Noi tutti abbiamo conosciuto la solitudine più profonda e abbiamo imparato che l’unica soluzione è l’amore, e che l’amore nasce con la comunione.

— Dorothy Day

5 consigli per comunicare la fede online!

Come comunicare la fede con lo Spirito giusto!

comunicare la fede online

Il mondo intorno a noi è cambiato velocemente negli ultimi 30 anni con l’avvento del web. La nuova cultura digitale ha rivoluzionato letteralmente il nostro modo di interagire, di pensare e di comportarci. Ormai siamo abituati a un mondo in cui ogni individuo è responsabile e protagonista (autore diretto) della Comunicazione e dell’interazione con l’altro online. Non ce ne rendiamo conto ma è sicuramente una grande responsabilità, anche dal punto di vista della fede.

Non dimentichiamo neanche che tutto è comunicare, tutto è un atto di comunicazione. Quest’ultima può essere verbale, non verbale, può essere visiva o auditiva, e ormai può essere anche “virtuale”. Abbiamo capito di certo che il mondo del web ha una comunicazione tutta sua, che oltretutto varia anche dal tipo di mezzo o social che si adopera.

Ma partiamo anche dicendo che il termine “Comunicazione” significa letteralmente “mettere in comune “.

Consapevole delle proprie responsabilità e forte del proprio ruolo, la comunicazione è un’espressione sociale, un mettere un valore al servizio di qualcuno o qualcosa fuori da sé: non basta pronunciare, scrivere o disegnare per comunicare; la comunicazione avviene quando arriva, quando l’espressione è compresa e diventa patrimonio comune per la costruzione di una discussione, di un sapere, di una cultura. ~ Preso da Parola al giorno

Ciò che viene messo in comune non sono beni materiali ma più che altro sono “messaggi“, che possono esprimere intenzioni, sensazioni, pensieri, sentimenti, informazioni. Nel nostro caso, il messaggio cristiano è “la buona novellaL'annunzio della Rivelazione e della Parola di Dio.“. E se il Cristianesimo è arrivato fino a noi, significa che abbiamo saputo trasmettere questo messaggio, ovvero evangelizzare e farlo bene (anche se tra e alti bassi ).

Ma adesso? Lo stiamo facendo bene? Come possiamo comunicare al meglio questo messaggio sul web?

5 consigli

Vediamo quindi una serie di suggerimenti per poter comunicare al meglio la fede sul web:

1 – Virtuale è reale

C’è davvero un confine tra il mondo reale e quello del web? La risposta è no, quello che facciamo sul web infatti ha conseguenze nella vita reale. Vi sarà capitato di imbattervi in persone con profili fake che insultano l’altro con ferocia, o di leggere o partecipare a conversazioni in chat accese e senza freni. Beh, sicuramente dietro una maschera o comunque dietro uno schermo è tutto più facile, ma la verità è che quelle parole comunicano e hanno sicuramente un impatto su di noi. Per esempio, basta vedere gli effetti del cyberbullismo o del revengepornLa diffusione sul web di foto intime o di video pornografici per motivi di ricatto o vendetta, che spesso portano chi li subisce al suicidio. Quindi il primo consiglio è non cadere in questa falsa percezione di totale libertà e ricordarsi che dietro agli schermi ci sono delle persone reali e che le parole hanno delle conseguenze concrete. In sintesi abbiamo delle responsabilità verso l’altro. Un esercizio può essere chiedersi: come mi comporterei se avessi queste persone di fronte?

2 – La verità

comunicare la fede online

Su internet chiunque dice la sua e molte volte diventa un’arena in cui affermare le proprie opinioni senza lasciare spazio a un dialogo. Dialogo del resto già difficile, visto che il tono delle parole scritte ce lo immaginiamo noi, con il rischio di essere fraintesi con facilità. Come fare quindi? In primis dobbiamo ricordarci che la verità ha un intento di “amore”, ovvero non va detta per un principio o per amore della verità stessa, ma per portare l’altro a conoscere Dio. Questo non vuol dire distorcere la verità, ma trovare le parole giuste, ospitali, inclusive e soprattutto sapere ascoltare. Per predisporre l’altro all’ascolto infatti va prima creato un rapporto, è molto difficile che qualcuno metta in discussione le sue idee se non si crea prima un legame empatico e un terreno comune su cui dialogare. Inoltre dobbiamo anche tenere presente la limitatezza del mezzo, e capire che se non si vuole essere fraintesi, a volte è meglio trovare vie migliori per comunicare. E non dimentichiamoci che anche noi dobbiamo sempre metterci in discussione rispetto a ciò che l’altro ha da dire, potremmo rimane sorpresi!

Don Fabio: “La più grande tentazione è il pregiudizio.”

3 – Semplicità

Il mondo del web ha tempi diversi da quello del mondo reale, la soglia di attenzione degli utenti è bassissima, senza contare il flusso costante di informazioni a cui siamo sottoposti 24 ore al giorno. Non è un caso che “TikTok TikTok è un'app a metà tra un social network e un social media realizzata da una società cinese chiamata ByteDance.” sia uno dei social più diffuso tra i giovani, infatti scrollare video che durano pochi secondi ha quasi un effetto ipnotico. Per tanto è bene ricordare che sul web la comunicazione deve essere chiara e semplice, evitando tomi di teologia, tecnicismi inutili (a meno che non ci sia uno specifico obiettivo che lo richiede) o contenuti esageratamente prolissi. Diciamo che comunicare con semplicità vi aiuterà a far arrivare a più persone il vostro messaggio. Anche perché, come si dice, se non lo sai spiegare a un bambino significa che non lo sai nemmeno tu. Per farlo online ormai ci sono tantissimi modi: post, caroselli, video, reel ecc… e tutti lasciano davvero grande spazio alla fantasia!

