Mio amato Maggiore Gilbert, […] quando ci rivedremo, perché so che ci rivedremo, finalmente ecco quello che ti dirò: adesso so cosa significa ti amo.

— Violet Evergarden

La vita nascosta – Recensione

Ogni nostro atto conta

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Una toccante scena di amore con la moglie, tornato dalla guerra.

E se vi chiedessi: conosci Franz Jägerstätter? Sicuramente la maggior parte di voi risponderà “No”.
Comprensibile, nemmeno io ero a conoscenza della storia di quest’uomo, questo pastore austriaco. Franz Jägerstätter fu uno dei tanti uomini chiamati alle armi sotto il vessillo del terzo Reich, ma si rifiutò di dichiarare fedeltà ad Hitler e per questo fu condannato a morte. Franz Jägerstätter è stato beatificato dalla Chiesa Cattolica nel 2007. Una storia dimenticata, nascosta, di cui davvero pochi ne sono a conoscenza. Tra quei pochi c’è un importante regista: Terrence Malick. I suoi film più famosi sono “La sottile linea rossa” e “Tree of life”. Malick decide di scrivere e girare un film sulla vita di questo contadino. Nel 2019 esce nelle sale americane “A Hidden Life” e mai titolo fu più azzeccato. Franz Jägerstätter è ognuno di noi, Franz Jägerstätter è Cristo.

Quello che fai non cambierà di certo il mondo

Come può il semplice atto di un contadino, proveniente da uno sperduto paesino a nord dell’Austria, fermare o cambiare il corso di una guerra? Soprattutto se si tratta della Seconda Guerra Mondiale. Franz ha una moglie e tre figlie. La politica del regime nazista sta iniziando a macchiare l’Europa. Franz ne prende coscienza durante il suo periodo di leva obbligatoria. Assiste all’esaltazione dei suoi commilitoni davanti ai video propagandistici, applausi scroscianti davanti alle immagini delle prime vittime cadute nelle conquiste tedesche.Tornato a casa scopre il propagarsi della malsana filosofia del Reich nel suo villaggio. I suoi compaesani salutano il nuovo governo come liberatore della patria, liberatore del nemico che si nascondeva tra di loro. Franz si oppone, non riesce a far coesistere il suo essere cristiano con queste “nuove” idee. Si espone e riceverà il disprezzo di quasi tutto il villaggio, questi suoi atti trascineranno anche la sua famiglia. Franz sa che verrà chiamato alle armi e dovrà pronunciare il giuramento di fedeltà ad Hitler. Si tortura in questa scelta, sa benissimo cosa succede a chi si oppone. Ma, ancora, cosa importerà al mondo, sull’orlo di un’altra guerra mondiale, del dissenso di questo contadino? Niente. Franz si rifiuterà, verrà accusato di tradimento, imprigionato e torturato. Nel mentre lascia una moglie, prigioniera anch’essa del dolore e del disprezzo della comunità, lascia delle figlie senza padre. A cosa serve tutto questo se il mondo se ne frega, se non cambierà niente? A chi importa?

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Franz insieme alla moglie e alle figlie

Non sono solo parole

Immedesimarsi nella storia di Franz può risultare facile: dire di no a dei nazisti? Adesso diremo: certo, subito, senza pensarci due volte (anche se alcuni eventi recenti ci suggeriscono che non tutti direbbero no). Con la nostra attuale consapevolezza è facile vedere il male di quei tempi, schierarsi dalla parte di Franz. Sia un credente che un non credente rimarrà ammirato dalla storia di questo contadino: il primo per la profondità di fede, il secondo per il coraggio. Certo è una scelta che ha fatto soffrire la moglie e le figlie, ma i cattivi sono i nazisti quindi possiamo chiudere un occhio. Ma fermandoci un attimo a riflettere, immedesimandoci, capiamo quanto non fosse una cosa così scontata per chi viveva nel mezzo di quegli eventi. Se ad un certo punto tutti quelli che conosci si schierassero con un pensiero che tu non riesci in alcun modo a condividere cosa faresti? Cosa farebbe ognuno di noi? E se ad un certo punto quelle idee cambiassero il corso del mondo, diventando un qualcosa che non puoi evitare semplicemente dicendo “no grazie, non la penso così”? Se dire “no” metterebbe in pericolo non solo te, ma anche i tuoi cari? Franz doveva semplicemente pronunciare delle parole, dire qualcosa che dentro di se non credeva.

Cos’è la parola? Cos’è il linguaggio? Quando mai dire qualcosa ad alta voce ha cambiato la realtà di fronte a noi? Ma forse non ci stiamo ricordando che ad un certo punto nella storia umana il Verbo si è fatto carne. E questo Verbo disse al paralitico “Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina” ed esso si alzò. Dio attraversa la storia tramite Franz tramite le sue parole non dette. Lui non pronuncerà quel giuramento, verrà gettato nel deserto della prigione. Inizierà la sua Passione, parallelamente a quella della moglie, anche lei dovrà portare il peso delle scelte del marito. Verrà torturato in maniera gratuita, verrà disprezzato, recluso, schernito. Si ritroverà, come Cristo, tentato da ogni parte: perché non pronunciare quelle semplici parole e servire come medico di campo? Perché continuare a soffrire e sopratutto a far soffrire? Anche satana tentava Cristo nel deserto con richieste semplice: prostrati a me e ti renderò libero e potente, cosa ti costa? Ma perché? Fermate tutto per un momento: lui non è il Salvatore, lui non deve sconfiggere la morte e liberare il mondo dai peccati. Perché dovrebbe soffrire tutto questo? Dio lo amerebbe di meno, addirittura lo ripudierebbe se allontanasse da lui questo calice? Il suo avvocato cercherà di convincerlo proprio di questo, che non c’è niente di male, se scende a patti sarà libero.

