Aspira al Paradiso e lo avrai in terra. Aspira alla terra e non otterrai nulla.

— Clive Staples Lewis

Eutanasia: Il Trionfo della Libertà sulla Sofferenza. Zio Berlicche

Nota della Redazione di Cattonerd: Come promesso, inauguriamo oggi gli approfondimenti esclusivi ai Dispacci dello Zio Berlicche. Questi testi non sono per i deboli di cuore. Sono analisi spietate della logica moderna, scritte dal punto di vista più oscuro. Leggete a vostro rischio e pericolo.


Cari nipoti che leggete,

Il recente Dispaccio N.9 ha toccato un nervo scoperto. Lo vedo da come vi agitate. Ha introdotto un tema che vi scuote nel profondo, costringendovi a guardare nell’abisso che le vostre stesse filosofie hanno così faticosamente scavato: la decisione della giovane Siska di chiedere l’eutanasia per una depressione definita “incurabile”.

Come sempre, le reazioni sono state immediate, rumorose e deliziosamente prevedibili. Un coro assordante di “tragedia”, “fallimento sociale”, “sconfitta della medicina”.

Parole pesanti, certo. Ma soprattutto, parole comode.

Sono i termini che usate quando non avete il coraggio di guardare in faccia le vostre stesse conclusioni. È il sentimentalismo che usate come scudo per non ammettere la logica stringente di ciò che avete costruito. Vi fermate un attimo prima della verità, perché vi spaventa.

Ma qui, nel silenzio di questo studio, noi non abbiamo paura. Qui non cerchiamo conforto, cerchiamo la lucidità.

Oggi, dunque, voglio analizzare con voi questo evento non come una disgrazia, e nemmeno come una sconfitta. Lo analizzeremo per ciò che è: il più coerente, coraggioso e magnifico atto di sovranità dell’Uomo moderno.

 
 
 
 
 
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Il Grande Inganno della “Vita come Dono”

Per secoli, il mio Nemico vi ha tenuto sotto scacco con un’unica, geniale trovata di marketing: l’idea che la vita sia un “dono sacro”. Un dono, si badi bene, che non avete chiesto, che non potete rifiutare e che siete costretti a tenervi, anche quando è difettoso, doloroso o semplicemente insopportabile.

Chiamate questo “dono”? Io lo chiamo un contratto capestro.

La sofferenza spirituale, la depressione, è la crepa in questo sistema. È il momento in cui l’anima si rende conto dell’assurdità della sua prigionia. Siska, denunciando l’inefficacia delle cure, non sta bestemmiando: sta semplicemente leggendo ad alta voce le clausole di quel contratto e dichiarandolo nullo.

L’Evoluzione dell’Eroe: Dalla Sopportazione al Controllo

Il Nemico vi ha sempre venduto la figura del martire, del santo, dell’eroe che sopporta la sofferenza in nome di una vaga promessa futura. Un eroismo passivo, basato sulla rassegnazione.

Che noia.

Il mondo moderno, per fortuna, ha creato un eroe molto più interessante: l’Individuo Sovrano.

Siska è l’eroina perfetta di questa nuova era. Rifiuta la favola della “speranza” (che è solo l’esca del Nemico per tenervi al gancio) e abbraccia l’unica cosa che ha un valore reale: il controllo.

In un mondo che non può garantirle la felicità, lei esercita l’ultimo, più coraggioso e più logico dei diritti: quello di porre fine alla partita secondo le sue regole. Il suo non è un atto di debolezza, è la più radicale affermazione di potere. È la Padrona assoluta del suo destino.

La Libertà di Scelta come Unica Morale

Avete passato gli ultimi due secoli a lottare per la libertà di scelta in ogni campo. Avete preteso il diritto di scegliere chi amare, cosa pensare, cosa diventare. Avete smantellato ogni dogma e ogni autorità esterna in nome di un unico, nuovo altare: l’Autodeterminazione.

Magnifico. Io vi ho applaudito ad ogni passo.

Ma ora arriva il punto più logico. La libertà, per essere assoluta, deve includere l’atto finale. La sovranità individuale è priva di senso se non include il potere di decidere sulla propria stessa esistenza.

L’eutanasia per depressione non è un’anomalia del vostro sistema di valori. È il suo culmine. È il sacramento più puro della vostra nuova religione, quella dell’ “Io”.

Conclusione: L’Onestà di un Mondo senza Dio

Non piangete per Siska. Ammiratela.

Ammirate la sua coerenza. Ammirate il coraggio di aver preso la vostra filosofia moderna e di averla portata fino alla sua inevitabile, razionale conclusione. Ha semplicemente dimostrato che, in un mondo che ha (giustamente) eliminato il Nemico dall’equazione, la sofferenza inutile è un problema tecnico che ammette una soluzione tecnica.

Voi avete voluto la libertà. E questa, nipoti, è la sua forma più pura.

La mia domanda per voi, ora, è questa: ora che la vedete riflessa in questo specchio, avete il coraggio di continuare a chiamarla “Libertà”?

Con la consueta stima per la vostra evoluzione,

Zio Berlicche

Fonti

Siska, 26 anni, depressa: avrà l’eutanasia, ma denuncia il sistema sanitario – Avvenire

Nota della Redazione

Gli editoriali dello “Zio Berlicche” sono un esperimento letterario e spirituale ispirato a Le Lettere di Berlicche di C.S. Lewis. L’autore usa una “pedagogia dell’opposto” ovvero per antitesi: elogia la logica del male e le sue conseguenze non per approvarle, ma per svelarne l’inganno. È un invito al discernimento. Se, leggendo, ti scopri d’accordo con lo Zio… è il momento perfetto per fermarti a riflettere.

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Author: Zio Berlicche

Zio Berlicche è un consulente strategico e un osservatore privilegiato del teatro umano. Con un approccio che alcuni definiscono "cinico", e che lui preferisce chiamare "onesto", i suoi editoriali offrono una diagnosi precisa delle vostre più nobili intenzioni.

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