4 – Comunicazione visiva

comunicare la fede online

Abbiamo inaugurato il #sabatotrashendentale, il meglio del peggio del trash cristiano che troverete di settimana in settimana. Seguiteci sui social!

Le immagini comunicano e trasmettono sensazioni ed emozioni. Per esempio per quanto riguarda i brandUn brand è un nome, termine, segno, simbolo, o disegno, o una combinazione di questi che mira a identificare i beni o i servizi., ci sono tanti studi su come i colori e le forme influiscano con il pubblico in modo tale da comunicare i valori di un’azienda. Un’immagine sarà sempre in grado di attirare su di sé l’attenzione più di un testo scritto. La maggior parte dei social sono basati proprio sull’aspetto visivo. È importante quindi capire cosa si vuole trasmettere e soprattutto creare contenuti gradevoli alla vista. Ma spesso le immagini cattoliche di gradevole hanno poco: Gesù o Santi animati contornati di colombe, cuori, glitter e così tanti colori che nemmeno nei peggiori trip. Quindi state attenti a non finire nella nostra sezione denominata “TRASHendentale”! Ovviamente fare contenuti grafici, fotografici o illustrati a livello professionale è un’altra storia, ma l’importante è almeno guardare a chi già lo fa in modo efficace e magari ispirarsi, infatti il gusto e l’amore per il bello vanno anche educati.

5 – Raccontare una storia

Raccontare una storia ha un grande impatto a livello comunicativo. Attraverso una storia, infatti, possiamo creare empatia con gli altri, possiamo trasmettere emozioni e soprattutto una storia rimane impressa. Se ci pensate quello che fa il Cristianesimo è raccontare una storia: quella dell’uomo e quella di Cristo ovviamente. Si basa su quello che in sceneggiatura-narrativa chiamano Il viaggio dell’eroe. Se è vero che la fede è un incontro e un rapporto diretto tra Dio e l’uomo, è anche vero che è qualcosa che si trasmette da persona a persona. Raccontare la propria esperienza di fede è molto più efficace del fornire nozioni o regole su come vivere la vita.

Francesco: “Trasmettere la fede non vuol dire “dare informazioni”, ma “fondare un cuore.”

 

Un ultimo consiglio extra

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Qui vorrei dare anche un ultimo consiglio che in realtà vale anche per la vita off-line. Per farlo vi farò un esempio: vi è mai capitato di fare una bella recensione? Magari a un ristorante o magari a un luogo o a un film che amate? In ogni caso, avete mai provato quella sensazione per cui una vostra esperienza è cosi bella, ma cosi fantasticissima, che volete farla provare anche alle persone a cui volete bene?

L’esempio sicuramente non basta a spiegare un’esperienza di fede, che è di ben altra profondità, ma credo renda in qualche modo quello di cui scrivo: l’entusiasmo, quel fuoco, è qualcosa che si ha dentro e non si può emulare. Per usare un termine del web le “belle recensioni”, proprio come nei Social, danno molti più risultati di tanti altri tipi di pubblicità, perché sono più vere!

Evangelizzare non è “indottrinare”, ma la nostra vita vissuta alla luce di un incontro, uno stile di vita. Ovvero il famoso «Guardate come si amano», detto dai pagani guardando ai primi cristiani.

Fateci sapere che ne pensate e se vi sono stati utili questi consigli!

Ah, un ultima cosa! Vi lascio con una riflessione presa da un’intervista al papa emerito Joseph Ratzinger-Benedetto XVI:

Benedetto XVI: “La fede non è un prodotto della riflessione e neppure un cercare di penetrare nelle profondità del mio essere. Entrambe le cose possono essere presenti, ma esse restano insufficienti senza l’ascolto mediante il quale Dio dal di fuori, a partire da una storia da Lui stesso creata, mi interpella. Perché io possa credere ho bisogno di testimoni che hanno incontrato Dio e me lo rendono accessibile.”

Buon web a tutti… andate e comunicate!

P.S.: Ringraziamo gli amici della Parrocchia di Montecavolo che ci hanno ospitato per una conferenza intitolata “Non è bene che l’uomo sia solo nel web” che ci hanno offerto molti spunti di riflessione e anche del buon cibo! Speriamo di pubblicare presto anche il video della conferenza in questione.

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Debby Pac

Author: Debby Pac

Cultura cattolica: “L'essenziale è invisibile agli occhi”, questa frase tratta da “Il piccolo principe” riassume il sentore che mi ha accompagnata fin dall'infanzia. Essere cattolica, fa parte di un percorso, fatto di alti e bassi, di dubbi e scoperte stupende, è stato (ed è), una continua ricerca, dove alla fine scopri di essere tu quella “cercata”, e ogni giorno diventa una scoperta di questo amore cosi immenso e di se stessi. Cultura nerd:Sono una graphic designer e un'illustratrice, ho studiato in una scuola di fumetto e disegno fin da quando ho memoria. Questa passione è stata accresciuta dagli anime e dai manga e sono una fan sfegatata di Miyazaki. Crescendo mi sono appassionata anche ai fumetti occidentali, sopratutto francesi, e amo Leo Ortolani. Sono cresciuta con i videogiochi Nintendo (scroccati a mio fratello) e in fine mi piacciono i giochi da tavola o di carte (Lupus, Citadels, C'era una volta, ecc..).

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