Franz: “Sento questo sentimento dentro di me…di non poter fare quello che reputo sbagliato”
Giudice:“Hai il diritto di farlo?”
Franz:“Ho il diritto di non farlo?”

Ma ormai Franz ha preso in mano la sua croce ha capito che Dio lo vuole lì, non ha capito perché non ha capito il senso. Anche lui grida “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?”. Il regista lascia sempre evidente la paura di Franz, il suo terrore. Non viene rappresentato come uno stoico pezzo di granito, una specie di santone perfettamente calmo davanti alla morte. Franz rimane uomo, rimane spaventato dalla morte, se fosse per lui allontanerebbe questo calice. Ma capisce che è lì che deve stare, capisce che se mette questa sua vita nelle mani di Dio gli sarà ridato il centuplo.

Avvocato:“Ti lascio questo foglio, firmalo e sarai un uomo libero”
Franz:“Ma io sono libero”
Avvocato:“Allora perché sono qui?”
Franz:“Non lo so”

Franz è libero, Franz ha affidato la sua vita a Dio e questo lo rende libero nonostante la prigione. Non fraintendete, qui non si sta inneggiando la sofferenza, né tra queste righe né tra le immagini del film. Non si è migliori soltanto perché si soffre, magari più degli altri. Franz, più di tutti, avrebbe voluto uscire da quella prigione e tornare a vivere con sua moglie e le sue figlie. Ed è proprio attraverso la moglie che nuovamente Dio agisce nella vita di quest’uomo. Nel loro ultimo incontro lei capirà che tutto questo va oltre lei, oltre loro: Dio sta guidando tutto questo. Nel loro ultimo incontro lo ama fino alla fine, rispettando e fidandosi della sua decisione, anche se sa che cosi facendo lo perderà.

Franz:“Tu lo capisci?”
Fani:“Ti Amo, qualsiasi cosa tu faccia, qualsiasi cosa….accadrà. Io sono con te. Sempre.”

Franz viene portato via, verso il patibolo. Il suo passaggio ha già iniziato a dare i suoi frutti. Mentre viene portato via la guardia che lo aveva torturato, picchiato, schernito riuscirà a vedere la Verità in lui, come il centurione sotto la Croce. Il 9 agosto 1943 Franz Jägerstätter viene giustiziato.

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Le nostre vite nascoste

Tirare le somme è difficile. Si rimane completamente svuotati, senza energie. Ogni atto, parola, desiderio è messo in dubbio, non ha più senso continuare a muoversi. Ma proviamoci, proviamo a dare un senso a tutto questo. A cosa serve essere Franz Jägerstätter? Pensiamo un attimo alla nostra vita, alla nostra esistenza, soprattutto in questo tempo inedito, questa quarantena inaspettata. La maggior parte di noi non sono medici o infermieri, molti di noi sono a casa ad aspettare, cercando di non cadere a pezzi. Quante volte ci siamo fermati, attanagliati dal pensiero che ogni nostra parola, ogni nostro atto sia completamente inutile, soprattutto ora? Cosa serve esprimere un’opinione? A cosa serve impuntarsi contro il mondo se poi questo ci travolge senza neanche accorgersi di noi? Cosa cambia se facciamo quello o quello? Cosa cambia se facciamo un lavoro o un altro? Cosa cambia se mettiamo, o meno, al mondo dei figli? A cosa servono le parole che sto scrivendo qui, gettate tra le infinite già scritte. Forse non faranno un film su ognuno di noi, ma sicuramente quello che faremo, quello che diremo o non diremo, produrrà un silenzioso cambiamento. Le nostre vite sono vite nascoste, la storia si dimenticherà della maggior parte di noi, ma Dio no. Certamente non chiama tutti al martirio, ma non significa che le altre chiamate valgano meno. In questa Pasqua così unica e particolare fatevi un regalo e recuperato questo film. Personalmente questa storia e il modo in cui viene raccontata dal regista ha lasciato dentro di me un ferita aperta. Una ferita che mi ha cambiato, lo ammetto senza vergogna. Non potrò più guardare il mio agire come prima, non potrò più giudicare le mie azioni inutili.

Fani: “verrà un tempo in cui capiremo che senso ha tutto questo”.

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1 Commento

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    Film come questo ti fanno davvero apprezzare il senso che permea le vite di ognuno di noi; fantastica recensione e fantastico sito. Prima di ritornare a credere e addirittura ad iniziare il cammino per il sacerdozio ho speso 14 anni della mia vita come ateo incazzato e nichilista, visitare un sito che coniuga l’amore per l’arte e la cultura popolare con la fede religiosa e l’amore per la grazia mi rende davvero felice.

    Continuate così.

    P.S:Avete intenzione di recensire gundam unicorn ? sono rimasto sorpreso dalla quantità di riferimenti al cristianesimo, alla fede in qualcosa di più grande di noi ed al messaggio anti-nichilista nel finale.

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Author: RedDot

Cultura Cattolica: nato in una famiglia Cristiana, ma convertito soltanto all’età di 17 anni, dove ho iniziato il io cammino di fede. Sempre alla ricerca di Dio in tutte le cose della vita, astratte e non, ma sopratutto nel dialogo con l’altro. Cultura nerd: Nerd è bello e io amo tutto ciò che è bello. Appassionato di videogiochi e giochi da tavola. Adoro il cinema, sopratutto quello “impegnato”. Per quanto riguarda i fumetti mi limito nel dire che il testo più importante dopo la Bibbia è Rat-man. Ma sopratutto sono un nerd della musica (qualsiasi!)

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