebbe un grande successo, i giocatori che seguono Augusta Universalis impazziscono per le storie (meravigliose, a mio modesto parere) che scrive Marzio! E sono felice che apprezzino così tanto anche i misteri dell’universo di Destino Oscuro.

Commenti da facebook

Commenti

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cinque × 1 =

Marco

Author: Marco "Dawnstorm" Modugno

Cultura cattolica: Nasco in una famiglia multi confessionale, cattolica/valdese, e approda dopo una lontananza scanzonata, blasfema e infine dolorosa, a una (ri)conversione tardiva a 34 anni sonati. Che scatta così, da un giorno all’altro, quando la radice mai raggiunta dalla brina è ridestata da una chiamata irresistibile. Ho continuato a camminare (perché l’arrivo ci attende tutti Altrove), da allora, con la frequentazione assidua dei sacramenti e della preghiera, i pellegrinaggi, le letture, le catechesi, il corso diocesano triennale da catechista, approdando per grazia alla Chiesa Nuova di Roma. Conquistato dalla predicazione di padre Maurizio Botta e dal carisma oratoriano di San Filippo Neri che permea l’intera comunità ecclesiale. Cultura nerd: Figlio di un appassionato salgariano, ho abbordato la prima nave inglese assieme ai tigrotti della Malesia prima di imparare a leggere. Sono abbastanza grande (vecchio, dice mia figlia, nerdissima di seconda generazione) da aver giocato ad AD&D su un Intellivision, visto Guerre Stellari e Il signore degli anelli di Bakshi al cinema e da poter sfogliare un’edizione Rusconi cartonata del capolavoro di Tolkien. Alla fine degli anni 90, conquistato per caso da un libro game che tale non era (Uno sguardo nel buio di EElle) ho iniziato a giocare di ruolo, anzi a masterizzare. Non sono ancora riusciti a farmi smettere…

Share This Post On
Share This