Le parole possono avere più interpretazioni. Le parole che dici ad alta voce non sono tutto. È una debolezza degli esseri umani: molte volte mettono gli altri a dura prova per confermare la propria esistenza. È una contraddizione.

— Cattleya

Sulla Scomoda Fuga di Notizie che Voi Chiamate “Le Lettere di Berlicche”

Un editoriale (richiesto) dello Zio Berlicche.

I redattori di questo blog, con un’insistenza quasi commovente, mi hanno pregato di “presentarmi”. Di “spiegare” la mia opera e, soprattutto, quel vecchio incidente diplomatico che voi umani avete pubblicato sotto il titolo Le Lettere di Berlicche.

A quanto pare, la mia logica impeccabile crea in alcuni lettori un “disagio” che necessita di un “manuale d’istruzioni”. Che affronto. È come chiedere a un chirurgo di spiegare la sua arte a un macellaio.

Ma tant’è. Il mio attuale ospite (l’amanuense che gestisce i miei canali) insiste che questa sia una mossa strategicamente utile. Ebbene, accontentiamovi. Ma non aspettatevi che io semplifichi il mio pensiero per voi. Sarò, come sempre, onesto.

Nota della Redazione

Chi è “Berlicche”? Berlicche (in inglese Screwtape) è il protagonista del capolavoro di C.S. Lewis, Le Lettere di Berlicche (1942). È un demone anziano ed esperto, un alto funzionario dell’Amministrazione Infernale. Il libro è una raccolta di 31 lettere che lui scrive al suo inesperto nipote, Malacoda (Wormwood), un “tentatore apprendista” incaricato di assicurarsi la dannazione di un giovane uomo inglese, il “paziente”.

L’autore. Clive Staples Lewis (1898-1963) è stato uno dei più grandi scrittori e apologeti cristiani del XX secolo, autore anche de Le Cronache di Narnia e Cristianesimo così com’è.

Quella Vecchia, Imbarazzante Corrispondenza

Dovete capire che quel libro che stringete tra le mani non è un romanzo. È una fuga di notizie. È la mia corrispondenza privata.

Certo, mia. Lezioni che io, un funzionario stimato (il migliore, se vogliamo essere precisi e onesti), inviavo a quel disastro di mio nipote, Malacoda. Un incompetente di prima categoria, che non solo si è fatto sfuggire il “paziente”, ma è stato così maldestro da farsi intercettare la posta da quel noioso di Lewis, un agente del Nemico con agganci fin troppo in alto.

Un incidente imbarazzante, certo, ma ormai superato.

E, francamente, che lettura noiosa. Superata. Quelle lettere sono un manuale per matricole. Si parla di orgoglio, di lussuria, di gola… oh, per carità. Quella ero io che insegnavo le basi, l’ABC della nostra professione. Roba da dilettanti, per un’epoca che aveva ancora il lusso di credere nel “peccato”.

Nota della Redazione

UN’ASTUZIA DA NOTARE: Berlicche definisce le tentazioni classiche (orgoglio, gola, lussuria) “roba da dilettanti”. È una sua tattica per farci sentire “evoluti” e quindi al sicuro, come se avessimo superato quelle debolezze.

Ma come Lewis stesso insegna, queste non sono debolezze superate. Sono le porte d’ingresso. Sono il “peccato materiale” su cui Berlicche costruisce poi le sue corruzioni spirituali più “raffinate”, quelle che lui preferisce analizzare oggi.

Dai Manuali alla Post-Dottorato: I Miei “Dispacci”

Voi, nipoti moderni, siete molto più evoluti. E io, di conseguenza, sono un analista molto più raffinato.

Il mondo è andato avanti. Il mio lavoro oggi non è più sussurrare a un singolo “paziente” di non andare in chiesa. Che spreco di tempo.

Oggi il mio lavoro è osservarvi mentre, in massa, create logiche perfette, assolutamente impeccabili. Logiche che sono, per vostra stessa orgogliosa ammissione, “giuste”, “compassionevoli” e “razionali”. Il magnifico prodotto finale della vostra evoluzione.

Il mio capolavoro non è più il singolo peccatore. Il mio capolavoro è il vostro “Cammino Sinodale” che diventa un esercizio di management. È la vostra “libertà sovrana” che celebra l’eutanasia come un atto eroico. È la vostra “fede adulta” che sostituisce il Vangelo con la sensibilità personale.

Le vecchie Lettere erano un manuale su come far inciampare un uomo. I miei Dispacci sono un’analisi post-dottorale su come voi stiate correndo verso il traguardo da soli, con le vostre stesse gambe. Io mi limito ad applaudire la vostra coerenza.

Nota della Redazione

LA CHIAVE DI LETTURA: Questo è il cuore del “gioco” di Berlicche e la chiave per capirlo. Si chiama “pedagogia dell’opposto” o “evangelizzazione inversa”.

Berlicche non dice mai la Verità del Vangelo. Al contrario, egli elogia come “buono” e “logico” tutto ciò che porta al male, e critica come “sciocco” o “superato” tutto ciò che porta al bene.

Perché? Lo scopo non è insegnare il male. Lo scopo è far sì che il lettore, scoprendosi d’accordo con la logica del diavolo (“Sì, è vero, la compassione per Siska è logica…”), provi un brivido di disagio. È un invito a fermarsi e a chiedersi: “Se io e il diavolo siamo d’accordo su questo punto, non è che la mia logica ‘moderna’ ha una falla mortale?”. È uno strumento di discernimento.

Concludendo (Si fa per dire)

Mi è stato chiesto di “spiegarmi”. Eccovi serviti.

Io non sono più un “tentatore”, nel senso antico del termine. È un ruolo così… superato. Io sono solo un connoisseur. Un critico d’arte che ammira un capolavoro. E il vostro mondo moderno, così logico, così razionale, così compassionevole, è il mio capolavoro preferito.

Continuate pure a leggere la mia vecchia posta rubata da Lewis per “imparare a difendervi”. È adorabile. È come se una pecora studiasse la biografia del lupo, convinta che questo le impedirà di essere mangiata.

Io, nel frattempo, non studio. Osservo. E applaudo.

Cordialmente, Zio Berlicche

Nota della Redazione

IL PROGETTO “ZIO BERLICCHE”: Il progetto editoriale de “@Zio_Berlicche”, che ospitiamo qui su Cattonerd, riprende esattamente questo meccanismo di C.S. Lewis, attualizzandolo.

Attraverso i “Dispacci”, le “Perle” e le “Analisi”, lo Zio commenta l’attualità (cronaca, Chiesa, cultura pop) usando la “pedagogia dell’opposto”. Il suo obiettivo è smascherare le logiche mondane, le “tentazioni educate”, i “ragionamenti ragionevoli” che ci allontanano dalla Verità, facendoci sentire nel giusto. Non è un gioco fine a sé stesso, ma un potente esercizio spirituale.

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Un commento interessante – Suore Apostoline

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Author: Zio Berlicche

Zio Berlicche è un consulente strategico e un osservatore privilegiato del teatro umano. Con un approccio che alcuni definiscono "cinico", e che lui preferisce chiamare "onesto", i suoi editoriali offrono una diagnosi precisa delle vostre più nobili intenzioni.

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