Noi tutti abbiamo conosciuto la solitudine più profonda e abbiamo imparato che l’unica soluzione è l’amore, e che l’amore nasce con la comunione.

— Dorothy Day

L’amore per gli animali nel Cristianesimo

Il vecchio Borlas

L’uomo in quanto a immagine e somiglianza di Dio è a capo della gerarchia terrestre. Ma tutto questo cosa c’entra con gli animali? Presto detto: tutti gli altri esseri viventi del pianeta fanno parte di questa gerarchia, di cui l’uomo è al vertice in quanto riflesso della luce di Dio sulla terra.
Tuttavia occorre precisare che gli esseri viventi che popolano la terra sono innumerevoli ed enormemente differenti tra loro, per questo motivo non è possibile porli tutti sullo stesso piano. Ogni animale è creato per una precisa finalità e il suo grado all’interno della «gerarchia terrestre» è legato al suo rapporto con l’uomo.
Nel “La Nuova Ombra” (quel romanzo appena cominciato e, purtroppo per noi, mai finito) Tolkien riassunse in poche righe tutto il succo del tedioso discorso da me affrontato fino ad ora, dove il vecchio Borlas spiega a un dúnadanUomo dell'Ovest in Sindarin. più giovane e accecato dal Nemico, quale comportamento è consono ai figli dell’Unico:

«Un uomo» disse Borlas «che pianta un albero e lo custodisce da ruggine e molti altri pericoli non agisce come un orco, né come una cancrena. Se mangia i suoi frutti, non lo danneggia. Esso produce molti più frutti di quanti sarebbero necessari per i suoi scopi, la continuazione della specie.»

«Se il figlio piccolo di un taglialegna soffre il freddo dell’inverno, il più orgoglioso degli alberi non si risente se gli viene ordinato di consegnare la propria carne per riscaldare il bambino col fuoco. Ma il bambino non deve rovinare l’albero per gioco o per dispetto, squartando la sua corteccia o rompendo i suoi rami. E il buon padre di famiglia userà prima, se gli è possibile, legna morta o un albero vecchio; non abbatterà un albero giovane lasciandolo a marcire per il semplice piacere di giocare con l’ascia. Questo sarebbe orchesco.»

Barbalbero

Barbalbero dal film “Il Signore degli Anelli – Le due torri”. Nelle opere di Tolkien, anche la natura inanimata, ovvero quella vegetale, ha un’anima e una sua dignità. Questo, sappiatelo, è assolutamente cattolico!

Ogni essere vivente, sia esso pianta o animale, è stato creato per un preciso scopo; e l’uomo nell’amministrazione del creato non può non tener conto di ciò. Questo spiega il perché se mi nutro di un pollo non si scandalizza nessuno, ma se faccio altrettanto con un cane i più sensibili possono – giustamente – indignarsi. Sia il pollo che il cane sono stati creati per servire l’uomo, e su questo non c’è alcun dubbio, ma mentre il primo adempie alla sua vocazione fornendo nutrimento all’uomo, il secondo è dotato di un’intelligenza più complessa e di emozioni e sentimenti più profondi in vista dello speciale rapporto di amicizia che può stabilire con le persone. I cani, i gatti e tutti gli altri animali capaci di legarsi sentimentalmente all’uomo sono posti al di sopra delle altre creature della terra per via del loro possibile rapporto affettivo con i Figli di Dio – la pietà e l’affetto che molti di noi provano immediatamente nei confronti di questi animali è parte di un retaggio che abbiamo ereditato dall’umanità santa delle origini.

Tolkien però ci mette in guardia anche dall’abuso, che considera altrettanto orchesco: trasformare le attività di allevamento in vere e proprie fabbriche dove gli animali non sono altro che oggetti finalizzati al mero profitto non è un comportamento degno dei Figli di Dio. Ma, fate attenzione, porre gli animali sullo stesso piano delle persone è un peccato similmente grave.

La riscoperta della vocazione dell’uomo

Come accennato all’inizio, ancora oggi molti accusano la Bibbia e le religioni abramitiche di essere le principali responsabili della diffusa convinzione secondo cui l’uomo ha il “diritto” di disporre a proprio piacimento di animali e risorse naturali. Però questo discorso, almeno per il Cristianesimo, si rivela sempre tendenzioso, perché non tiene conto delle condizioni di sofferenza e miseria in cui il genere umano versa da millenni. (Inoltre, troppo spesso ci si dimentica che le più feroci violenze sugli animali avvengono soprattutto nelle nazioni non cristianizzate – provate a informarvi riguardo quello che succede agli animali in Cina o in altre zone dell’Asia, ve ne farete un’idea…)

Con l’avvento del Cristianesimo l’umanità decaduta ma illuminata da Gesù Cristo si rialza, liberandosi dalla superstizione del paganesimo che relegava l’uomo a una delle tante misere creature di un mondo dominato da una natura selvaggia e spietata, figlia di entità capricciose e ostili. Libera dal fatalismo del paganesimo, l’umanità riscoprire il proprio ruolo nella creazione. Ma l’uomo se pur redento da Cristo è ancora una creatura dal cuore duro, la cui natura è soggetta al peccato. Dunque, questo in parte spiega il motivo per cui l’umanità invece di governare e custodire il creato come un sovrano paterno e amorevole ne diventa un despota.

Monsignor Mario Canciani: “Forse il Cristianesimo, per quanto concerne il rapporto uomo-animale, si è ispirato alla linea greco-aristotelica e non a quella biblica. Un antropocentrismo esagerato è del tutto alieno dalla visione scritturistica, dove il creato non è semplicemente un “fondale” per l’uomo, ma una realtà viva e palpitante. L’essere umano nei confronti delle creature animate e inanimate non ha soltanto dei diritti ma anche dei doveri. La Sollecitudo rei socialis (34, 26) parla del rispetto che si deve alla natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato, che è appunto il cosmo.”

Del resto non si poteva nemmeno pretendere che i cristiani del passato, che vivevano in un mondo ancora in gran parte selvaggio e spietatamente pagano, si impegnassero nella salvaguardia dell’ambiente e nella lotta per i diritti degli animali. Insomma, quello che noi cattolici diciamo da sempre è che è inutile cercare di arginare il mare con uno scoglio. Ovvero non è possibile pretendere l’amore e il rispetto per gli animali se l’umanità prima non riscopre il suo vero ruolo nella creazione. Oltretutto, esigere che una nazione come ad esempio la Cina impari a rispettare gli animali quando non garantisce nemmeno i diritti fondamentali dell’uomo – gli aborti forzati, lo sfruttamento dei minori, la censura dei mezzi d’informazione e le persecuzioni religiose parlano da sole – non ha alcun senso. Il problema di fondo che rende difficile il dialogo tra cattolici e animalisti è la profonda differenza di vedute, in quanto da un lato la priorità ce l’ha sempre l’essere umano sull’animale, dall’altra spesso il bene dell’animale viene prima di quello della persona.
Eppure proprio perché ogni cosa va fatta a suo tempo, adesso che la sensibilità per l’ambiente e per gli animali è entrata a far parte della cultura occidentale, la Chiesa ha iniziato a sostenere le cause ecologiste. Come è noto, anche nel CCCCatechismo della Chiesa Cattolica, nella sezione dedicata ai dieci comandamenti, l’argomento è ben presente:

Il rispetto dell'integrità della creazione

2415 Il settimo comandamento esige il rispetto dell’integrità della creazione. Gli animali, come anche le piante e gli esseri inanimati, sono naturalmente destinati al bene comune dell’umanità passata, presente e futura. 209 L’uso delle risorse minerali, vegetali e animali dell’universo non può essere separato dal rispetto delle esigenze morali. La signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all’uomo non è assoluta; deve misurarsi con la sollecitudine per la qualità della vita del prossimo, compresa quella delle generazioni future; esige un religioso rispetto dell’integrità della creazione. 291

2416 Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. 292 Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. 293 Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d’Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.

2417 Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. 294 È dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l’uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.

2418 È contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. È pure indegno dell’uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell’affetto che è dovuto soltanto alle persone.

Paolo VI: “Gli animali sono la parte più piccola della Creazione Divina, ma noi un giorno li rivedremo nel Mistero di Cristo […]; anch’essi creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell’universale stigma del peccato e dell’universale attesa della redenzione finale, secondo le misteriose parole dell’apostolo Paolo.”

Infatti San Paolo lo dice in Romani 8, 22-24 :

Tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati.

Lorien

Lórien o Lothlórien è il regno della Terra di Mezzo più somigliante a Valinor: il mondo terrestre trasfigurato ad ovest, in cui si recano i Primogeniti (o Elfi) quando sono stanchi del mondo mortale

Ma l’apostolo oltre a ricordare la condizione in cui versa la creazione devastata dal peccato dell’uomo, fa una cosa ben più importante, svelandoci la cura: «l’adozione a figli», possibile solo per mezzo di Gesù Cristo. Sta ora a noi cristiani adempiere alla volontà di Dio, impegnandoci affinché tutta l’umanità riscopra il suo ruolo nella creazione e possa, per il bene nostro e di tutti gli esseri viventi del pianeta, riportare il regno di Dio sulla terra un po’ come fecero gli Elfi di Galadriel con Lórien.
Quando l’umanità sarà di nuovo «a immagine di Dio», ogni animalista potrà mettersi finalmente l’anima in pace e tornare a dialogare insieme ai cattolici.

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Alex Pac-Man

Author: Alex Pac-Man

Cultura cattolica: Affascinato dalle storie di Arda, ho cercato di capire perché Tolkien sostenesse che a essere immaginario è solo il tempo in cui sono ambientati i suoi racconti. Ho così iniziato un lungo cammino, che mi ha portato ad amare il Libro della Genesi e tutto ciò che riguarda la protologia, fino all'esperienza del percorso dei 10 Comandamenti di don Fabio Rosini. La fede cristiana è soprattutto un'esperienza di bellezza, ben lontana dall'ideologia e dall'emozionalità di chi la riduce ad un sterile atto di cieca convinzione. Cultura nerd: Le mie prime idealizzazioni furono plasmate dai capolavori di Shigeru Miyamoto, quali "A Link to the Past" e "Ocarina of Time", che, magari sarà azzardato dirlo, racchiudono in sé un po' tutta l'essenza del mito. Il mio essere un nerdone comincia dall'amore per la narrativa, per il fumetto e tutto ciò che porta alla storia delle storie.

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